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    <title>Le news di venetoinside.com</title>
    <link>http://www.venetoinside.com</link>
    <description>Eventi e suggerimenti per una vacanza in Veneto</description>
    <language>it-IT</language>
    <pubDate>Wed, 22 May 2013 23:02:29 GMT</pubDate>
    <lastBuildDate>Wed, 22 May 2013 23:02:29 GMT</lastBuildDate>
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      <title>Le news di venetoinside.com</title>
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      <title>Speciale Carnevale di Venezia</title>
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      <description>26.01-12.02.13: Carnevale di Venezia 2013! Regalati tutta la magia di una delle pi&amp;#249; famose feste di Venezia grazie ai preziosi suggerimenti di Venetoinside!</description>
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      <pubDate>Wed, 09 Feb 2011 12:49:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"description">26.01-12.02.13: Carnevale di Venezia 2013! Regalati tutta la magia di una delle più famose feste di Venezia grazie ai preziosi suggerimenti di Venetoinside!</p>]]></content:encoded>
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      <title>Un'eroina veneziana: La vecia del Mortèr</title>
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      <description>Se Venezia rimase una repubblica libera e indipendente per molti secoli, il merito va sicuramente anche ad una semplice donna del popolo: Lucia (o Giustina) Rossi.&lt;br /&gt;Il 15 giugno 1310 Baiamonte Tiepolo, giovane nobile ribelle, organizz&amp;#242; insieme[.....]</description>
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      <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 11:42:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/torcello1_big.jpg"</p><br/><p class"description">Se Venezia rimase una repubblica libera e indipendente per molti secoli, il merito va sicuramente anche ad una semplice donna del popolo: Lucia (o Giustina) Rossi.
Il 15 giugno 1310 Baiamonte Tiepolo, giovane nobile ribelle, organizzò insieme ad altri patrizi una congiura per rovesciare il governo della Serenissima; l’esercito degli insorti arrivò quasi in piazza San Marco, pronto ad assaltare il palazzo del governo. La signora Lucia, affacciata alla finestra per vedere cosa fosse tutto quel trambusto, fece cadere (apposta?) un pesante mortaio che teneva in mano, uccidendo sul colpo il portabandiera dell’esercito dei rivoltosi. L’evento portò scompiglio fra i soldati, che furono così facilmente sconfitti dall’esercito regolare.
La signora Lucia, come ricompensa per aver salvato al città, chiese soltanto che l’affitto della casa non fosse mai alzato e così fu fino alla caduta della Repubblica. A ricordo dell’evento, nel 1861 una signora anziana che abitava nella casa fece scolpire un altorilievo che immortalava colei che con il suo mortaio aveva salvato la città da una dittatura.

