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Museo del Merletto a Burano

Piazza Baldassarre Galuppi, 187, Burano - Venezia

Il Museo del Merletto di Burano, Venezia, vi accompagnerà alla scoperta di una delle più antiche ed affascinanti tradizioni di Venezia: la lavorazione dei merletti a Burano.

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Per accedere al museo dei merletti di Burano è possibile acquistare online il biglietto Museum Pass Venezia che consente la visita anche agli altri Musei Civici di Venezia – o il biglietto individuale che include solo la visita del Museo del Merletto a Burano.

Aperto nel 1981, il Museo del Merletto di Venezia si trova nella splendida isola di Burano, negli ambienti che un tempo ospitavano la Scuola dei Merletti di Burano, storica istituzione fondata alla fine dell’Ottocento per il recupero e la valorizzazione di questa antica arte. Alla chiusura della scuola, il suo prezioso archivio venne trasferito al Museo di Palazzo Mocenigo mentre l’edificio venne scelto come sede del museo del merletto veneziano.

All’interno del museo, vi aspetta un originale viaggio alla scoperta dei merletti di Burano: storia, tecniche di lavorazione, manufatti appartenenti alla collezione della Scuola dei Merletti di Burano, preziosi esemplari di manifattura veneziana databili tra il XVI e il XX secolo… E potrete osservare in diretta il duro lavoro delle merlettaie di Burano, una mostra di merletti dal vivo che renderà ancora più affascinante la vostra esperienza in uno dei più straordinari musei di Venezia, da vedere al mattino, quando le merlettaie sono al lavoro!

Percorso di visita del Museo del Merletto a Burano

Al piano terra, i visitatori vengono introdotti al mondo dei merletti: un filmato e numerosi pannelli spiegano i segreti dei merletti e i punti più utilizzati.

La visita al museo dei merletti di Venezia continua al primo piano in un inedito itinerario, tematico e cronologico, lungo le quattro sale che accolgono preziose testimonianze dell’evoluzione dei merletti di Burano e Venezia dal ‘500 a ‘900.

  • Burano, Museo del Merletto - Dalle origini al XVI secolo

Il merletto ad ago si sviluppa nella Venezia rinascimentale, probabilmente derivato dal punto bibila di origine bizantina, visibile, ad esempio, negli splendidi mosaici delle chiese di Torcello e Murano, in particolare nelle decorazioni delle frange sul manto delle Madonne. Espressione della raffinata sensibilità aristocratica femminile, il merletto ad ago è costituito da un complesso e creativo insieme di punti. Le prime decorazioni, principalmente di stile geometrico, si ritrovano sulle scollature e sugli angoli dei fazzoletti da mano.

Nel XVI secolo è attestato un notevole aumento nella pubblicazione di modellari, libri di disegni per ricami e merletti ideati da tipografi ed incisori del periodo. Dai modellari si riscontra una preferenza verso decorazioni geometriche, arabeschi e rosoni spesso arricchiti con elementi fito-zoomorfi e grottesche. In questo periodo, l’arte del merletto continuava ad essere praticata solo nelle case private.

Verso la fine del ‘500 il grande successo dei pizzi, usati sia nella moda che per l’arredo, causa un notevole aumento della produzione: oltre a monasteri, orfanotrofi ed istituti di carità si iniziano ad organizzare veri e propri centri di confezione in località isolate.

  • Burano, Museo del Merletto - Secoli XVII e XVIII

Il ‘600 è il secolo d’oro del merletto, diventato un elemento predominante nell’abbigliamento femminile e maschile. Mentre Milano, Genova e le Fiandre preferiscono la lavorazione a fuselli, Venezia dà vita ad eccezionali manufatti ad ago.

I merletti di Burano in punto Venezia tagliato fogliame ad alto rilievo, tanto spettacolari quanto costosi, spingono la Francia del Re Sole – stremata dalle folli spese del sovrano - a produrli in modo autonomo. Venezia risponde ‘alla sfida’ con il punto rosa, creando merletti con miniature ancora più intricate e decorati con micro-stratificazioni in rilievo simili a cristalli di neve.

Nella prima metà del XVI secolo le decorazioni vantano una grande varietà botanica e piccoli animali; tra 1650 e 1675 circa, prevalgono le inflorescenze di origine indiana reinterpretate con fantasia, mentre, verso la fine del secolo, i motivi tendono a rimpicciolirsi diventando sempre più stilizzati.

La moda del ‘700 vede primeggiare le trine di tipo fiammingo, a cui Venezia risponde con l’invenzione del punto Burano. Grazie ai fuselli, vengono riprodotte le blonde, usate prevalentemente come mantelline nei costumi di Carnevale. Il successo dello stile anglosassone, tendenzialmente pratico e sportivo, comporta anche una semplificazione dei merletti, che iniziano ad essere decorati con motivi sparsi e minuti che ben di adattano a scialletti, cravattine e cuffie.

Gli echi delle rivoluzioni in America e in Francia si ripercuoto anche sui merletti, considerati un simbolo della società aristocratica. Nel XVIII secolo le decorazioni seguono lo stile delle stoffe da abbigliamento: nella prima metà del secolo abbondanti e mescolati ad elementi rocaille; nella seconda metà prevalgono fiori di pesco e rose mentre nell’ultimo quarto i motivi diventano via via più leggeri e banali.

  • Burano, Museo del Merletto - Secolo XIX e XX

All’inizio del XIX secolo, Napoleone ravviva la produzione del merletto imponendone l’utilizzo nell’abbigliamento cerimoniale.

È attestata una crescita nella produzione di merletti in Inghilterra, Francia, Belgio e Spagna, mentre Venezia cerca di contrastare l’ascesa dei merletti meccanici. Verso la fine del secolo, inizia la ripresa: appositi comitati e signore aristocratiche si impegnano nel recupero dell’antica tradizione del merletto acquistando pezzi unici ed organizzando apposite scuole d’insegnamento.

La rinata attività merlettaia prosegue seguendo i dettami della moda fino alla fine della seconda guerra mondiale. Dall’ultimo quarto del XX secolo, la lavorazione del merletto, riconosciuta come forma d’artigianato tradizionale, viene portata avanti dalla passione di singole professioniste.

Museo del Merletto, Burano - Orari di visita

  • Dal 1.04 al 31.10
    10.00 – 18.00 (ingresso fino alle 17.30)
  • Dal 1.11 al 31.03
    10.00 – 17.00 (ingresso fino alle 16.30)
  • Chiusure: tutti i lunedì, 25.12, 1.01, 1.05