Nuova Oggettività al Museo Correr

Arte in Germania al tempo della Repubblica di Weimar 1919-1933

Dal 01 maggio 2015 al 31 agosto 2015

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Dal 1 maggio al 30 agosto 2015 la nuova oggettività tedesca sarà protagonista di una grande mostra al Museo Correr di Venezia!

Con 'Nuova Oggettività' Venezia si apre all'arte tedesca del primo dopoguerra portando al Museo Correr - mostre 2015 gli artisti ed i temi più rappresentativi della nuova oggettività, corrente artistica in grado di cogliere le difficoltà e i contrasti di uno dei periodi più difficili della Germania moderna.

Circa 140 opere concorreranno a spiegare ai visitatori le tematiche più rappresentative del movimento artistico Nuova Oggettività, sviluppatosi in Germania nel periodo della Repubblica di Weimar (1919-1933): dipinti, incisioni, disegni e fotografie di oltre quaranta artisti, molti dei quali ancora poco conosciuti in Italia.

Le devastanti conseguenze sociali, culturali ed economiche che seguono la Prima Guerra Mondiale mettono la Germania in ginocchio… Durante il periodo della Repubblica di Weimar, gli artisti si trovano davanti ad una realtà in forte mutamento: da un lato il rapido processo di urbanizzazione e modernizzazione, possibile grazie allo sviluppo di industria e tecnologia, cambia profondamente il volto del Paese; dall'altro, l'alto tasso di disoccupazione e la situazione disperata che affligge vari strati della popolazione. Nonostante le difficoltà e i pesanti contrasti che vive la nazione, il periodo della prima democrazia tedesca si rivela un terreno molto fertile per la cultura: tra il tramonto dell'espressionismo, l'esuberanza dei dadaisti e il Bauhaus, si assiste anche alla nascita del movimento della nuova oggettività.

Definito in vari modi, postespressionismo, neonaturalismo, verismo o realismo magico, il gruppo della nuova oggettività non segue un manifesto programmatico o una tendenza politica, né tantomeno appartiene ad un'unica area geografica: l'arte della nuova oggettività ha alla base una sorta di comune scetticismo per linea presa dalla società tedesca e la coscienza che tali cambiamenti porteranno sempre più all'isolamento umano. La nascita di questa 'nuova oggettività' in Germania viene sancita in modo inconfutabile con una mostra, che si tiene a Mannheimnel nel1925, intitolata Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività).

Diversamente dai loro predecessori dell'espressionismo, che prima di rendersi conto della terribile realtà della guerra ne avevano accolto lo scoppio con grande entusiasmo, gli esponenti della Nuova Oggettività guardano alla nuova Germania, che sta pagando un prezzo altissimo per la sconfitta, senza illusioni e privi dell'emotività che aveva invece caratterizzato gli espressionisti. Lontani dalle esasperazioni e dalle distorsioni dei loro predecessori, gli artisti della nuova oggettività ritrovano tecniche della grande tradizione pittorica e prediligono il genere del ritratto: prestando grande attenzione alla resa delle superfici, si affacciano alla realtà con precisione e sobrietà. I diversi approcci al realismo adottati dagli esponenti del movimento (critico, freddo, satirico, ammaliante, oggettivo, …) e i temi trattati - disagià sociali, paesaggi urbani trasformati dall'industrializzazione, prostituzione, … - fanno emergere tutte le difficoltà di un'epoca tanto tumultuosa quanto difficile.

Il percorso espositivo della mostra 'Nuova Oggettività', Venezia Museo Correr, è suddiviso in cinque sezioni tematiche. Le figure più famose della nuova oggettività, Dix, Grosz, Schad, Sander e Beckmann, saranno affiancate da alcuni artisti meno noti, come Georg Schrimpf, Aenne Biermann, Heinrich Maria Davringhausen, Hans Finsler e Carl Grossberg per permettere ai visitatori di capire meglio la modernità e le novità dell'arte tedesca del periodo di Weimar. Inoltre, la presenza dei principali strumenti espressivi utilizzati nella corrente della nuova oggettività, pittura e fotografia - ai quali l'allestimento della mostra a Venezia, Museo Correr, riserva un confronto speciale - aiuterà a capire come le varie tematiche siano state sviluppate e esplorate dalle varie personalità del movimento.