Se vuoi vedere questo curioso “monumento”, percorri le Mercerie dell’Orologio verso piazza San Marco e all’angolo con sotoportego del Cappello guarda in su ……</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Le reliquie di San Valentino a Venezia</title>
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      <description>Tutti festeggiano nel mondo San Valentino, ma pochi sanno che le sue reliquie sono conservate nella citt&amp;#224; di Venezia, precisamente nella chiesa di San Samuele (accanto Palazzo Grassi).&lt;br /&gt;Quando entrate in questa chiesa, poco conosciuta anche da[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 15:23:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/S.Valentino_big.jpg"</p><br/><p class"description">Tutti festeggiano nel mondo San Valentino, ma pochi sanno che le sue reliquie sono conservate nella città di Venezia, precisamente nella chiesa di San Samuele (accanto Palazzo Grassi).
Quando entrate in questa chiesa, poco conosciuta anche dagli stessi veneziani, e vi avvicinate al primo altare sulla sinistra, vedrete chiaramente l’urna in cui c’è scritto: CORPUS SANCTI VALENTINI.
E’ vero che la città di Terni si vanta di possedere le spoglie di questo famoso santo, ma è bello mantenere l’alone di mistero e pensare che a Venezia, la città degli innamorati per eccellenza, ci siano alcune reliquie di San Valentino, il protettore degli innamorati.
La festa del vescovo e martire Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore del dio Pan. Questi festeggiamenti erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondità. Divenuti troppo licenziosi, furono proibiti da Augusto e poi soppressi da papa Gelasio nel 494. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al giorno 14 di febbraio, attribuendo al Santo martire la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli. Da questa vicenda sorsero alcune leggende. Le più interessanti sono quelle che dicono il santo martire amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice. 
Se avete quindi voglia di festeggiare il giorno di San Valentino in modo un po’ speciale, portate una rosa sull’altare di San Valentino nella chiesa di San Samuele a Venezia! (per informazioni sull’apertura della chiesa chiedete nella vicina chiesa di Santo Stefano).</p>]]></content:encoded>
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      <title>La pelle di Marcantonio Bragadin nella chiesa di San Giovanni e Paolo</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/la_pelle_di_marcantonio_bragadin_nella_chiesa_di_san_giovanni_e_paolo/</link>
      <description>Visitando la chiesa di San Giovanni e Paolo, una delle pi&amp;#249; belle chiese di Venezia, tra i vari monumenti ce n’&amp;#232; uno dedicato ad un eroe della storia di Venezia, Marcantonio Bragadin, che fu capitano a Cipro durante la guerra fra l’Impero Ottom[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 15:57:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Marcantonio_big.jpg"</p><br/><p class"description">Visitando la chiesa di San Giovanni e Paolo, una delle più belle chiese di Venezia, tra i vari monumenti ce n’è uno dedicato ad un eroe della storia di Venezia, Marcantonio Bragadin, che fu capitano a Cipro durante la guerra fra l’Impero Ottomano e Venezia.
Nel 1570 gli Ottomani, sbarcarono a Cipro e cinsero d’assedio la fortezza veneziana di Famagosta, ma Marcantonio Bragadin rifiutò di arrendersi all’impero ottomano. Dopo mesi di resistenza i Turchi riuscirono a conquistare la città e il loro comandante decise di vendicarsi sull’eroico capitano. Bragadin venne mutilato al viso e rinchiuso in una minuscola gabbia lasciata al sole, con pochissima acqua e cibo. Dopo quattro giorni i Turchi gli proposero la libertà se si fosse convertito all'Islam, ma Bragadin rifiutò. Allora fu appeso all'albero della propria nave e frustato, quindi costretto a portare in spalla per le strade di Famagosta una cesta piena di pietre e sabbia. Fu infine incatenato ad una colonna nella piazza della città e qui scuoiato vivo a partire dalla testa, anche se morì prima della fine della tortura. Le sue membra squartate vennero distribuite tra i soldati e la pelle, riempita di paglia e ricucita, venne rivestita delle insegne militari e portata a cavallo di un bue in corteo per Famagosta. Il macabro trofeo fu portato quindi a Costantinopoli. Ma nel 1577, con la Battaglia di Lepanto, i Veneziani riuscirono a fermare l’avanzata dell’impero Ottomano e poco dopo, nel 1580 la pelle di Bragadin fu trafugata dall'arsenale di Costantinopoli e portata a Venezia e conservata nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, dove ancora oggi vediamo l’urna che la contiene.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>I costumi veneziani a Palazzo Mocenigo</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/i_costumi_veneziani_a_palazzo_mocenigo/</link>
