Rovigo / Dintorni

Galleria

Badia Polesine

Badia Polesine lega il proprio nome, ma anche la sua stessa essenza, all’Abbazia benedettina di Santa Maria della Vangadizza che ivi sorse nel X secolo per ordine di Almerigo d’Este Marchese di Toscana il quale fece costruire una chiesetta da affidare ai monaci Benedettini, che diventarono camaldolesi dopo la riforma di S. Romualdo.

Badia fu possedimento degli Estensi e di Venezia alternativamente fino al 1482, anno in cui passò definitivamente alla Serenissima. A partire dalla metà del Quattrocento - per quanto il paese ebbe una notevole ricrescita economica grazie proprio alle opere di bonifica e di edilizia a cui provvide la repubblica veneziana - il monastero andò incontro ad un lento declino che culminò con l’arrivo dei Francesi nel 1797.

Il convento diventò allora possesso di un cittadino francese fornitore dell’esercito (il nobile d’Espagnac) e successivamente venne chiuso. Una volta ritornato in Francia, il proprietario lo affidò ad un amministratore locale il quale lo fece demolire. Vennero per fortuna salvati dalla distruzione la quattrocentesca cappella laterale della Madonna, affrescata da Filippo Zaniberti (1585-1636), ed il campanile. L’Abbazia di S. Maria della Vangadizza ritornò di proprietà italiana soltanto nel 1985 con l’acquisto da parte dell’Amministrazione Comunale. Del monastero oggi sono visitabili il chiostro, la cappella e il campanile.

Altri edifici religiosi di particolare importanza nella zona sono l’Oratorio della Beata Vergine della Salute (secolo XVII) e la settecentesca Chiesa Arcipretale. Tra gli edifici civili troviamo invece il palazzo del Comune, rifatto nel 1600, il Palazzo degli Estensi del XV secolo e l’elegante ottocentesco Teatro Sociale ricco di decorazioni, dorature e intagli che gli valgono il soprannome di 'Piccola Fenice' o 'scatola d'oro'.

Oggi Badia è un centro industriale piuttosto attivo e con una vivissima produzione agricola.