La vita nella democrazia e le conseguenze della guerra nella prima sezione della mostra nuova oggettività viene evidenziato il crescente divario creatosi tra una borghesia che, traendo profitto dalle privazioni del periodo, è in costante ascesa e le categorie sociali più colpite dalle privazioni del primo dopoguerra: disoccupati prostitute reduci di guerra, vittime della corruzione politica e della violenza vengono spesso ritratte in atmosfere sinistre, come bordelli o angoli di strada. Gli artisti, tra i quali ricordiamo Max Beckmann, Otto Dix, George Grosz, August Sander e Heinrich Maria Davringhausen, tendono a focalizzarsi sulla realtà urbana per rappresentare gli emarginati proprio negli ambienti in cui vivono. Opera emblematica di questa prima tematica trattata al Correr è Il sognatore di Davringhausen (1919), che rappresenta la scena di un omicidio: l'attenzione si concentra dell'assassino, un uomo elegante che sembra non avere niente in comune con la vittima che ha massacrato.

La città e la natura del paesaggio proseguendo il percorso espositivo incontriamo un'altra tematica cara alla nuova oggettività: il Museo Correr dedica la seconda sezione alle differenze tra uno scenario urbano rivolto al futuro, che risente fortemente degli effetti dell'industrializzazione, e un mondo rurale - svuotato dai massicci flussi migratori verso i nuovi posti di lavoro delle aree urbanizzate - dove viene proiettata la nostalgia di un passato che sopravvive solo nei ricordi.

Nuove identità: tipi umani e ritrattistica analizzando i diversi modi in cui gli artisti della nuova oggettività affrontano il genere del ritratto, la terza sezione presentata al Museo Correr di Venezia, mostre 2015, fa emergere una nuova tipologia di ritrattistica che mette in secondo piano l'individualità del soggetto per evidenziarne l'appartenenza a una categoria sociale. Nonostante i diversi approcci adottati dai singoli artisti, le opere di questa sezione presentano evidenti affinità, come il ricorso all'autoritratto e un chiaro richiamo agli stereotipi sociali. Artisti, scrittori, attori, emarginati, reduci di guerra e la 'nuova donna' sono i soggetti più frequenti.

L'uomo e la macchina sezione dedicata ad effetti e trasformazioni prodotti dal veloce processo di industrializzazione che sta vivendo la Germania nell'era di Weimar. Alcuni artisti  esprimono le loro perplessità su un mondo ormai dominato dalle macchine; altri riconoscono i benefici della tecnologia e cercano di interpretare il nuovo rapporto tra uomo e industria. In questa sezione di Nuova Oggettività la fotografia gioca un ruolo dominante, sia come forma d'arte a sé stante sia come fonte d'ispirazione.

Natura morta e beni di consumo l'ultima sezione della mostra al Museo Correr 'Nuova Oggettività' racconta i cosiddetti 'ritratti di oggetti', un nuovo tipo di natura morta: oggetti di uso quotidiano, strumentalizzati a simbolo della produzione di massa e della modernità, raffigurati in composizioni allestite nei minimi dettagli, spesso arricchite da piante 'esotiche', molto diffuse nelle case dell'epoca. Tra gli artisti rappresentati nella sezione si trovano Aenne Biermann, Georg Scholz, Albert Renger-Patzsch e Hans Finsler.

Organizzata grazie ad una grande collaborazione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia, 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE e il Los Angeles County Museum of Art (LACMA), 'Nuova Oggettività. Arte in Germania al tempo della Repubblica di Weimar, 1919-1933' sarà visitabile fino al 30 agosto 2015. In autunno, la mostra si trasferirà al LACMA per far conoscere anche agli Stati Uniti questo prolifico e importante periodo, fondamentale chiave di lettura per uno dei più complessi capitoli della modernità artistica tedesca.

A cura della redazione di Insidecom