Folclore

Il folclore veneto: tradizione viva

 

A completare la carta d'identità del Veneto ci sono le tradizioni del suo popolo: tutte lontane nel tempo come origine, eppure parte straordinaria di un presente vivo. Non esiste una zona del territorio in cui il folclore conti meno: a partire dal dialetto, ogni angolo del Veneto ha le sue usanze secolari da cui la rispettiva comunità si sente rappresentata. Esse possono allacciarsi a motivi magici e a superstizioni, oppure far rivivere attraverso rappresentazioni sacre, gare, giochi e processioni la storia della città o anche del singolo paese.

Una delle manifestazioni più rappresentative è sicuramente il Carnevale, che a Venezia, Verona e Belluno assume connotazioni differenti nelle maschere, nei giorni e nell'attrazione centrale della festa: in provincia di Belluno ad esempio si elegge la Zingheneta (la ragazza più bella del paese, vestita con abiti gitani assai colorati), a Verona il 'Papà dello Gnocco', a Sappada ci sono tre domeniche di festeggiamenti, una dedicata ai poveri, un'altra ai contadini e l'ultima ai signori.

Particolarmente suggestiva è poi la Regata storica di Venezia che si svolge la prima domenica di settembre nelle acque del Canal Grande con imbarcazioni che riproducono quelle tipiche cinquecentesche e la partecipazione di tutta la cittadinanza in memoria del gesto di Caterina Cornaro, sposa del re di Cipro, che nel 1489 rinunciò al trono in favore di Venezia. O ancora la partita a scacchi umani di Marostica, il Palio di Montagnana e il Palio della Marciliana di Chioggia, da poco tornato ai fasti del passato.

Tra le feste religiose va menzionata quella veneziana del Redentore, la terza domenica di luglio, che simboleggia la fine dell'epidemia di peste del XVI secolo e che si divide tra i festeggiamenti del sabato notte, con banchetti e danze nelle calli e nelle piazze e gli spettacoli pirotecnici a seguire, e la processione di domenica in cui si raggiunge il tempio del Redentore attraversando un lungo ponte di barche. La tradizione vuole che la peste del 1575 - 1577 sia cessata per opera della Vergine.

Ma tanti sono i modi di vivere il folclore veneto, anche senza il calendario alla mano: ci sono infatti le numerosissime sagre contadine coi prodotti tipici delle zone e delle stagioni (quella degli asparagi di Bassano del Grappa, del radicchio rosso di Treviso, del Prosecco di Valdobbiadene, delle ciliegie di Marostica o dei fischietti in terracotta detti cucchi di S. Gottardo ad Asolo), le usanze quotidiane da osteria e le altre costumanze più nascoste ma ugualmente di notevole fascino come la Grande Rogazione di Asiago - una processione di 30 km in uno scenario di incredibile bellezza.

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