Giovanni Baglioni in concerto

16 May 2010

Giovanni Baglioni uno di quei figli darte che ce lhanno fatta. Non sempre appunto il nome porta un vantaggio a chi sceglie di seguire la strada del proprio illustre genitore, anzi il più delle volte il casato artistico rischia di affossare in partenza il talento più giovane. Giovanni Baglioni ha avuto il coraggio di scegliere la musica come professione di vita ma intelligentemente in una forma che gli lasciasse lo spazio di farsi notare, lontano quindi dal mondo espressivo del padre Claudio e per molti versi anche dalla tradizione italiana di chi scrive e lavora con le note. Non che manchino la melodia e le parole, ma entrambi gli elementi non sono il fulcro del suo stile che vede protagonista la sola chitarra acustica: la melodia infatti racchiusa in tutta una serie di virtuosismi tecnici e compositivi che invitano a scovarla e a riscoprirla di volta in volta, mentre alle parole, essendo musica strumentale, concesso soltanto lo spazio del titolo, una sorta di programma che evoca immagini e sensazioni ed aiuta ad immergersi in quello che si andr ad ascoltare. Larghi sono i consensi che il chitarrismo di Giovanni Baglioni ha finora ottenuto dalla critica specializzata e più severa, sulle prime spiazzata da un prodotto tanto estraneo al panorama nostrano.

Una musica che anche da vedere e che sul palco coinvolge enormemente lo spettatore il quale si trova di fronte una sorta di acrobata dello strumento impegnato in tecniche quali il tapping (dove le note vengono suonate direttamente sulla tastiera luso di accordature alternative, degli armonici artificiali, della mano sinistra over the neck e della chitarra come strumento percussivo. Il suo album Anima meccanica comprende dieci pezzi dallindole dotta ma allo stesso tempo accessibili grazie ai sentimenti di cui sono permeati: oltre alla tecnica e alla teoria applicata di un universo per pochi eletti trovano infatti spazio momenti di grande poesia, suggestione e profondit, il tutto tenuto insieme da unenergia unica visibile sul palco come su disco.

Durante i suoi concerti non mancano mai cover di alcuni classici di Michael Hedges del cui genio Giovanni un vero estimatore e conoscitore.

Un'occasione quella del 16 Maggio al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco (PD) da non lasciarsi sfuggire.

Lartista, dopo aver suonato nellalbum IF di Mario Biondi, impegnato anche come guest star nel tour del vocalist catanese (a Padova il 14 e 15 maggio al Gran Teatro).

By Insidecom Editorial Staff