      <description>Se visitando Venezia in questi giorni sarete rimasti affascinati dalle maschere di carnevale indossate da visitatori e attori, andate ad ammirare i costumi veneziani originali, conservati nel Museo del tessuto e del costume di Palazzo Mocenigo[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 16:18:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Costumi_big.jpg"</p><br/><p class"description">Se visitando Venezia in questi giorni sarete rimasti affascinati dalle maschere di carnevale indossate da visitatori e attori, andate ad ammirare i costumi veneziani originali, conservati nel Museo del tessuto e del costume di Palazzo Mocenigo a San Stae.
Questo magnifico palazzo storico, appartenuto ad una delle famiglie più importanti e prestigiose dell’antica nobiltà veneziana, ospita una ricca collezione di abiti maschili e femminili, che ripercorrono la storia della moda e dell’eleganza a Venezia.
Gli abiti e gli accessori esposti, per lo più di provenienza veneziana, sono realizzati in tessuti operati, spesso impreziositi da ricami e merletti, e ben documentano le capacità di una folta schiera di artigiani (tessitori, sarti, merlettaie, ricamatori, ecc.) che contribuirono alla creazione di quell’eleganza raffinata e lussuosa per la quale i veneziani erano famosi.
Per questo, ancora oggi, il carnevale di Venezia è famoso in tutto il mondo per i suoi sfarzosi costumi e ogni sarto per realizzare le proprie maschere esclusive, viene qui per trovare ispirazione.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il trono di san Pietro nella Cattedrale di Castello</title>
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      <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 17:26:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Trono_big.jpg"</p><br/><p class"description">Lontano dalle solite mete turistiche, nel sestiere di Castello a Venezia si trova l’antica cattedrale della città: San Pietro in Castello, una delle più antiche chiese di Venezia, che fu costruita nel VII secolo nei pressi di una fortificazione bizantina, il “castello” da cui poi ha preso il nome l’intero Sestiere.
Questa chiesa nasconde uno dei più curiosi tesori nascosti di Venezia: un trono che sarebbe appartenuto all’Apostolo Pietro quando predicava come vescovo ad Antiochia in Siria.
 Si racconta che fosse stato donato al Doge Pietro Tradonico dall'Imperatore di Costantinopoli Michele III nel IX secolo ma in realtà questo trono di “cristiano” ha ben poco, perché il suo schienale fu ricavato da un'antica stele funeraria islamica che reca motivi decorativi arabi e incisioni in caratteri cufici di versetti del Corano. 
Questo sedile fu probabilmente assemblato nel corso del XIII secolo, forse proprio ad Antiochia, e poi portato a Venezia, per aumentare il prestigio della cattedrale che così poteva vantarsi di possedere un oggetto che era appartenuto all’Apostolo Pietro.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La massoneria a Venezia e la Chiesa di Santa Maria Maddalena</title>
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      <description>Venezia, da sempre citt&amp;#224; magica e misteriosa, fu sede gi&amp;#224; nel XVIII secolo di importante loggia massonica, di cui faceva parte anche il famoso avventuriero Giacomo Casanova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa loggia massonica era cos&amp;#236; ricca e potente da riuscire a far[.....]</description>
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      <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 16:15:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/massoneria_big.jpg"</p><br/><p class"description">Venezia, da sempre città magica e misteriosa, fu sede già nel XVIII secolo di importante loggia massonica, di cui faceva parte anche il famoso avventuriero Giacomo Casanova.

