Itinerari in Veneto - Enogastronomia

I luoghi del vino

Storia e tradizione in un sorso di vino.

Nel Veneto esistono vini che sono come monumenti, il cui sapore evoca tutta la prosperità ambientale e la cultura secolare della regione. Questo tour si propone di entrare in contatto coi luoghi culto della tradizione vitivinicola, zone e paesi in simbiosi con la natura più affascinante che non a caso ostentano preziosi cimeli del passato più remoto.

PRIMO GIORNO

Sulla rotta del Bardolino

Un’esperienza di viaggio sulla scia dei vini veneti va molto oltre la semplice degustazione di prodotti locali: ogni luogo ha i suoi sapori, ogni sapore la sua storia da raccontare.
In un sorso di vino, nel suo colore, nel profumo intenso che sprigiona c’è tutto un mondo fatto di tradizione, attento studio, rispetto per la terra, fatica e soddisfazione. La nostra intrigante scoperta di questo valore fondante della cultura veneta parte dalle zone meridionali del Lago di Garda dove la particolarità climatica di inverni miti ed estati temperate consente alle uve di maturare in un ambiente alquanto privilegiato: è qui che nasce il Bardolino, un rosso che fa parlare di sé da secoli.
Andremo quindi nel comune che lo battezza e che presenta anche molti spunti di visita, i quali a loro volta andranno ad integrare e spiegare il raffinato gusto del “nettare” color rosso rubino che produce la zona gardesana (molto importanti nella produzione del Bardolino sono comunque anche i comuni di Garda, Lazise e Affi).
Le antiche chiese, i conventi, la cinta muraria scaligera, di cui resistono Porta Verona e una torre merlata, le ville, i palazzi e i giardini del dominio veneziano: tante le cose da vedere a Bardolino, oggi splendido centro dedito al turismo grazie ad una grande quantità di strutture ricettive di ogni tipologia.
Va notata la struttura “a pettine” del paese con case disposte a file perpendicolarmente rispetto al lago, tipica dei borghi di pescatori. Visiteremo San Zeno, magnifico esempio di architettura carolingia del IX secolo per concessione del re dei franchi Pipino, e, della stessa epoca, la romanica San Severo e San Colombano, quest'ultima nella vicina Cisano.
Per quanto riguarda il tour enogastronomico vero e proprio ci recheremo prima al Museo del Vino, per conoscere le origini della tradizione, e poi presso la nota azienda locale Zeni ad assaporare diverse qualità di Bardolino (la cui complessa preparazione prevede vari tipi di uva). Bardolino è noto pure le pietanze a base di pesce di lago e di verdure coltivate nell'area collinare. A ottobre vi si tiene la Festa della Vendemmia.

