Padova / Dintorni

Galleria

Este

Quasi 1000 anni prima di Cristo Este era il centro della cultura paleoveneta...Vi scorreva accanto l’Adige - dirottato poi molto più a sud (probabilmente nel VI secolo d.C.) dallo sconvolgimento idrografico denominato 'Rotta delle Cucca' di cui ci narra Paolo Diacono - e vi fioriva una vera e propria civiltà dotata di forti elementi caratteristici, la quale seppe intessere relazioni e rapporti commerciali con le più svariate popolazioni, al nord e al sud.

Nel I secolo a.C. 'Ateste' diventò colonia militare romana dopodiché, in seguito alle invasioni barbariche e agli sconvolgimenti idrici dell’Alto Medioevo, venne abbandonata per un lungo periodo. Fu soltanto intorno al Mille che si trasformò nella culla di una nuova 'civiltà' con la casata degli Estensi, che furono anche duchi di Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Passò poi nel Trecento sotto i Carraresi di Padova e nel 1405 ai veneziani che ne segnarono visibilmente l’urbanistica con varie costruzioni.

Oggi Este possiede molti tesori a testimonianza del ricco e variegato passato.

Il primo impatto visivo all’arrivo in città è quello dato dall’imponente cinta muraria della lunghezza di circa 1 km, scandita da 12 torrioni e due masti. Dentro a questo 'abbraccio fortificato' si trovano al sicuro l’incantevole giardino pubblico e il Museo Nazionale Atestino, allestito nel palazzo che i Mocenigo alla fine del Cinquecento avevano innalzato sul primordiale castello. Molti i cimeli paleoveneti, romani, medievali e rinascimentali esposti, tra cui una Madonna col Bambino di Cima da Conegliano, che ne fanno uno dei più importanti musei d’Italia.

Preziose sono pure la chiesa di San Martino (XI sec.), col campanile pendente aggiunto in seguito, la settecentesca S. Rocco e la Torre Civica ricostruita nel 1690. Il maestoso Duomo di Santa Tecla, eretto sulle rovine di una precedente basilica paleocristiana, comprende nell’abside un capolavoro di Giambattista Tiepolo: 'L’intercessione di santa Tecla. Il dominio veneziano sopravvive in particolar modo nei lussuosi palazzi di Piazza Maggiore.