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Conegliano

Un miracolo della natura: sia il vino che produce, sia il verde contesto collinare in cui sorge.

In verità Conegliano Veneto prima di capire il suo destino ultimo nel campo della viticoltura ha rivestito per secoli il ruolo di roccaforte militare. Poi passò sotto la Repubblica Serenissima che ne intuì il potenziale e ne valorizzò l'indole produttiva (di olio e di vino), l'artigianato in generale e gli scambi commerciali. E fu la sua rinascita.

Privilegiata da un ambiente unico, Conegliano in breve eccelse nella cultura enologica e dall'Ottocento in poi il suo nome fu legato esclusivamente a ciò, dimenticando quasi del tutto il passato militare, che rimane vincolato a qualche affascinante monumento, ed investendo tutto sul futuro. Giocò un ruolo chiave in questo Antonio Carpenè il quale introdusse tecniche innovative nella lavorazione dell'uva ed in più istituì la Regia Scuola di Viticoltura nel 1877.

Oggi Conegliano è una delle due città del vino Prosecco (insieme a Valdobbiadene) ed è sede della storica Scuola Enologica. Da Conegliano parte la Strada del vino bianco che, snodandosi tra i paesi del Quartier del Piave, arriva sino a Valdobbiadene. Oltre alle uve per il prosecco, viene comunque prodotto pure dell'ottimo rosso, molto raffinato.

In termini di visite culturali, la cittadina d'arte ha il suo fulcro attrattivo lungo la via principale XX Settembre, percorsa da portici e da palazzi antichi affrescati ed in stile gotico-veneziano.

La più grande opera d'arte può essere considerata a ragione la Pala di Cima da Conegliano della 'Vergine con Bambino e Santi' (1493) contenuta nel Duomo, e accanto ad esso si può vedere la Scuola dei Battuti che prende il nome dalla pratica di autoflagellazione della confraternita. Da visitare anche la Casa di Cima e i Giardini di Castelvecchio dove risiede il Museo di Storia Locale, ma anche la rocca e fascinosi resti del suo passato più remoto.