La Biennale Arte di Venezia

La migliore scena artistica internazionale da oltre un secolo

 

L’Esposizione Internazionale d’arte di Venezia riveste un ruolo di primo piano tra gli eventi di settore, una grande manifestazione che da oltre cent’anni porta a Venezia il meglio del panorama artistico internazionale…

La nascita della Biennale di Venezia risale al 1893 quando l’amministrazione comunale di Venezia decide di istituire un’esposizione biennale d’arte nazionale alla quale sarebbero stati invitati i maggiori artisti italiani e stranieri, ciascuno con massimo due opere mai esposte in Italia.

Scoprite insieme a noi la storia dell’Esposizione Internazionale d’Arte, l'imperdibile appuntamento che ogni due anni porta a Venezia grandi artisti e giovani talenti che con le loro opere rendono l'evento un'emozione indimenticabile!

In questa sezione troverete informazioni, foto e curiosità su tutte le edizioni della Biennale d'Arte di Venezia... buona lettura!

La Biennale d’Arte

DALLA NASCITA ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE

La prima Biennale d'Arte di Venezia, inaugurata il 30 aprile 1895, registra oltre 200mila visitatori, una grande partenza che catapulta la neonata esposizione tra i grandi eventi di carattere internazionale. Dalla 2° Biennale vengono già introdotte alcune novità, tra cui il Premio della critica che stimola articoli e recensioni sulla mostra di Venezia aumentandone visibilità e qualità.

Durante le prime edizioni, l’arte tedesca porta a Venezia importanti opere ed artisti: nella Biennale del 1899 Klimt presenta proprio a Venezia la celebre Giuditta II. In questa edizione viene inaugurata anche la nuova formula della personale.

Dalla 4° Biennale spazio anche all’arte francese con Mostra dei paesaggisti francesi degli anni '30 - arrivano a Venezia le opere di Corot e Millet - e una personale di Rodin, mentre l’impressionismo, nonostante la crescente importanza, continua ad essere ignorato. Nella Biennale vengono presentate anche le arti decorative e il Salon des refusées con le opere escluse dall’esposizione principale.

L’organizzazione dei Padiglioni stranieri inizia nel 1907, primo fra tutti quello belga seguito da Gran Bretagna, Germania e Ungheria. Nel 1912 approdano a Venezia anche Francia e Svezia, anche se quest’ultima cede il proprio padiglione all’Olanda già nel 1914.

La 9° Biennale - anticipata al 1910 perché non coincidesse con le celebrazioni dei 50 anni del Regno d'Italia - porta a Venezia nomi di assoluto rilievo: Klimt, Renoir, retrospettive di Courbet e Monticelli. Nel 1914, seguendo l’ascesa dell’Espressionismo, Venezia propone una personale di Ensor.

Negli anni della Grande Guerra la Biennale viene sospesa.

 

TRA LE DUE GUERRE MONDIALI

Nel primo dopoguerra la Biennale di Venezia continua a proporre le nuove tendenze. Nel 1920 Signac - curatore del Padiglione francese - oltre alle proprie opere, espone Cézanne, Seurat, Redon, Matisse e Bonnard, l'Olanda propone una retrospettiva su Van Gogh e la Svizzera una su Hodler.

La Biennale del 1922 resta famosa per le polemiche: la retrospettiva su Modigliani raccoglie più critiche sulla vita dell’artista che sulle opere esposte mentre la mostra di scultura nera viene definita in senso dispregiativo ‘primitiva’.

Nelle edizioni della Biennale tra gli anni Venti e Trenta a Venezia continua a dominare l’arte francese: nel 1928 con una mostra su Bissière, Chagall, Ernst e Zadkine; la Biennale del 1930 propone un confronto di artisti italiani e francesi residenti a Parigi; nel 1932 viene organizzata una mostra sugli italiani a Parigi.

