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Un viaggio a Vicenza offre prospettive

imprevedibili dentro l’arte e la storia.

“Vicetia” o “Vincentia” compare per la prima volta nelle fonti classiche nel 135 a.C., anche se le sue origini vanno molto più in là nel tempo e i Galli la dominarono fino al 157 a.C..

Tuttavia Roma è uno “spirito” che aleggia nei secoli e di cui la città resterà sempre profondamente intrisa.  

L’influenza dell’Urbe, di cui rimane ampia testimonianza attraverso molti reperti oggi custoditi al Museo Civico ospitato nello splendido Palazzo Chiericati del Palladio, è per prima cosa visibile nell’assetto delle strade del centro. Dell’epoca fanno poi bella mostra di sé i resti dei ponti, dell’acquedotto, dei templi e del teatro.

Sebbene abbiano lasciato profondi segni pure il Medioevo (con Goti, Franchi e Longobardi), l’età comunale e la dominazione veneziana, sono questi i due volti di Vicenza che subito balzano all’occhio: quello dell’epoca imperiale e quello del Rinascimento palladiano.

Moltissimi sono gli edifici, vere e proprie opere d’arte, progettate dal grande architetto padovano di origine e vicentino d’adozione, tanto che fu proprio questa città a permettergli di esprimere appieno il suo genio creativo e di divenire uno dei più grandi ideatori della storia, con ripresa di temi classici e spazi armonici in cui vigono ferree regole matematiche. Per prima va sicuramente citata la Basilica Palladiana (o Palazzo della Ragione) di Piazza dei Signori, edificio medievale rimaneggiato da Palladio con elementi caratteristici del suo stile. Altro capolavoro insuperabile è il ligneo Teatro Olimpico. E poi ancora: Palazzo Valmarana (contenente fra l’altro affreschi del Tiepolo), Palazzo Thiene, la Loggia del Capitanio, la Loggetta dei Giardini Salvi, Palazzo Barbaran da Porto e la villa La Rotonda. Questo è senza dubbio l’oro palladiano di Vicenza.

Tante sono comunque le visite da fare e non solo legate al lavoro dell’architetto. Tappe pressoché obbligate sono per esempio: la basilica dei SS. Felice e Fortunato (IV sec.), la Basilica di Monte Berico (XVII sec.), sita sul colle che domina il centro cittadino, poco discosta dall’antica chiesetta gotica; il duomo (VIII – XIII); i resti della Nuova Cattedrale (IX - X); S. Maria dei Servi e S. Rocco (XV). Senza dimenticare le splendide campagne costellate di ville aristocratiche risalenti a varie epoche.

Conosciuta soprattutto per l’operato che vi svolse Andrea Palladio nel XVI secolo, Vicenza mostra altrettanto fieramente i segni della sua romanità.

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