Questa loggia massonica era così ricca e potente da riuscire a far costruire un’intera chiesa seguendo le dottrine della massoneria: la chiesa di Santa Maria Maddalena a Cannaregio.

Alcuni esponenti della famiglia Baffo, membri della Massoneria a Venezia, affidarono il progetto di questa chiesa “massonica” all’architetto Tommaso Temanza, un confratello, che progettò un edificio perfettamente circolare in stile neoclassico e fece incidere sull’architrave della porta un simbolo della Massoneria, l’occhio inscritto in un cerchio e in una piramide, e l’iscrizione “SAPIENTIA EDIFICAVIT SIBI DOMUM”, un riferimento al culto per la divina sapienza, fondamento della massoneria.

Lo stesso Temanza è seppellito dentro la chiesa e la sua pietra tombale è adornata da una riga e un compasso, il simbolo più importante della Massoneria, perché i confratelli si definivano “muratori”.

Non è un caso poi che questa chiesa “massonica” sia dedicata proprio a Maria Maddalena, personaggio enigmatico e spesso rifiutato dalla chiesa ufficiale, ma molto amato invece dalla Massoneria che vedeva in lei un simbolo di sapienza e della lotta contro l’oscurantismo della chiesa.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>La gondola di Venezia: storia di uno dei simboli della città</title>
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      <description>Per chi viene a Venezia la gondola &amp;#232; un’attrazione da non perdere ma pochi conoscono la sua storia; pensate infatti che la gondola era usata come mezzo di trasporto cittadino gi&amp;#224; nel XIV secolo…. Non ci credete? Ecco la prova!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel dipinto “[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 28 Feb 2012 10:21:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/gondola_big.jpg"</p><br/><p class"description">Per chi viene a Venezia la gondola è un’attrazione da non perdere ma pochi conoscono la sua storia; pensate infatti che la gondola era usata come mezzo di trasporto cittadino già nel XIV secolo…. Non ci credete? Ecco la prova!

Nel dipinto “ il miracolo della Croce a Rialto”  di Vittore Carpaccio (1494)  conservato nelle Gallerie dell'Accademia di Venezia, si vede chiaramente più di una gondola che passa sotto il vecchio Ponte di Rialto in legno.  

La gondola nel quadro è un po’ diversa dalla gondola veneziana che vediamo adesso, perché ancora non ci sono nè il “pettine” a prua nè le decorazioni dorate e la forma è poco allungata.

Fu solo tra il 1600 e il 1700 che la fisionomia della gondola, utilizzata sempre più per il trasporto privato di rappresentanza, si avvicinò a quella attuale. Le famiglie nobili possedevano una o più gondole de casàda, con cui si facevano trasportare per affari o diporto.

Nel dipinto vediamo che ogni gondola ha una specie di copertura, il felze, che serviva per ripararsi dal freddo e dagli “sguardi indiscreti” mentre si attraversavano i canali. 

Quindi, quando farete il vostro giro a Venezia in gondola, ricordatevi che state usando un’imbarcazione che ha più di 500 anni di storia! Ma non ci sarà più il felze a proteggere la vostra privacy….</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Una donna veneziana: Caterina Cornaro regina di Cipro</title>
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      <description>Celebriamo la festa della donna ricordando una donna veneziana che pi&amp;#249; di ogni altra ha segnato la storia della Repubblica di Venezia: Caterina Cornaro che, nel 1472, quando aveva appena vent’anni, spos&amp;#242; Giacomo Lusignano, il re dell’isola di [.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 06 Mar 2012 15:06:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Cipro_big.jpg"</p><br/><p class"description">Celebriamo la festa della donna ricordando una donna veneziana che più di ogni altra ha segnato la storia della Repubblica di Venezia: Caterina Cornaro che, nel 1472, quando aveva appena vent’anni, sposò Giacomo Lusignano, il re dell’isola di Cipro.

Caterina Cornaro fu una donna di carattere e, quando rimase vedova l’anno successivo, si oppose agli Spagnoli e anche ai Veneziani, che volevano costringerla a consegnare Cipro nelle loro mani. Caterina regina di Cipro resistette per 16 anni e tenne il regno da sola, finché la repubblica di Venezia non la costrinse a cedere l’isola.
Caterina Cornaro tornò così a Venezia in cambio della signoria su Asolo (TV), dove diede vita ad una corte letteraria che venne frequentata dai più importanti umanisti dell’epoca.

Se volete rendere omaggio a questa donna straordinaria che, in un’epoca di assoluto maschilismo, seppe imporre le sue scelte e mantenere i suoi privilegi, recatevi nella chiesa di San Salvador a Venezia, nel sestiere di San Marco, dove vedrete la sua tomba decorata da un magnifico monumento rinascimentale che, nel fregio centrale, celebra la consegna dell’isola di Cipro al doge Barbarigo da parte della regina Caterina Cornaro.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Il Sior Rioba alla Madonna dell’Orto a Venezia</title>
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      <pubDate>Tue, 13 Mar 2012 12:07:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/SiorRioba_big.jpg"</p><br/><p class"description">Vicino alla chiesa della Madonna dell’Orto nel sestiere di Cannaregio a Venezia c’è un piccolo campo, il Campo dei Mori, in cui ci sono delle curiose statue di pietra, vestite con costumi orientali.