Sempre in quegli anni il padiglione francese ospita retrospettive su Gauguin, Tolouse-Lautrec, Monet, Manet, Degas e Renoir e presenta i contemporanei Matisse, Van Dongen e Zadkine; la Gran Bretagna organizza personali di Nicholson, Epstein e Moore, mentre la Germania espone a Venezia Marc, Nolde, Klee e vari esponenti dell’Espressionismo.

Nel 1930 la Biennale di Venezia si trasforma in Ente Autonomo ed amplia i propri orizzonti oltre le Arti Visive con convegni di poesia (1932/1934), festival di musica e teatro e la prima Mostra del Cinema di Venezia.

Alla Biennale del 1938 vengono introdotti i Gran Premi. A causa della guerra, Venezia annulla le edizioni del 1944 e del 1946.

 

LA BIENNALE DEL 1948

La rivisitazione delle avanguardie, resa possibile dall'impegno dei padiglioni stranieri, rende la 24° Biennale di Venezia un’esposizione straordinaria. Da ricordare: la collezione Peggy Guggenheim e la retrospettiva di Pablo Picasso presentata da Guttuso.

La presenza di tutte le tendenze estremiste, dal cubismo al surrealismo, porta la Biennale di Venezia nel vivo del dibattito sull'arte contemporanea.

Nonostante le ripercussioni della guerra, nessun padiglione rimane vuoto e gli spazi non utilizzati ospitano mostre speciali… Ernst, Dalì, Kandinsky, Mirò e Mondrian sono alcuni dei nomi presenti all’esposizione d’arte del 1948, senza dimenticare Monet, Sisley, Cezanne, Degas, Gauguin e Van Gogh presentati nella Mostra degli Impressionisti.

I Paesi presenti a Venezia organizzano mostre importanti: Maillol, Braque e Chagall per la Francia; Schiele e Wotruba per l'Austria – che espone anche Kokoschka nel padiglione jugoslavo; la Gran Bretagna porta a Venezia Turner e Moore; il Belgio Ensor e Permeke.

Nel padiglione centrale viene presentata una mostra su Klee e sugli artisti tedeschi ripudiati dal nazismo.

 

DOGUERRA E ANNI CINQUANTA

La rivisitazione delle avanguardie, iniziata nel 1948, viene continuata nelle cinque edizioni successive: escluso il Dadaismo, la Biennale di Venezia riesce a ricostruire un quadro abbastanza completo delle avanguardie europee creando un ponte tra pubblico e arte contemporanea.

Alla Biennale del 1950 riscuotono molto successo le mostre su Fauves, Cubismo, Futurismo e Blaue Reiter, mentre il Padiglione Messicano, grande rivelazione di questa Biennale, presenta Orozco, Riviera, Siqueiros e Tamayo.

In questi anni l’esplosione di nuove tendenze porta al padiglione americano l’action painting di Pollock mentre il Surrealismo convoglia a Venezia opere di Courbet, Munch, Klee e Magritte.

Dal 1958 al 1968, la Biennale di Venezia contribuisce in modo significativo alla diffusione dell’arte contemporanea.

 

ANNI SESSANTA

Gli anni Sessanta si aprono all’insegna delle polemiche: la Biennale di Venezia viene criticata per il numero di artisti invitati e per lo ‘strapotere della critica’, che impone mode e stili. Proprio la critica però determina la nascita ed l’affermazione del Movimento Informale all’Esposizione Internazionale d’Arte del 1960.

Il premio al pittore statunitense Rauschenberg - Biennale del 1964 - segna l'avvento della Pop Art americana in Europa. Il clamore e le polemiche che seguirono questo Gran premio fanno quasi passare in secondo piano le altre mostre allestite quell’anno: ‘Arte nei musei oggi’ e la presentazione dei bronzi di preparazione della Porta della Morte per la Basilica di San Pietro.

Dopo il clamore della Pop Art, la Biennale del 1966 suggerisce un ritorno a razionalità e rigore con l’arte optical, cinetica e programmata delle installazioni di Le Parc e Soto ai Giardini.

Per l'arte italiana sono da ricordare le retrospettive su Boccioni e Morandi, scomparso proprio in quegli anni.

