Tuttavia la sua vicinanza con Venezia ed una posizione pressoché equidistante dai capoluoghi di Padova e Treviso, consentono di alternare il tipo di visita e di considerare Mirano anche come un ottimo punto di partenza per tante escursioni.
Il nome della città si riferisce al ruolo di osservatorio militare che rivestiva ai tempi dell'Impero e difatti il luogo mostra un magnifico esempio di graticolato romano: la centuriazione con grandi appezzamenti divisi da strade che si tagliano ad angolo retto.
Con destini alterni che nell'arco della storia la videro assoggettata a vari domini, Mirano visse il suo massimo splendore sotto la Repubblica Serenissima.
Il vanto principale di questo centro d'arte è costituito dalla cinque-seicentesca Villa Erizzo circondata dal Giardino Belvedere, chiamato così per la presenza della neogotica torre (il Castelletto) che si erge tra la folta vegetazione 'all'inglese' adottata nel XIX secolo: ossia l'accostamento di elementi naturali ed artificiali che danno vita ad una sorta di paesaggio fiabesco.
Grazie poi alla presenza della pala del 'Miracolo di Sant'Antonio che riattacca il piede' di Giambattista Tiepolo, conservata all'interno del secentesco Duomo di S. Michele, Mirano è entrata di rigore nell'itinerario dedicato all'artista.
È il parco di Venezia. Mirano sorge nel verde più vistoso di tutta la campagna veneta, tanto che la nobiltà lagunare del Sei-Settecento la elesse quale rifugio prediletto e luogo ideale per farvi costruire le proprie dimore (quando nacque la cosiddetta 'cultura di villa').
Queste residenze, che in tutto il comprensorio ammontano a 36, sono veri gioielli di architettura e rappresentano oggi la più grande attrattiva locale, rivolgendosi ad un turismo che ama l'arte unita ai ritmi blandi della natura.