Itinerari in Veneto - Arte & storia

Venezia, Padova e Vicenza

Tre glorie d'arte veneta e il mondo incantato della Riviera del Brenta

Arte e natura in un itinerario che tocca la maestà di Venezia, l'eleganza di Padova e l'opera palladiana di Vicenza, passando per scenari bucolici di una civiltà esclusiva e affascinante come quella che si era creata lungo la Riviera del Brenta a partire dal Cinquecento. Un tour per assaporare la parte più nobile del Veneto.

PRIMO E SECONDO GIORNO

Venezia

1500 anni “scolpiti” in una città che, più che unica al mondo, rappresenta un mondo a parte. Qui l’emozione è garantita.
Venezia entra nel cuore di chiunque ci metta piede e mai si dimentica: ci si può venire anche una sola volta in tutta la vita. Come è pure vero che non si finisce mai di vedere, persino per chi ci vive. Comunque sia, prima di passare in rassegna le mete “fondamentali” di questo tour, è importante avere un quadro generale di cosa Venezia ha significato nella storia.
Le sue origini risalgono ai secoli V e VI, col popolamento della zona lagunare in seguito alla discesa delle genti germaniche.
Presto la città assume una sua identità precisa, modellata sul particolare ambiente che ne ospita le fondamenta.
Lo stretto legame con Bisanzio, dapprima di subordinazione, poi di appoggio e infine di supremazia, produce nell’arte e nell’architettura un perfetto connubio fra “oriente” e “occidente”, che diventerà a poco a poco tipico elemento “veneziano”.
Una volta acquisito il totale domino delle rotte e dei porti del Mediterraneo orientale, basilare nel raggiungimento di tale ruolo è la partecipazione alla IV Crociata, con la quale ottiene la conquista di Costantinopoli, Venezia porta in laguna enormi ricchezze che forniscono prosperità e prestigio alla città: durante il Rinascimento la costituita Repubblica Serenissima risulta addirittura una fra le maggiori potenze europee, in grado di trattare indipendentemente coi grandi stati.
La sua ascesa sembra inarrestabile, persino nell’entroterra, e dura pressoché incontrastata fino alla fine del XVIII secolo. Grazie alla propria audacia commerciale e militare, oggi Venezia può vantare il più grande patrimonio artistico del mondo.
Sono talmente tante le meraviglie veneziane che risulta assai arduo stilare un elenco delle tappe “obbligatorie” per una visita in città, una città dove ogni angolo trasuda storia e arte.
Delle sue meraviglie il nostro itinerario passerà in rassegna:
Piazza San Marco, col principale monumento religioso della basilica (IX sec.), il campanile (IX – XV) e la torre dell’orologio (XV), il gotico veneziano di Palazzo Ducale (IX e XIV – XV), un tempo sede del potere dei dogi, le Procuratie Vecchie e Nuove, il Ponte di Rialto, Palazzo Contarini del Bovolo, le basiliche di Santa Maria Gloriosa dei Frari (XIV – XV) e dei SS. Giovanni e Paolo (XIII), contenenti una moltitudine di opere d’arte, la magica architettura di alcuni dei più bei palazzi rinascimentali che si ergono sul Canal Grande (Ca’ Rezzonico, Ca’ Vendramin Calergi), la Chiesa del Redentore (XVI) e S. Maria dei Miracoli (XV).
Vedremo poi le collezioni di importantissimi musei e gallerie quali: l’Accademia, il Museo del Settecento Veneziano, il Museo Archeologico, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna, la Collezione Peggy Guggenheim e la Pinacoteca Querini Stampalia.

