Itinerari in Veneto - Arte & storia

Vicenza, Bassano del Grappa e Asiago

Il genio di Andrea Palladio e l'arte della natura.

L'arte, la storia e la natura in un'unica prospettiva. Vicenza è quasi una città ideale, un “monumento cinquecentesco” dove però ogni epoca del mondo riveste un'importanza decisiva nell'“effetto finale”. Palladio le ha dato il volto più evidente e ricco, le ha garantito la fama e il titolo di patrimonio dell'umanità. Il resto è lì: dentro le geometrie classiche/imperiali/medievali, sulle alture e nella verde pianura che le si stendono tutto attorno, creando una sorta di anfiteatro naturale. Il territorio vicentino sorprende per bellezza e varietà: questo tour ne esplora gli aspetti fondanti attraverso un percorso per certi versi “inedito”.

PRIMO GIORNO

Vicenza

Vicenza è esteticamente perfetta, un gioiello unico nel panorama d’arte veneto.
Città a misura d’uomo e megalopoli della cultura: la visita che andremo a compiere deve tenere conto di ciò perché lo sguardo si concentri in ciascuno spazio con l’attenzione necessaria a coglierne la moltitudine di elementi, l’eleganza delle forme e le varie epoche presenti, sparse e affiancate lungo le “contrà” (le vie) e le piazze di Vicenza.
Come prima tappa andremo al palladiano Palazzo Chiericati, che oltre ad esporre magnificamente il genio del celebre architetto è anche la sede del Museo Civico, con cimeli preziosissimi di un patrimonio artistico immenso.
Vedremo subito dopo l’altro capolavoro “prospettico” dell’architetto padovano, ossia il ligneo Teatro Olimpico, dove il luogo è già la più emozionante delle rappresentazioni sceniche.
Si continuerà poi per la centrale Piazza dei Signori in cui potremo ammirare la solennità della Basilica Palladiana (o Palazzo della Ragione): l’edificio che Andrea Palladio “portò via” al Medioevo perché potesse diventare qualcosa di unico. Dopo la Loggia del Capitaniato lasceremo il Palladio per andare a conoscere la Vicenza più spirituale.
Ci recheremo quindi su una dolce collina che si trova a sud dell’abitato di Vicenza.
Sulla cima, che raggiungeremo attraverso una suggestiva passeggiata “porticata” che affianca un viale di cipressi, sorge il barocco della Basilica di Monte Berico in cui sono custodite alcune opere d’arte quali “La Cena di S. Gregorio Magno” di Paolo Veronese e la “Pietà” di Bartolomeo Montagna che contempleremo immersi nel silenzio religioso che qui regna.
Concluderemo la gita ancora una volta nel nome di Palladio con la visita a La Rotonda, la più celebre tra le sue ville, composta di quattro facciate tutte uguali che si stagliano dal verde della campagna intorno.

SECONDO GIORNO

Bassano del Grappa

Dalla pianura ci spostiamo alla zona montuosa per visitare un altro centro d’arte di grande attrattiva: Bassano del Grappa.
Il paese, ma sarebbe più appropriato chiamarlo piccola città, vanta antichissime origini, anche se i due periodi più rispondenti al suo volto restano il Medioevo e il Rinascimento. Il centro di tutto sono le due piazze, Garibaldi e della Libertà, con S. Giovanni Battista e la loggia del Comune, contenente affreschi del più importante artista locale: Jacopo da Ponte detto il Bassano.
Andremo quindi a vedere la trecentesca Chiesa di San Francesco, il Palazzo Pretorio, la casa dei Remondini (celebre famiglia di editori locali) e il Museo Civico che presenta una fra le migliori esposizioni del Veneto.
Visiteremo il simbolo stesso della città, ossia il Ponte Vecchio (o degli Alpini), ricostruito più volte, però sempre tenendo fede al progetto cinquecentesco palladiano e Ca’ Rezzonico, villa del dominio veneziano famosa per gli stucchi e le decorazioni pittoriche su cui c’è la mano del Canova.
Andremo infine a conoscere i prodotti artigianali e gastronomici per cui Bassano è celebre: dalla ceramica alla grappa e all’asparago bianco.

TERZO GIORNO

Asiago

Ma la provincia di Vicenza comprende pure una delle zone naturali più belle del Veneto nell’Altopiano di Asiago, ed è qui che si dirigerà la nostra visita per garantire un quadro il più ampio possibile di tutte le meraviglie del territorio.
Sebbene la storia abbia fatto quasi piazza pulita dei monumenti più antichi, molti sono gli stimoli di visita che questa vallata offre, a partire dalla natura che qui può tranquillamente venire considerata arte.
Nel centro del paese che dà il nome a tutto il comprensorio osserveremo il Palazzo del Municipio che custodisce ancora il gonfalone donato nel 1644 dalla Serenissima alla Federazione dei Sette Comuni per l’aiuto offerto contro i Turchi.
Vedremo poi il Duomo edificato sopra una chiesa trecentesca.
Queste sono anche le terre dove si è svolta la Grande Guerra, pertanto la gita continuerà al Sacrario Militare inaugurato nel 1938, dove riposano i corpi dei caduti italiani e austroungarici della Prima Guerra Mondiale, e all’annesso museo sulle battaglie dell’altopiano.
Concluderemo la visita ancora una volta con la tradizione gastronomica locale, assaggiando il prelibato formaggio Asiago nelle sue varie stagionature.

A cura della redazione di Insidecom