'Questa è guerra' al Palazzo del Monte di Pietà

Cento anni di conflitti messi a fuoco dalla fotografia

Dal 28 febbraio 2015 al 01 giugno 2015

Tra le mostre a Padova 2015, 'Questa è guerra', ospitata al Palazzo Monte della Pietà a partire dal 28 febbraio al 31 maggio 2015, è senza ombra di dubbio la più toccante mostra di fotografia a Padova degli ultimi anni, sia per il tema trattato che per la documentazione esposta.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, fautrice dell'iniziativa, ha fortemente voluto questa mostra a Padova sia per ricordare tutti i conflitti che si sono succeduti nel corso degli anni sia per offrire uno spunto di riflessione sul nostro approccio ad un tema importante come quello della guerra, che la fotografia è in grado di rappresentare attraverso immagini crude, tragiche e spesso evocative.

Le foto di guerra esposte in questa mostra fotografica a Padova seguono il reale ordine cronologico dei numerosi conflitti bellici scoppiati tra il XX secolo e l'inizio del XXI: a partire dalla Prima Guerra Mondiale, passando attraverso la Guerra Civile Spagnola, la Seconda Guerra Mondiale, la Guerra d'Algeria, la guerra serbo-bosniaca, la Guerra in Vietnam, l'interminabile guerra medio-orientale e le guerre che da troppo tempo flagellano le terre d'Africa, la mostra fotografica 'Questa è guerra' termina con il più recente attacco alle Torri Gemelle ed i focolai in Medio Oriente ed in Ucraina. In ognuno di questi tragici eventi la fotografia ha saputo porsi in maniera differente, dando di volta in volta un colore diverso al rapporto tra guerra, documentazione e racconto.

A ricordo della Prima Guerra Mondiale, Walter Guadagnini ha selezionato per la mostra fotografica di Padova al Monte di Pietà più di 160 immagini di guerra che raccontano come, nonostante sia passato più di un secolo, essa sia rimasta una delle peggiori piaghe in moltissimi Paesi del mondo…

Nella sezione di immagini relative alla Prima Guerra Mondiale saltano subito all'occhio le novità tecnologiche utilizzate per la prima volta durante questo conflitto, come le foto aeree che riuscivano finalmente ad inquadrare l'intero territorio, le foto dei carri armati e di altri nuovi strumenti di combattimento mai usati fino a quel momento. La grande novità però, riguardava proprio le macchine fotografiche che, per la prima volta, venivano utilizzate proprio dai soldati stessi: in questo modo potevano inviare alle loro famiglie un caro e prezioso ricordo, spesso, purtroppo, l'ultimo. Ricordiamo che tutte le immagini di guerra esposte in 'Questa è Guerra' a Padova, Palazzo del Monte di Pietà, provengono dal Museo della Terza Armata, una fonte preziosa di inestimabili testimonianze storiche della Prima Guerra Mondiale.

Degni di nota sono anche gli scatti realizzati dalla Principessa Anna Maria Borghese, aristocratica donna romana amante della fotografia e membro della Croce Rossa al fronte che, grazie alle prime macchine istantanee Kodak, ha saputo raccontare la vita dei soldati e la loro quotidianità in tempo reale.

Anche la Guerra Civile Spagnola viene raccontata in prima persona grazie alle testimonianze lasciate dai combattenti dei diversi fronti e ai numerosissimi servizi fotografici che i giornali pubblicavano in quel periodo; è proprio in questo frangente che compare per la prima volta quella che diventerà la foto simbolo dell'intera storia della fotografia, 'Il Miliziano Caduto' di Robert Capa, esposto in questa inedita mostra fotografica sulla guerra insieme ad un altro scatto, ormai famoso in tutto il mondo, di Gerda Taro, compagna di Capa, ad una miliziana intenta a sparare durante l'addestramento.

'Questa è guerra' spicca a Padova, mostre 2015, per la volontà di dimostrare come la fotografia, nel corso degli anni, sia stata a 360° il mezzo preferito per raccontare, narrare ed esprimere situazioni ed emozioni, indipendentemente dal fatto che a scattarla fossero appassionati, combattenti in prima linea o professionisti e grandi fotoreporter.

