Itinerari in Veneto - Arte & storia

Il Veneto più blasonato

Piazza San Marco e L'Arena, Giotto e Palladio

Un itinerario che passa lungo l'asse d'arte principale della regione, contemplando anche gli scenari bucolici della Riviera del Brenta. Da sponda a sponda, tutti i motivi per cui il Veneto è noto al mondo.

PRIMO E SECONDO GIORNO

Venezia

Venezia la Signora è la prima visita culturale da compiersi durante questo itinerario. È la città più amata al mondo, unica come bellezza e magica per le suggestioni che ispira.
1500 anni “scolpiti” in ponti e palazzi che sono una porta verso altri mondi: qui l’emozione è garantita.
Venezia entra nel cuore di chiunque ci metta piede e mai si dimentica: ci si può venire anche una sola volta in tutta la vita. Come è pure vero che non si finisce mai di vedere, persino per chi ci vive.
Le sue origini risalgono ai secoli V e VI, presto la città assume una sua identità precisa, modellata sul particolare ambiente che ne ospita le fondamenta. Lo stretto legame con Bisanzio produce nell’arte e nell’architettura un perfetto connubio fra “oriente” e “occidente”, che diventerà a poco a poco tipico elemento “veneziano”.
Grazie alla propria audacia commerciale e militare, oggi Venezia può vantare il più grande patrimonio artistico del mondo. Le tappe “obbligatorie” in una città come Venezia dove ogni angolo trasuda storia e arte sono davvero tante.
Delle sue meraviglie il nostro itinerario propone:
Piazza San Marco, col principale monumento religioso della basilica, il campanile e la torre dell’orologio, il gotico veneziano di Palazzo Ducale, un tempo sede del potere dei dogi, le Procuratie Vecchie e Nuove, il Ponte di Rialto con la sua struttura porticata affollata di bazar, Palazzo Contarini del Bovolo e la magica architettura di alcuni dei più bei palazzi rinascimentali che si ergono sul Canal Grande (Ca’ Rezzonico, Ca’ Vendramin Calergi).
Vedremo poi una collezione importantissima come quella dell’Accademia. Non va trascurato lo shopping più esclusivo, un drink all’Harry’s Bar di Hemingway e un assaggio della migliore cucina di pesce.

TERZO GIORNO

Riviera del Brenta

Entriamo adesso in contatto con un’altra Venezia, altrettanto emozionale e ricca di bei palazzi, ma in uno scenario diverso: nei verdi orizzonti della Riviera del Brenta.
La Riviera del Brenta mette in comunicazione Padova e la laguna di Venezia attraverso 36 km di bellezza paesaggistica unica: un “quadro” in grado di fondere arte e cultura, natura e storia da Stra fino a Fusina.
La canalizzazione del fiume in questo tratto risale al XVI secolo: il nuovo naviglio diede in breve vita ad una sorta di “civiltà bucolica” di cui ancora oggi risuona l’eco nelle barchesse delle ville, nelle distese di verde e nei burchielli che approdano a queste rive.
Furono i nobili veneziani, attratti dalla campagna, a far erigere lungo il canale le proprie dimore. All’inizio la funzionalità di tali costruzioni era rivolta esclusivamente alla loro collocazione e al ruolo agricolo, ma poi ben presto si trasformarono in lussuosi edifici e nacque la cosiddetta “cultura di villa”.
Questa zona, tra mondanità e ozio, presto si popolò e divenne di uso comune tra l’aristocrazia lagunare possedere una villa sul Brenta e giungervi tramite battello (il burchiello) da San Marco.
Le ville aperte al pubblico oggi non sono molte, ciò nonostante una gita lungo la riviera consente di ammirarne parecchie. Le dimore patrizie, ammantate di eleganza immortale, corrono a decine soprattutto nella zona di Stra, Dolo e Mira.
Di queste visiteremo: Villa Foscarini Rossi, la prima che s’incontra sulla strada dopo il centro di Stra che deve parte del progetto ad Andrea Palladio; Villa Pisani, la più imponente, nata come sede dogale, costellata di affreschi (tra cui uno del Tiepolo) e col famoso labirinto in bosso all’interno del vasto giardino; Villa Widman a Mira; infine, nei pressi di Fusina, Villa Foscari detta La Malcontenta, costruita su progetto del Palladio. Una visita, anche solo esterna, la meritano pure La Barbariga, sull’altra riva nei pressi di Dolo, la cinquecentesca Villa Querini Stampalia a Mira e Villa Gradenigo a Oriago.
È possibile compiere l’escursione anche via fiume.