SECONDO GIORNO

La strada del Valpolicella

Rimaniamo nella provincia di Verona e sul “colore rosso” ma spostiamoci in Valpolicella, nel distretto formato dai comuni di Sant’Ambrogio, San Pietro, Marano, Fumane e Negrar, dove si producono i celebri Recioto e Amarone e il Medioevo è una pagina di storia che non vuole girare.
Sant’Ambrogio di Valpolicella, rinomato non solo per il vino ma anche per il marmo rosso che ravviva e dona eleganza ai palazzi veronesi, possiede forse i migliori vigneti di tutta la zona. Salendo in collina troviamo Gargagnago, in cui sono concentrate le aziende più prestigiose dell’area, dove si segnala in particolar modo la tenuta vinicola Alighieri, sorta attorno alla villa che vi costruì il figlio di Dante e che è retta tuttora da un discendente del sommo poeta.
Nell’altra frazione collinare di San Giorgio ci soffermeremo invece per ammirare la natura di borgo antico che ancora espone, la magnifica pieve e il panorama che “tocca” anche il Garda. La “gita dei sapori” prosegue poi per San Pietro in Cariana, dove almeno due sono le attrazioni d’obbligo per il visitatore: l’antichissima pieve di San Floriano (risalente al XII secolo) e la palladiana villa di Santa Sofia. Da notare pure nella zona sono le numerose ville fatte edificare dai nobili veneziani.
Il tema delle ville veneziane si estende anche a Fumane dove primeggia villa Della Torre, che non si sa se attribuire a Michele Sanmicheli oppure a Giulio Romano, ma che in ciascuno dei due casi vanta nobilissime origini architettoniche. Giunti qui bisognerà poi spingersi fino al villaggio di pietra Molina che è uno dei meriti della Valpolicella.
Cultura del vino, olivi, natura e monumenti di storia medievale e rinascimentale sono le ricchezze delle contrade di Marano di Valpolicella (da vedere Fasanara e il santuario di Santa Maria Valverde), mentre a Negrar, vasto comune comprendente numerosi centri abitati, vanno visitate le ville Bertoldi, Rizzardi e Quintarelli. Si consiglia inoltre una tappa alla contrada di Prun, dentro allo scenario magnifico dei Lessini.
SOAVE COME IL SOAVE. È l’ultima gloria veronese che incontriamo in questo itinerario dedicato al vino. Siamo sulle colline tra Verona e Vicenza dove nasce l'uva garganega, “il segreto” del Soave e del Recioto: bianchi la cui fama valica i confini nazionali. Il centro d’arte attorno al quale ruota la cultura enologica locale è il borgo medievale di Soave. Del Castello visiteremo la sala del Corpo di Guardia e gli appartamenti dei signori, mentre nelle vie centrali ammireremo la parrocchiale di San Lorenzo (XIV sec.), il Palazzo Scaligero, oggi sede del Comune, Palazzo Cavalli e Palazzo dei Giudici.
Faremo sosta anche nei paesi di Colognola ai Colli (villa Verità-Montanari), Illasi (la palladiana villa Carlotti e villa Peres Pompei Sagramoso), Cazzano di Tramigna (San Pietro), Montecchia di Crosara (San Salvatore), Roncà e Monteforte d’Alpone: tutti centri dediti al vino ma con preziose testimonianze architettoniche e storiche.

TERZO GIORNO

La tradizione dei colli euganei

Spostiamoci adesso nella provincia di Padova, in un’altra zona di grande tradizione enologica e fascino “non solo naturale”: i Colli Euganei. Qui esistono ben 13 vini DOC, tra cui: Tocai, Chardonnay, Pinot Bianco, Merlot, Cabernet e Serprino. Anche se la vera specialità è considerata il Moscato Fior d’Arancio.
Sono 15 i comuni sparsi tra la regione collinare e l’area termale euganea. Le ricchezze della zona sono tante e di varia natura: da quelle di carattere naturalistico e “paesaggistico” a quelle legate alla storia e all’arte. Una gita sui Colli Euganei mette insieme siti archeologici, rocche e castelli medievali, abbazie e pievi secolari, passando per ville e giardini del dominio veneziano e antichi rustici. A completare il quadro sono la natura rigogliosa, i frutti dell’agricoltura, la tradizione del benessere termale, la cultura dell’ospitalità e centri d’arte con tutto ciò che serve per la migliore accoglienza del visitatore.
Oltre a praticare il miglior turismo enologico, vedremo il Castello del Catajo a Battaglia Terme, il Castello Cini a Monselice, Villa Vescovi a Luvigliano, il giardino di Villa Barbarigo a Galzignano Terme, l’Abbazia di Praglia e il Museo Geopaleontologico di Cava Bomba a Cinto Euganeo. Visiteremo poi il Medioevo di Este e quello di Arquà Petrarca (dove si trovano la dimora e le spoglie del grande poeta trecentesco) e il comune di Abano Terme, celebrità del turismo termale.

