Giacomo Favretto, Venezia, fascino e seduzione

Dal 31 luglio 2010 al 21 novembre 2010

Al Museo Correr di Venezia dal 31 luglio al 21 novembre 2010 sarà allestita la prima mostra dei giorni nostri interamente dedicata al pittore veneziano Giacomo Favretto. Favretto, che ottenne un enorme successo durante la sua intensa ma fin troppo breve carriera, mor infatti prematuramente a soli 38 anni, considerato uno dei massimi pittori italiani dellOttocento: un innovatore che port la scuola veneziana della seconda met del secolo XIX a confrontarsi nuovamente coi grandi maestri della tradizione veneta come Longhi e Tiepolo, lasciati da parte fino ad allora per prediligere la pittura storica e di paesaggio. Lopera Liston moderno che lanno della sua scomparsa, il 1887, lartista lasci incompiuta sul cavalletto aveva tutti i requisiti per portare la pittura veneziana a confrontarsi e a dialogare con carattere con le più moderne tendenze estere, tuttavia ci si accorse di questo capolavoro e ne fu compresa la carica innovativa troppo avanti, quando ormai larte aveva già seguito il suo corso (la Biennale stessa nascer soltanto nel 1895).

La mostra del Correr, coprodotta con il Chiostro del Bramante di Roma, propone unesposizione ricca con straordinari inediti.

Le opere, che copriranno lintera produzione di Favretto, saranno unottantina e fra esse ve ne saranno di sconosciute al grande pubblico, provenienti da musei o collezioni private. La mostra poi offrir un confronto fra lartista e altri pittori veneti coevi come Ettore Tito, Alessandro Milesi, Guglielmo Ciardi e Luigià Nono.

Nel circuito espositivo si ammireranno dunque tutti i periodi artistici di Favretto, da quando era allAccademia di Belle Arti di Venezia, ai successi di Brera, fino alla partecipazione allEsposizione Universale di Parigià nel 1878 che lo stimol molto nellispirazione e da cui apprese nuove tecniche.

Si giunge quindi alle opere degli anni Ottanta che raccolsero un vasto consenso unanime di critica e di pubblico: qui la mano del pittore descriveva la quotidianità veneziana ad altissimi livelli con leggeri tocchi di ironia (ecco Longhi e Tiepolo senza trascurare le mode e il gusto dei suoi tempi.

Tra questi arriva per la prima volta in Italia, in prestito dalla Galleria Nazionale di Budapest, Susanna e i due vecchi e, appartenente alla collezione Katalinic, lo straordinario Lavandaie.

Lultimo dei suoi capolavori, Liston moderno, opera che venne acquistata dal Re e oggi in collezione privata, chiude la mostra.

A cura della redazione di Insidecom