QUARTO E QUINTO GIORNO

Padova

Arriviamo dunque a Padova. Nel turismo d’arte veneto Padova occupa certamente una posizione di rilievo, distinta per carattere da quella delle due “sorelle maggiori” (Venezia e Verona).
Tutti i giorni la solennità dei monumenti si sposa con l’allegro brulicare dei mercati comunali e degli studenti, provenienti da ogni dove, i quali ne tengono alto il nome di città universitaria europea: l’ateneo patavino fondato nel 1222 è infatti tra i più antichi del vecchio continente.
Già perdersi nei vicoli è un modo per catturare lo spirito che Padova ancora conserva di “borgo medievale” e di centro dei grandi cambiamenti che la scienza e la medicina di lì a poco avrebbero prodotto nella vita di tutti. Il tour in questione esplorerà l’anima religiosa e devota che da 800 anni regna nella Basilica di S. Antonio, i “misteri” raffigurati da Giotto nella Cappella degli Scrovegni, capolavoro assoluto dell’arte trecentesca, il volto giuridico del Palazzo della Ragione (il tribunale del 1218) e quello dotto del Palazzo del Bo’ (l’Università), dove la visita condurrà al teatro anatomico e alla cattedra di Galileo Galilei.
Si farà poi tappa al Caffè Pedrocchi, lo storico caffè “senza porte”, per bere qualcosa cullati da un ottimo jazz dal vivo.

SESTO GIORNO

Vicenza

Vicenza è esteticamente perfetta, un gioiello unico nel panorama d’arte veneto. Città a misura d’uomo e megalopoli della cultura. Come prima tappa andremo al palladiano Palazzo Chiericati, che oltre ad esporre magnificamente il genio del celebre architetto è anche la sede del Museo Civico, con cimeli preziosissimi di un patrimonio artistico immenso.
Vedremo subito dopo l’altro capolavoro “prospettico” dell’architetto padovano, ossia il ligneo Teatro Olimpico, dove il luogo è già la più emozionante delle rappresentazioni sceniche.
Si continuerà poi per la centrale Piazza dei Signori in cui potremo ammirare la solennità del Palazzo della Ragione: l’edificio che Andrea Palladio “portò via” al Medioevo perché potesse diventare qualcosa di unico.
Dopo la Loggia del Capitaniato lasceremo il Palladio per andare a conoscere la Vicenza più spirituale.
Ci recheremo quindi su una dolce collina che si trova a sud dell’abitato di Vicenza dove sorge il barocco della Basilica di Monte Berico, in cui sono custodite le opere “La Cena di S. Gregorio Magno” di Paolo Veronese e la “Pietà” di Bartolomeo Montagna. Concluderemo la gita ancora una volta nel nome di Palladio con la visita a La Rotonda, la più celebre tra le sue ville, composta di quattro facciate tutte uguali che si stagliano dal verde della campagna intorno.

SETTIMO E OTTAVO GIORNO

Verona

Verona, la porta “di terra” principale del Veneto, ha la fortuna di trovarsi al crocevia dei più svariati ambienti e climi.
Verona è un concentrato di storia e leggenda capace di infondere emozioni indelebili nel cuore e negli occhi dei visitatori.
Dall’Arena, uno dei più significativi monumenti della romanità, che custodisce e ostenta nella splendida piazza Bra’, si giungerà nei luoghi incantati della vicenda shakespeariana di Giulietta e Romeo: sotto il celebre balcone dell’edificio del XIII secolo, che la tradizione vuole appunto come la casa dei Capuleti. Già qui troviamo riassunti i due valori fondanti della cosiddetta Città dell’Amore.
La gita esplora poi l’aspetto mistico-religioso, elemento basilare per afferrare quello spirito tipicamente medievale regnante su tutto il corpo urbano, e che ha come rappresentanti assoluti: il magnifico Duomo romanico/ gotico e la spettacolare Basilica di S. Zeno.
Si passeggerà poi per Piazza delle Erbe, nel tipico clima quotidiano “antico”, assaporandone la cornice medievale - rinascimentale – barocca dei bei palazzi che la cingono insieme al caratteristico mercato.
La gita si sposterà nella contigua Piazza dei Signori, altro scrigno di architetture “sovrane” e tutte da ammirare (Palazzo del Comune, Palazzo del Capitanio, Loggia del Consiglio, arche scaligere).
La visita si conclude con Castelvecchio, scenografica fortezza fatta costruire da Cangrande II in corrispondenza della seconda ansa dell’Adige: oggi una delle più belle pinacoteche venete, con in più una sala delle armature e una vista mozzafiato sul fiume e il Ponte Scaligero.

A cura della redazione di Insidecom