Itinerari in Veneto - Natura

Le Vette del Veneto

Per conoscere alcune delle vette di bellezza della regione

Un viaggio che dai dolci declivi collinari della Marca Trevigiana porta su fino alle aree montuose più incantate e solatie, toccando arte e natura, storia e leggenda. Per conoscere alcune delle vette di bellezza della regione.

PRIMO E SECONDO GIORNO

Treviso

La prima cosa che noterà il visitatore al suo arrivo a Treviso è il grande equilibrio che qui regna ovunque, lo scorrere placido delle acque, la sfilata di palazzi antichi e di salici piangenti a filo sulla superficie color smeraldo dei canali.
La città disegnata dai fiumi Sile e Cagnan resta in un certo senso la “passeggiata ideale” dentro i valori culturali della regione, lontana com’è dal concetto stesso di turismo di massa e nel contempo contenitore di molte meraviglie d’arte e naturali: un approccio delicato e senza affanni alle ricchezze della regione.
Cominceremo quindi il nostro tour cittadino percorrendo la strada principale, Calmaggiore, in cui si susseguono numerose costruzioni monumentali di epoca medievale e rinascimentale.
Giungeremo così in Piazza dei Signori, una sorta di spazio fuori dal tempo (oltre che il volto che Treviso ama dare di sé), dove si erge l'edificio simbolo del centro storico:
il romanico Palazzo dei Trecento.
Vedremo anche la Casa dei Carraresi e la Loggia dei Cavalieri, il Duomo e la Cappella Malchiostro, le chiese di S. Vito e S. Lucia, S. Francesco e S. Niccolò.
Concluderemo il giro al Museo Civico 'Luigi Bailo' ammirando capolavori di G. Bellini, Lotto, Tiziano e J. Bassano.

TERZO GIORNO

Feltre

Saliamo di quota e arriviamo a Feltre la quale si colloca in un paesaggio naturale mozzafiato: è difatti situata nella soleggiata conca della Valbelluna, ad occidente del fiume Piave e alle pendici delle Dolomiti e delle Vette Feltrine.
Si tratta del maggior centro abitato dopo il capoluogo (Belluno).
Fu Venezia a darle il volto odierno, per ripagarla della fedeltà dimostrata durante la guerra di Cambrai, durante la quale fu rasa al suolo.
Ne nacque una città nuova con eleganti palazzi, piazze scenografiche, portici, logge e le famose case affrescate che le portarono l’appellativo di “Città dipinta”.
La strada principale di Feltre è Via Mezzaterra, tutta percorsa da case rinascimentali assai caratteristiche (con tetti a punta per lo smaltimento della neve): essa conduce alla splendida Piazza Maggiore dove fanno bella mostra i resti del castello medievale, la chiesa di San Rocco e la fontana di Tullio Lombardo (XVI).
Una delle vie della piazza è Via Lorenzo Luzzo (noto artista locale) dove continua la sfilata di palazzi rinascimentali e in cui ha sede il Museo Civico.

QUARTO E QUINTO GIORNO

Belluno

Visiteremo il “cuore urbano” di questa regione montuosa, quello che i Celti battezzarono “belo-dunum”: ossia “città splendente”.
Belluno rappresenta una sorta di mondo a sé dentro l’incanto della natura alpina.
Di fondazione antichissima (fu anche municipio romano), la città reca maggiormente i segni del Rinascimento e del periodo veneziano, con qualche prestigiosa testimonianza medievale.
Vedremo quindi l’antica Porta Rugo (XII secolo) e i tipici palazzi della Serenissima in stile gotico, di cui la “Città Vecchia” sul suo alto sperone di roccia risulta costellata: uno tra tutti, il Palazzo dei Rettori.
La nostra visita contempla poi la chiesa di S. Stefano e il Duomo di Tullio Lombardo (XVI sec.), noto per il campanile di 69 metri disegnato da Filippo Juvara, considerato una delle più rappresentative torri d'orologio del periodo barocco in Italia (all’interno opere di Jacopo Bassano, Palma il Giovane e Andrea Brustolon, il famoso scultore ed intagliatore bellunese).
Andremo infine al Museo Civico ad ammirare i capolavori di Jacopo da Montagna e Bartolomeo Montagna e a Piazza del Mercato dove, oltre agli sfarzosi edifici rinascimentali a colonnato, si trova una fontana del 1410.

SESTO GIORNO

Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Concludiamo questo itinerario nel nome della natura più incontaminata con la visita al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: 32.000 ettari di “stupore naturalistico e panoramico”.
Ammireremo la grande varietà ambientale che vi regna e la magnifica fauna: questi sono i luoghi dell’aquila reale, animale ai confini con la leggenda per l’eleganza, la nobiltà del volo e la rarità della specie.
Ci spingeremo in zone elevate e negli altipiani dove troneggia la natura più ricercata, ma non trascureremo i fondo valle e le aree più accessibili, ricche di torrenti e di cascate di verde.
La stagione estiva con tutte le sue fioriture rimane di sicuro la più adatta per apprezzare la bellezza di questi luoghi.
Vedremo Val Canzoi, le marmitte del Brenton in Val del Mis, Certosa di Vedana e le ex miniere di Valle Imperina.

SETTIMO E OTTAVO GIORNO

Il Cadore

Il Cadore promette bellezza, ovunque ci si imbatta.
Il Cadore è un’antica regione avvolta dalla storia e dalla bellezza sovrastante di massicci, valli e laghi.
Comprende noti centri turistici quali Auronzo, Misurina, Pieve (che è il paese natale di Tiziano) e Calalzo, tutti altamente forniti di moderne strutture per lo sport, tragitti immersi nella natura, svaghi culturali e quant’altro.
Il Cadore, la parte più settentrionale della provincia di Belluno, costituisce uno dei territori alpini più belli d’Italia.
La sua superficie copre circa 1.500 kmq di tesori naturali e d’arte ed è composto da 22 comuni.
La ricchezza di questa regione è costituita da boschi di abeti, faggi e larici, la cui pregiata legna ha sempre costituito la maggiore fonte di reddito della zona.
Dal secondo dopoguerra ad oggi, l’attività industriale caratteristica del Cadore è quella degli occhiali.
Il turismo rimane comunque uno dei settori portanti dell’economia cadorina, in tutte le stagioni coi suoi pregi esclusivi: nei mesi freddi, la montagna vanta uno dei paesaggi più suggestivi delle Dolomiti, con impianti e piste adatte a tutti i livelli.
D’estate invece, grazie ai suoi molti sentieri, il Cadore permette di vivere a contatto con un’altra natura, rigogliosa ed incontenibile, fatta di laghi, foreste, distese di fiori, luoghi dove è anche facile imbattersi in animali tipici di quest’area.

A cura della redazione di Insidecom