La Seconda Guerra Mondiale viene raccontata proprio in quest'ottica con una serie di straordinarie e preziosissime immagini di grandi fotografi del Novecento, quali August Sander, Ernst Haas, Robert Capa, Eugene Smith e Henri Cartier-Bresson, Eugeny Chaldey e Bill Bandt.

Ad eccezione della sezione riguardante le immagini di Smith, interamente dedicata alle battaglie ed ai soldati in azione, le foto di guerra scattate da questi artisti non raccontano gli eventi bellici in sé, ma piuttosto il loro tragico epilogo e le tristi conseguenze che essi portano alla popolazione. Ed ecco allora la narrazione realistica di una Colonia prima e dopo i bombardamenti attraverso gli scatti di Sander, le toccanti foto di soldati viennesi nel momento del rientro a casa, nella loro città distrutta e le immagini di Cartier-Bresson sui campi profughi, talvolta drammatiche e talvolta addirittura umoristiche; noto in tutto il mondo è il suo scatto ritraente una vittima del nazismo che addita una sua carnefice.

La mostra, ideata dalla Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo, racconta anche le vicende della Resistenza italiana, alcune ricostruite a posteriori, altre vissute in prima persona da un partigiano che scattò alcune foto, affidandole poi a Robert Capa.

Il percorso espositivo della mostra 'Questa è guerra' prosegue con immagini di guerra degli anni '50: una serie di foto scattate a Dresda e ad Hiroshima mostrano un grande numero di 'funghi atomici' ed altri esperimenti nucleari nonché i loro devastanti effetti sul territorio e sulla popolazione.

La mostra fotografica a Padova sulla guerra passa poi al conflitto in terra Algerina, con i ritratti di donne locali realizzati da Marc Garanger ed alla guerra del Vietnam, definita 'l'ultima guerra fotografica', in cui Don Mc Cullin, Eve Arnold e Philip Jones Griffiths intendono, con le loro opere, esporre tre punti di vista diversi ma allo stesso tempo evidenziare il loro pensiero comune, ovvero il dubbio sulla reale necessità di questa guerra.

Da questo momento la televisione prende il posto della fotografia, che resterà comunque uno strumento importante sui campi di battaglia, utile ad offrire interessanti spunti di riflessione. La mostra di Walter Guadagnini, pertanto, passa dai reportage alle immagini più graffianti realizzate dai più famosi artisti dei nostri giorni, quali Gabriele Basilico con la sua Beirut devastata, 'l'Enclave', il capolavoro di Richard Mosse che con colori acidi vuole raccontare la sua personale esperienza nella tragica guerra in Congo, i documentari storici di Luc Delahay, il racconto multimediale di Gilles Perress e gli scatti alle torri di osservazione militari israeliane realizzati da Taysir Batnjj, dove la scarsa e imperfetta inquadratura vuole simboleggiare la situazione critica e di estrema insicurezza che viveva il Paese in quel periodo.

Sul finire della mostra, l'osservatore viene messo davanti a due possibili diversi finali: da una parte l'artista Boris Mikhailov che riprende la rivolta ucraina ostentandone la crudezza e la tragicità, dall'altra Adam Broomberg & Oliver Chanarin con la loro positività. Questa straordinaria coppia di artisti, nota in tutto il mondo e da sempre attenta ad un tema importante come quello delle guerra e dei vari modi di rappresentarla, con il loro progetto interamente finanziato e prodotto per l'occasione, vogliono dimostrare come, anche negli avvenimenti tragici come i conflitti, possa esserci un lieto fine spesso dovuto al caso.

Oltre ai reportage fotografici e ai dossier televisivi, 'Questa è guerra' espone giornali ed altri interessanti testimonianze di quei periodi offrendo l'opportunità di visitare alcuni siti internet dedicati a questa importante tematica, con lo scopo di invitare il visitatore a riflettere sul rapporto tra guerra, fotografia ed informazione in genere. 

'Questa è guerra' si preannuncia una delle più importanti mostre fotografiche a Padova di inizio 2015, un'occasione per pensare ad un tema importante come quello della guerra e al nostro modo di relazionarci ad essa, spesso troppo 'scontato' e poco consapevole della sua reale drammaticità.

A cura della redazione di Insidecom