TERZO GIORNO

Riviera del Brenta

Entriamo adesso in contatto con un’altra Venezia, altrettanto emozionale e ricca di bei palazzi, ma in uno scenario diverso: nei verdi orizzonti della Riviera del Brenta.
La Riviera del Brenta mette in comunicazione Padova e la laguna di Venezia attraverso 36 km di bellezza paesaggistica unica: un “quadro” in grado di fondere arte e cultura, natura e storia da Stra fino a Fusina.
La canalizzazione del fiume in questo tratto risale al XVI secolo: il nuovo naviglio diede in breve vita ad una sorta di “civiltà bucolica” di cui ancora oggi risuona l’eco nelle barchesse delle ville, nelle distese di verde e nei burchielli che approdano a queste rive.
Furono i nobili veneziani, attratti dalla campagna, a far erigere lungo il canale le proprie dimore. All’inizio la funzionalità di tali costruzioni era rivolta esclusivamente alla loro collocazione e al ruolo agricolo, ma poi ben presto si trasformarono in lussuosi edifici e nacque la cosiddetta “cultura di villa”.
Questa zona, tra mondanità e ozio, presto si popolò e divenne di uso comune tra l’aristocrazia lagunare possedere una villa sul Brenta e giungervi tramite battello (il burchiello) da San Marco.
Le ville aperte al pubblico oggi non sono molte, ciò nonostante una gita lungo la riviera consente di ammirarne parecchie. Le dimore patrizie, ammantate di eleganza immortale, corrono a decine soprattutto nella zona di Stra, Dolo e Mira.
Di queste visiteremo: Villa Foscarini Rossi, la prima che s’incontra sulla strada dopo il centro di Stra che deve parte del progetto ad Andrea Palladio; Villa Pisani, la più imponente, nata come sede dogale, costellata di affreschi (tra cui uno del Tiepolo) e col famoso labirinto in bosso all’interno del vasto giardino; Villa Widman a Mira; infine, nei pressi di Fusina, Villa Foscari detta La Malcontenta, costruita su progetto del Palladio.
Una visita, anche solo esterna, la meritano pure La Barbariga, sull’altra riva nei pressi di Dolo, la cinquecentesca Villa Querini Stampalia a Mira e Villa Gradenigo a Oriago.
È possibile compiere l’escursione anche via fiume, da Padova a Venezia o viceversa.

QUARTO GIORNO

Padova

Arriviamo dunque a Padova.
Nel turismo d’arte veneto Padova occupa certamente una posizione di rilievo, distinta per carattere da quella delle due “sorelle maggiori” (Venezia e Verona).
Tutti i giorni la solennità dei monumenti si sposa con l’allegro brulicare dei mercati comunali e degli studenti, provenienti da ogni dove, i quali ne tengono alto il nome di città universitaria europea: l’ateneo patavino fondato nel 1222 è infatti tra i più antichi del vecchio continente.
Già perdersi nei vicoli è un modo per catturare lo spirito che Padova ancora conserva di “borgo medievale” e di centro dei grandi cambiamenti che la scienza e la medicina di lì a poco avrebbero prodotto nella vita di tutti.
Il tour in questione esplorerà l’anima religiosa e devota che da 800 anni regna nella Basilica di S. Antonio, i “misteri” raffigurati da Giotto nella Cappella degli Scrovegni, capolavoro assoluto dell’arte trecentesca, il volto giuridico del Palazzo della Ragione (il tribunale del 1218) e quello dotto del Palazzo del Bo’ (l’Università), dove la visita condurrà al teatro anatomico e alla cattedra di Galileo Galilei.
Si farà poi tappa al Caffè Pedrocchi, lo storico caffè “senza porte”, per bere qualcosa cullati da un ottimo jazz dal vivo.

QUINTO GIORNO

Vicenza

Vicenza è esteticamente perfetta, un gioiello unico nel panorama d’arte veneto. Città a misura d’uomo e megalopoli della cultura.
Come prima tappa andremo al palladiano Palazzo Chiericati, che oltre ad esporre magnificamente il genio del celebre architetto è anche la sede del Museo Civico, con cimeli preziosissimi di un patrimonio artistico immenso.
Vedremo subito dopo l’altro capolavoro “prospettico” dell’architetto padovano, ossia il ligneo Teatro Olimpico, dove il luogo è già la più emozionante delle rappresentazioni sceniche.
Si continuerà poi per la centrale Piazza dei Signori in cui potremo ammirare la solennità del Palazzo della Ragione: l’edificio che Andrea Palladio “portò via” al Medioevo perché potesse diventare qualcosa di unico. Dopo la Loggia del Capitaniato lasceremo il Palladio per andare a conoscere la Vicenza più spirituale.
Ci recheremo quindi su una dolce collina che si trova a sud dell’abitato di Vicenza dove sorge il barocco della Basilica di Monte Berico, in cui sono custodite le opere “La Cena di S. Gregorio Magno” di Paolo Veronese e la “Pietà” di Bartolomeo Montagna.
Concluderemo la gita ancora una volta nel nome di Palladio con la visita a La Rotonda, la più celebre tra le sue ville, composta di quattro facciate tutte uguali che si stagliano dal verde della campagna intorno.

A cura della redazione di Insidecom