I disordini del 1968 investono in pieno anche la Biennale: molte mostre rimangono chiuse e gli artisti che aderiscono alle manifestazioni coprono o girano le opere esposte.

 

ANNI SETTANTA

Alla Biennale del 1970 vengono aboliti i Gran premi, l’ufficio vendite - considerato strumento di mercificazione dell'arte - viene eliminato e si privilegiano rassegne tematiche sulle mostre monografiche e celebrative.

Sempre nella Biennale del 1970 ‘Proposta per una esposizione sperimentale’ vuole presentare concretamente alcuni problemi dell'arte attraverso opere di Malevich, Duchamp, Man Ray e Albers.

Nella Biennale del 1972 - edizione ricordata soprattutto per lo spettacolo delle diecimila farfalle liberate in piazza San Marco a Venezia – viene proposto per la prima volta un filone tematico per tutte le esposizioni, ‘Opera e comportamento’.

Nel 1973 viene approvato dal Parlamento italiano il nuovo Statuto della Biennale ed inizia un programma per decentralizzare, interdisciplinare e superare la cadenza stagionale della Biennale attraverso nuove sedi espositive adibite ad happenings, dibattiti e spettacoli.

L'edizione della Biennale del 1974 viene dedicata interamente al Cile: la stessa Ortensia Allende, vedova del presidente, raggiunge Venezia per inaugurare la Biennale del 1974, considerata la più grande protesta culturale nei confronti del dittatore Pinochet.

L’istituzione delle Attività permanenti della Biennale di Venezia, prevista nel nuovo Statuto, permette lo svolgimento di manifestazioni, mostre e spettacoli teatrali al di fuori dell’Esposizione Internazionale d’Arte.

Dopo la discussa ‘Biennale del dissenso’ - 1977 - la 38° Biennale porta a Venezia opere di Kandinskij, Mondrian, de Chirico, Boccioni, Rauschenberg, Braque, Duchamp e Picasso.

 

ANNI OTTANTA

Le prime iniziative del nuovo decennio prevedono il collegamento dell'attività della Biennale al Carnevale di Venezia e il recupero delle Corderie dell'Arsenale di Venezia da parte della Biennale di Architettura, con la mostra sul Postmodernismo ‘La via novissima’.

Negli anni Ottanta la mostra d'arte della Biennale di Venezia si sviluppa su temi unitari: Arte come Arte (1982), Arte allo specchio (1984), Arte e scienza (1986). Questa impostazione viene superata solo nel 1990 quando la Biennale d’Arte inizia ad essere articolata in sezioni.

Nel 1980 l’Esposizione Internazionale d’Arte presenta ‘Aperto '80’, un’iniziativa per i giovani artisti, riproposta anche nelle edizioni successive, dove fa la sua comparsa la cosiddetta Transavanguardia con Chia, Clemente, De Maria e Paladino.

‘Arte e Scienza’, la Biennale d’Arte del 1986, viene per la prima volta divisa in due settori: ‘Tra passato e presente’ e ‘Nell'età delle scienze esatte’; riscuotono molto successo la mostra statunitense dedicata a Noguchi e l'iniziativa antirazzista di Eulisse che inaugura come ‘Padiglione del Sud Africa’ una macelleria con figure nere appese a ganci da carne.

Il padiglione statunitense resta tra i protagonisti anche della successiva Biennale, ospitando la prima grande personale di Johns in Europa.

 

ANNI NOVANTA

L’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale ‘Dimensione futuro’ – 1990 – vede il ritorno a Venezia dell’ambasciatore della Pop Art Rauschenberg che espone un proprio lavoro nel padiglione sovietico.

Alle Corderie dell’Arsenale ‘Aperto’ si svolge tra varie polemiche – ecclesiastiche, per un lavoro sul tema dell'Aids, ed ambientaliste contro un'opera che espone formiche vive – prima di essere chiuso per accertamenti sanitari sul sezionamento di una carcassa di mucca da parte dell'inglese Hirst.

