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Portogruaro

Portogruaro

Ammantato di fascino veneziano, Portogruaro è un centro d’arte dell’entroterra adriatico che trasuda storia ed eleganza, conosciuto anche come la 'Città dei Portici'.

L’etimologia del nome non è chiara: si dice possa derivare da 'gru', essendo la campagna orientale con le sue aree paludose meta di molti uccelli palustri - il simbolo stesso della città si rifà a questa tesi - oppure c’è la possibilità che derivi dal termine latino gruarius, ossia 'guardiano dei campi' - l’aggiunta successiva di 'porto' è dovuta al ruolo storico.

L’atto di nascita della cittadina risale al 1140, quando il vescovo-conte della vicina Julia Concordia concesse a dei commercianti il diritto di mercatura e di edificazione su alcuni terreni sulle rive del Lèmene. Fu così che nel XIII secolo venne eretta la cinta muraria e furono costruiti la chiesa, la loggia comunale e il castello.

In breve Portogruaro divenne un porto fluviale attivissimo che intensificò ulteriormente i suoi traffici una volta passato sotto la Repubblica Serenissima (nel 1420), di cui seguì poi tutte le sorti: il rapporto con Venezia infatti fu sempre più vicino al gemellaggio che alla dipendenza vera e propria. A questo periodo appartengono i portici paralleli, i palazzi rinascimentali, il fondaco del commercio e buona parte del volto odierno della città.

L’anima più antica è quella rappresentata dal Palazzo della Loggia, di origini duecentesche: uno splendido edificio in laterizio con merlatura ghibellina e doppia fila di finestre. Nella frontale Piazza della Repubblica si trova una vera da pozzo del XV secolo col simbolo delle due gru. Dietro la loggia ci sono l’antica pescheria e i due mulini del Quattrocento.

Meritano una visita pure la Villa Comunale, il Duomo col campanile romanico e i dipinti di Palma il Giovane e il Museo Nazionale Concordiese.