QUARTO GIORNO

La strada dei vini DOC Lison Pramaggiore

Ci troviamo quasi al confine col Friuli-Venezia Giulia, nella provincia di Venezia. La particolarità del terreno ha favorito fin dall’antichità la pratica della viticoltura, per poi raggiungere altissimi livelli nel periodo della Serenissima. Oggi vi si coltivano le più note uve internazionali e friulane. Ad eccellere sono Cabernet, Merlot e Tocai, ma vanno saggiate pure alcune esclusive locali quali il Malbech, un tipo di rosso francese molto raro.
I comuni che appartengono a questa zona nevralgica della produzione enologica nazionale vantano storie antichissime e monumenti di enorme importanza. Il centro a primeggiare per l’uno e l’altro aspetto è Portogruaro, che include pure la frazione di Lison, patria del Tocai Classico.
Ammantata di fascino “veneziano”, Portogruaro è conosciuta anche come la “Città dei Portici”. Fu un porto fluviale attivissimo grazie pure al “gemellaggio” con la “Repubblica Serenissima”. Ne vedremo l’anima più antica, ossia quella rappresentata dal Palazzo della Loggia: splendido edificio duecentesco in laterizio con merlatura ghibellina e doppia fila di finestre. Nel retro della loggia si trovano l'antica pescheria e due mulini del Quattrocento. È suggeribile una visita alla vicina Concordia Sagittaria, cittadina che porta con sé alcune delle maggiori testimonianze storiche d'epoca imperiale e paleocristiana di tutto il Veneto.
Di rilievo storico e tappe pressoché obbligate del percorso enologico sono anche i centri di San Stino di Livenza, Caorle (vera e propria città d’arte rinomata anche per la gastronomia a base di pesce), Pramaggiore (titolare di Doc, sede della Strada dei Vini Doc Lison Pramaggiore, del Consorzio di Tutela e dell’Enoteca Regionale) e San Michele al Tagliamento.

QUINTO GIORNO

La terra del Prosecco

Chiudiamo il viaggio lungo le rotte dei vini veneti nell’alta Marca Tervigiana, dove da 100 anni si produce il celebre Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene: spumante d’eccellenza. Queste sono terre ospitali dotate di strutture di prim’ordine per il turismo gastronomico, il quale viene naturalmente arricchito da edifici, monumenti e resti di un glorioso passato storico, anch’esso a sua volta beneficiato dalla cornice di verde e dai dolci declivi della zona.
Conegliano, la nostra prima tappa, è stata per secoli una roccaforte militare, poi passata sotto la Repubblica Serenissima iniziò la produzione di olio e vino, l’artigianato in generale e gli scambi commerciali. E fu la sua rinascita, tanto che dall’Ottocento in poi il suo nome fu legato esclusivamente alla cultura enologica. Oggi Conegliano è una delle due città del vino Prosecco (insieme a Valdobbiadene) ed è sede della storica Scuola Enologica (fondata da Antonio Carpenè nel 1877). Da Conegliano parte la Strada del vino bianco che, snodandosi tra i paesi del Quartier del Piave, arriva sino a Valdobbiadene. Oltre alle uve per il prosecco, viene comunque prodotto pure dell’ottimo rosso, molto raffinato.
In termini di visite culturali, la cittadina d’arte ha il suo fulcro attrattivo lungo la via principale XX Settembre, percorsa da portici e da palazzi antichi affrescati ed in stile gotico-veneziano. La più grande opera d’arte di cui è in possesso è la Pala di Cima da Conegliano della “Vergine con Bambino e Santi” nel Duomo.
Le altre città del vino che andremo a vedere di questa zona sono: San Pietro di Feletto (con la sua splendida pieve romanica), Refrontolo, Pieve e Farra di Soligo, con le loro antiche dimore e ville veneziane, e, dulcis in fundo, Valdobbiadene: Città del Vino che ha in San Pietro di Barbozza la produzione del Superiore di Cartizze e il più grande numero di aziende di Prosecco. Ogni anno a settembre a villa dei Cedri si tiene la prestigiosa Mostra nazionale degli Spumanti.

A cura della redazione di Insidecom