Anche in questa edizione grande successo per il padiglione statunitense firmato dalla Holzer.

La 45° Biennale d’arte, ‘Punti cardinali dell'arte’ propone una grande panoramica internazionale ed interdisciplinare, senza dimenticare gli importanti gli omaggi a Bacon, Cage e Greenaway. Molto apprezzati il padiglione tedesco - con il pavimento completamente per evocare le ‘macerie del Paese’ - e quello russo, trasformato in un luogo abbandonato e pieno di rottami.

L'edizione del centenario della Biennale di Venezia – 1995 - viene affidata per la prima volta a un direttore non italiano, il francese Jean Clair, che allestisce a Palazzo Grassi ‘Identità e alterità’: incentrata sul volto e sul corpo umano, presenta opere dai più importanti musei al mondo.

Nel gennaio 1998 viene approvato il decreto legislativo con cui la Biennale di Venezia diventa ‘Società di cultura La Biennale di Venezia’, persona giuridica privata con vari settori di attività (architettura, arti visive, cinema, teatro, musica, e danza) e in collegamento con l'ASAC.

Con le edizioni del 1999 (dAPERTutto) e del 2001 (Platea dell'umanità) la Biennale d’Arte di Venezia promuove un grande progetto per il recupero e l’utilizzo di importanti edifici dell'Arsenale.

Dopo ‘Aperto 80’, ‘dAPERtuttosupera definitivamente la separazione tra giovani e artisti affermati.

 

ANNI RECENTI

La 49° Biennale d'Arte, ‘Platea dell'Umanità’, richiama a Venezia oltre 243.000 visitatori. Oltre a presentare un'opera fondamentale di Beuys ‘La fine del XX secolo’, questa esposizione propone Cy Twombly, Serra, Toroni e diversi altri artisti contemporanei che si dedicano alla figura umana.

La 51° Biennale d’arte contemporanea di Venezia presenta due mostre internazionali curate, per la prima volta, da due donne: ai Giardini ‘L'esperienza dell'arte’ di María de Corral, all'Arsenale ‘Sempre un po' più lontano’ di Rosa Martínez. A queste due mostre si aggiungono 70 partecipazioni nazionali e 31 eventi collaterali che richiamano complessivamente un pubblico record di 915.000 persone.

Nel 2007, la 52° Biennale d’Arte registra un’affluenza di pubblico ancora maggiore. Con oltre 25.000 m2 di esposizioni, tra i Giardini e l’Arsenale di Venezia, e 76 Padiglioni nazionali, nel periodo di apertura la Biennale è la mostra d’arte più visitata d’Italia.

La 53° Esposizione d’Arte ‘Fare Mondi/Making Worlds’, collega in un’unica mostra le sedi espositive della Biennale d’arte, dai Giardini all’Arsenale di Venezia, superando il record di visitatori della Biennale del 2007.

La riqualificazione del Padiglione Italia, che ne ha raddoppiato lo spazio espositivo, segna una svolta nella partecipazione degli artisti italiani alla Biennale d’Arte di Venezia.

 

Biennale d’arte - Sedi espositive Venezia: Giardini e Arsenale

Biennale d’arte - Come raggiungere le sedi espositive
da Piazzale Roma/Ferrovia: per Arsenale: linee ACTV 1-4.1; per Giardini: linee ACTV 1-2-4.1-5.1-(6 da Piazzale Roma)

Biennale d’arte – Biglietterie: Arsenale, Giardini

Biennale d’arte - Modalità di visita: biglietto valido per un solo ingresso in ciascuna sede espositiva (Giardini-Arsenale, che distano 15’ a piedi)

Servizi per il pubblico (Giardini-Arsenale): Infopoint, guardaroba gratuito

Servizi in mostra (Giardini-Arsenale): bar, ristorante, bookshop

 

Informazioni e prenotazioni
Tel. 041 5218 828 - Fax 041 5218 732
promozione@labiennale.org

A cura della redazione di Insidecom