Geografia

Sul finire del XVIII secolo il termine 'Veneto' era utilizzato per designare un territorio molto più ampio di quello attuale che comprendeva anche Friuli, Istria, parte del Trentino e della Lombardia.

Oggi i confini della regione racchiudono sette province (Venezia, Padova, Rovigo, Verona, Vicenza, Treviso e Belluno) ed una vastissima varietà ambientale e di paesaggi in un poligono la cui lunghezza misura circa 210 km - dal confine con l'Austria alle foci del Po - e che ha una larghezza di circa 195 km, dalle sponde orientali del Lago di Garda fino alle foci del Tagliamento. Il Veneto è l'ottava regione d'Italia per ampiezza con 18364 kmq.

Si tratta della regione morfologicamente più varia della Penisola, suddivisibile in quattro aree: la parte alpina settentrionale, la zona collinare-prealpina, la bassa pianura ed il territorio costiero. Montuoso per il 29% della sua superficie (Alpi Carniche, Dolomiti orientali, Prealpi venete), per il 57% il Veneto si presenta invece come una vasta pianura fino al mare, interrotta da alcuni rilievi isolati che costituiscono il restante 14% (Monti Berici, Colli Euganei, Colli Asolani e Montello). È attraversato da alcuni tra i più importanti fiumi italiani (Po, Adige, Brenta, Bacchiglione, Livenza, Piave, Tagliamento) e sua è la sponda orientale del più grande lago italiano (Lago di Garda). È bagnato dal mare Adriatico per 200 km, di cui 100 sono di arenile.

A nord il confine si appoggia alle creste montuose, che però non si allineano in un'unica catena ma formano una serie di massicci diversi, separati da valli. Le Dolomiti comprendono le cime alpine più elevate e sono celebri per i solitari picchi rocciosi: la Marmolada (il punto più alto della regione, 3342 m), le Tofane, le Cime di Lavaredo, le Pale di San Martino sono i gruppi più noti.

Le Prealpi venete sono costituite da rilievi minori compresi fra i 700 e i 2200 m. Carattere distintivo di queste zone è il carsismo: le grotte, i pozzi e le voragini cui ha dato origine fanno la felicità degli speleologi italiani e stranieri. Tra tutti vale la pena di ricordare la Spluga della Preta, sui monti Lessini veronesi, che con una profondità esplorata di 985 m ha detenuto il primato delle cavità carsiche della Terra. Numerosi sono anche i giacimenti fossiliferi.

Le colline del Garda, i Lessini, i Berici, gli Euganei, il Montello, le colline trevigiane, che intervallano le aree montane da quelle di pianura presentano molteplici aspetti. Particolarmente adatti alla coltura della vite, i colli sono coperti di vigneti che producono vini di grande qualità e fama. Punteggiati di castelli e dimore aristocratiche, testimoniano quanto fossero apprezzati anche in passato per le delizie del paesaggio, del clima e, in alcune zone, per i bacini termali.

La pianura veneta si divide in due zone distinte: l'alta pianura, ghiaiosa e poco fertile, e la bassa pianura, ricca di acque superficiali e di terreni adatti alle colture agricole. La pianura è allo stesso tempo il perno della produzione agricola e il polo urbano della regione. Le sue città e i suoi centri abitati hanno saputo coniugare lo sviluppo con la salvaguardia della cultura tradizionale e del patrimonio storico artistico, tanto che il turismo delle città d'arte svolge nel Veneto un ruolo di primissimo ordine.

Lungo le coste il suolo è piatto, accompagnato da stagni, paludi, e isole che si formano per l'assenza di pendenza e la ricchezza d'acque. Il delta del Po, costituito da terreni di recente riporto, presenta accumuli di sabbie lungo la linea della costa a formare dune e cordoni. Queste terre sono state guadagnate alla coltivazione grazie a sistemi di argini e canali e all'uso di macchine idrovore. Alcune aree invece sono state invece trasformate in valli da pesca. Tutto questo territorio è zona di passo per gli uccelli migratori.