Colli Trevigiani

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Nella sua varietà geografica la 'marca zoiosa et amorosa' annovera alcuni tra i più bei paesaggi collinari veneti, alture il cui fascino solare della natura è arricchito di storia e leggende remote che disegnano ombre tuttora irrisolte lungo il loro profilo: non una compagine unica, come nel caso degli Euganei e dei Berici, ma un solitario Montello nel mezzo della pianura, una piccola e magnifica dorsale intorno ad Asolo e, nella parte settentrionale oltre Piave, i noti 'colli del Prosecco' di Valdobbiadene e Conegliano.

L'unico rilievo collinare che si incontra nella piana Marca nord-occidentale - sopra Treviso - è il Montello, meta festiva prediletta dai trevigiani che qui trovano il rifugio ideale dalla vita cittadina, un rifugio fatto di natura e silenzio. Il colle(nemmeno 400 mi) era già noto in passato per le pregiate forniture di legno di rovere che andavano a costituire le svettanti galee della Repubblica Serenissima e le fondamenta dei suoi palazzi, ma subì nei secoli un feroce disboscamento a cui si pose rimedio soltanto nel secondo dopoguerra con la copiosa sistemazione di robinie. Lo scorrere musicale delle acque del Piave ai suoi piedi e il clima mite oggi ispirato dal luogo, paradiso dei camminatori grazie ai molti percorsi dentro il verde, oltre che palestra prediletta dai ciclisti e 'tappeto erboso' per i picnic delle famiglie, non possono tuttavia rimuovere dalla memoria i ricordi legati ai combattimenti del 15/18: Nervesa della Battaglia e Santa Croce del Montello sono i centri che commemorano i fatti bellici svoltisi in loco.

Il territorio di dolci colline che abbraccia Asolo invece narra di altri tempi, più remoti e in un certo senso più idilliaci, almeno se si pensa al Parnaso veneto rappresentato qui dalla corte di Caterina Cornaro, contraddistinta da un fermento intellettuale ed artistico in pieno spirito rinascimentale. Ma altre culture, tradizioni, misteri e dottrine circondano la Rocca e il paesaggio circostante: si narra infatti di passaggi segreti e di legami col movimento ereticale dei Catari. Lo sguardo è comunque allietato da fitti boschi, prati, vigne e ulivi, da cui spuntano splendide ville palladiane come la superba Villa Barbaro. Sono qui possibili itinerari a piedi, a cavallo e in mountain bike lungo vecchie strade sterrate o tranquilli sentieri di campagna.

Altri notevoli centri d'arte nei dintorni sono: Possagno, patria del Canova, ed Altivole.

Per quanto tutte queste zone siano di grande interesse enologico, oltre che naturale e culturale, il primato in tal senso spetta al binomio Valdobbiadene - Conegliano e alla Strada del Prosecco, uno dei primi itinerari del vino creati in Italia (era il 1966): una strada che congiunge i luoghi della cultura enologica a quelli d'arte. Tra le vigne spuntano così castelli, ville, chiesette ed abbazie, oltre a quello che già offrono i due centri principali, ma anche cantine e trattorie dove si incontrano sempre la migliore enogastronomia e la più squisita ospitalità.