Belluno

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La tradizione celtica la battezzò belo-dunum, ossia città splendente, in riferimento alla particolare posizione nel cuore della valle e a quell’aura di magia, di luogo eletto che già allora custodiva.

Un titolo pregno di fascino e mistero, che la lingua dei druidi lascia ovviamente avvicinare fino a un certo punto. Ciò che è sicuro è che il sito doveva rappresentare una sorta di magico varco fra la pianura e le Dolomiti, due realtà opposte ma che qui quasi coincidevano.

E anche oggi Belluno è questo: la cerniera tra due mondi tanto diversi ma che in fondo significano la stessa cosa: il Veneto. La Città Vecchia è un paesaggio da Romanticismo, adagiata com’è su un alto sperone roccioso tra Piave e Ardo e ornata da edifici tardo-gotici e rinascimentali. Le antiche piazze (dei Martiri e delle Erbe) sono altri contenitori di emozioni e di arte incantata che sgorga dai monumenti e dalle fontane, e che sembra quasi uscita da un racconto di Dino Buzzati - illustre nativo bellunese.