Itinerari in Veneto - Arte & storia

Le città murate

LA 'GRANDE MURAGLIA' VENETA

Le città murate del Veneto fanno parte di un'ampia costellazione dove storia e arte brillano più che mai e dove sopravvivono tradizioni esclusive. Questo itinerario tocca i più rappresentativi e meglio conservati borghi medievali sparsi tra pianura e colline.

PRIMO E SECONDO GIORNO

Soave, Marostica

SOAVE. Cominciamo il tour dalla provincia di Verona, dove è la stessa delicatezza del paesaggio a suggerire il nome di questa cittadina. Soave è una città murata di grande fascino, un centro che oltre a mantenere un’aura immortale di Medioevo e leggenda, vive un presente vivacissimo fra viticoltura, turismo e industria.
È soprattutto nota al mondo per il pregiato vino bianco che produce. La dolcezza delle sue verdi colline, il sapore della sua uva garganega, da cui si ottengono il Soave e il Recioto di Soave, l’atmosfera fitta di romantico mistero, i ritmi della natura e l’accoglienza della gente sono un gioiello inestimabile del territorio.
Vedremo le mura scaligere, scandite da 24 torri merlate, e il castello, entreremo nella sala del Corpo di Guardia e negli appartamenti dei signori.
Cammineremo poi in centro lungo via Roma e via Camuzzoni, dove si concentrano gli edifici di maggiore interesse storico ed artistico (San Lorenzo e il Palazzo Scaligero), e giungeremo in Piazza Antenna a osservare il gotico-veneziano di Palazzo Cavalli e Palazzo dei Giudici (1375) coi suoi splendidi portici e una Madonna in marmo del Quattrocento.
MAROSTICA. La splendida cittadina, vanto unico della provincia di Vicenza, sorge alle pendici dell’altopiano di Asiago dove ogni estate la fertilità dei campi dà come frutto le famose ciliegie.
L’aspetto fortificato più imponente del luogo d’arte è merito degli Scaligeri che nel XIV secolo fecero erigere il castello superiore (sul colle Pausolino), il castello inferiore e la cerchia muraria di collegamento.
Il centro di tutto rimane la piazza, dove a settembre degli anni pari si gioca la celebre partita a scacchi con personaggi viventi in costume a rievocare la quattrocentesca contesa amorosa da parte dei nobili Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonata nei confronti della bella figlia del Castellano di Marostica, Lionora. Alla partita partecipano oltre trecento comparse vestite da cavalieri, dame, arcieri e gli altri ruoli chiave, mentre a muovere le pedine sono dei veri campioni internazionali di scacchi.
Il Castello Inferiore, che domina la piazza, è oggi la sede del Comune e all’interno si possono ammirare la Sala delle Armi, quella del Governatore e la Sala del Consiglio, con affreschi e un coro ligneo del Settecento.

TERZO E QUARTO GIORNO

Castelfranco Veneto, Cittadella

CASTELFRANCO VENETO. Ci spostiamo adesso nella provincia di Treviso per ammirare un altro monumento alla storia medievale: Castelfranco Veneto.
Le mura di Castelfranco vennero edificate sul finire del XII secolo nel momento di massima tensione con Padova: un quadrilatero molto alto in mattoni rossi, costellato da cinque torri.
Il borgo è noto per aver dato i natali al Giorgione, uno degli artisti più importanti del XV secolo, caratterizzato da una pittura fortemente enigmatica. Di suo Castelfranco conserva la famosissima Pala del Duomo, raffigurante una “Madonna con il Bambino in trono e i Ss. Francesco e Liberale”, e i misteriosi affreschi di casa Pellizzari, che secondo la tradizione fu anche la dimora dell’artista.
Dentro le mura, la Piazza intitolata al Giorgione è il centro di tutto.
Il Duomo settecentesco, realizzato su progetto di Francesco Maria Preti, custodisce al suo interno opere di Paolo Veronese, Jacopo Bassano, Paolo Piazza e molti altri artisti di scuola veneta che è bene non lasciarsi sfuggire.
CITTADELLA. Ci troviamo a nord di Padova, ai confini con le provincie di Vicenza e Treviso, dove sorge un altro fantastico “monumento medievale vivente” perfettamente conservato: Cittadella, ossia uno dei simboli storici del Veneto.
Da pochi anni è possibile svolgere il giro di ronda della cerchia muraria, che percorreremo da Porta Bassano dopo aver visitato gli ambienti antichi arricchiti da armi e arredi d’epoca della Casa del Capitano.
Ci recheremo anche al Palazzo Pretorio per contemplare “La cena di Emmaus” di Jacopo da Ponte.
Un’ultima visita, prima di saggiare l’ottima gastronomia locale, si svolgerà alla Torre di Malta, che pare Ezzelino da Romano avesse adibito a terribile camera delle torture per i prigionieri.
Visiteremo inoltre l’antica Pieve di San Donato, appena fuori dalla cinta muraria.

QUINTO GIORNO

Monselice, Montagnana

MONSELICE. “Ci troviamo ancora nella provincia di Padova, ma a sudovest e precisamente a Monselice.
L’aria e il paesaggio di “Mons Silicis”, dal nome della cava di pietra che riforniva prima l’Impero e poi la Serenissima, sono pregni di Medioevo, grazie soprattutto all’influenza della Rocca che “detta legge” su tutto il borgo e sulle altre epoche presenti.
Si narra inoltre la leggenda che in certe notti nel castello e lungo la strada che conduce al Santuario appaiano gli spettri dei coniugi Jacopino da Carrara (reggente della città nel XIV secolo) e Giudita: magia della storia.
La visita alla cittadina toccherà la Loggia, la Torre Civica e il museo di Ca’ Marcello (la famiglia veneziana a cui per ultima appartenne questo castello), per continuare col Duomo di Santa Giustina (originario del XIII secolo), Villa Duodo, la Chiesa di San Giorgio, sulla salita devozionale detta “delle Sette Chiese”, e culminare con la Rocca che tutto domina dal suo colle.
MONTAGNANA. Il nostro viaggio “indietro nel tempo” culmina a Montagnana (PD), dove abbiamo forse il Medioevo meglio conservato di tutto il Veneto. Il colpo d’occhio dato dalle mura è impressionante.
Lungo il perimetro (2km!) s’incontrano magnifici edifici, tra cui in particolare osserveremo:
Porta Legnago (altrimenti detta “Rocca degli Alberi”) del XIII secolo, con il portone in legno di rovere originale del tempo, e il Castello di San Zeno, oggi sede del Museo Civico.
Andremo poi al Duomo a vedere la “Trasfigurazione” del Veronese e lo splendido altare maggiore, con tutta probabilità opera del Sansovino.
Ci recheremo anche fuori dalla cinta muraria per raggiungere Palazzo Pisani, monumento palladiano d’eccezione.

A cura della redazione di Insidecom