La leggenda racconta che gli antichi abitanti del vicino palazzo Mastelli (originari della Morea in Grecia e quindi chiamati “Mori”), fossero degli spietati banchieri, che avevano truffato una nobildonna veneziana, che per ottenere giustizia, pregò Santa Maria Maddalena di scagliare una maledizione contro di loro. I tre truffatori furono così trasformati in pietra, per ricordare a chiunque passasse da lì che la giustizia divina colpiva sempre i peccatori.

In realtà si tratta di tre statue con pezzi di sculture di differenti epoche assemblate durante il ‘300, tanto che i basamenti sono are di epoca romana.

La statua d’angolo, detta “Sior Rioba”, è molto famosa perché, come la statua del Pasquino a Roma, veniva usata per attaccarvi poesie e testi satirici di protesta contro la politica o i personaggi in vista della società veneziana. 

Nell'Ottocento il Sior Rioba perse il naso e gli fu rifatto con un pezzo di ferro improvvisato. Nacque la leggenda che sfregandolo si avrebbe avuto fortuna.

Nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio 2010 il Sior Rioba venne decapitato e subito si mobilitarono forze dell’ordine e comuni cittadini. Per fortuna la testa venne ritrovata in Calle della Racchetta il 3 maggio e la statua venne prontamente restaurata.
</p>]]></content:encoded>
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      <title>Il museo della pazzia nell’isola di San Servolo</title>
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      <pubDate>Tue, 20 Mar 2012 09:22:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/SanServolo_big.jpg"</p><br/><p class"description">Tra i tanti musei che ci sono a Venezia, ce n’è uno davvero singolare: il museo della pazzia nell’isola di San Servolo.

L’isola di San Servolo, antica sede di un convento benedettino, divenne nel 1725 un manicomio, ma solo per i nobili veneziani; il governo di Napoleone dispose nel 1797 che i pazzi di ogni censo venissero ricoverati a San Servolo e così rimase anche sotto il governo austriaco e quello sabaudo.

Nel 1978 venne approvata la legge Basaglia che prevedeva la chiusura degli ospedali psichiatrici e negli anni successivi l’ospedale effettivamente venne chiuso.
Recentemente l’isola è diventata sede di alcuni corsi universitari ma il ricordo dell’antico manicomio è rimasto perché nel 2006 un’ala del convento è stata trasformata in museo della pazzia.

Il museo propone un percorso attraverso la storia della cura della pazzia negli ultimi tre secoli a Venezia. Vedremo catene, manette, camicie di forza e docce forzate, con cui si tenevano a bada i malati nell’800, gli strumenti per la cura della malattia mentale, come le apparecchiature per l’elettroshock ma anche per la musicoterapia, che fu sperimentata per la prima volta a San Servolo dal direttore del manicomio Cesare Vigna, grande amico del compositore Giuseppe Verdi.

Se volete visitare una piccola isola della laguna quasi dimenticata e un museo davvero singolare e affascinante prendete il vaporetto numero 20 dal San Zaccaria e preparatevi ad un viaggio nel regno della follia.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>La Madonna dalle mani bucate nella chiesa di Santa Maria Mater Domini a Venezia</title>
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      <pubDate>Tue, 27 Mar 2012 13:54:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/MasterDomini_big.jpg"</p><br/><p class"description">Nella bella chiesa rinascimentale di Santa Maria Mater Domini a Venezia (opera del famoso architetto Jacopo Sansovino) nel transetto sinistro è conservato un curioso rilievo policromo bizantino del XIII secolo: una Madonna con le braccia alzate in segno di preghiera, che ha le mani bucate!

Si tratta in realtà di un’antica fontana rituale, perché nell’impero bizantino esistevano delle fonti di acqua ritenuta sacra che sgorgava appunto dalle mani di un’immagine della Vergine e si raccoglieva in basso per essere poi utilizzata dai fedeli per le benedizioni.

Questa usanza orientale non esisteva a Venezia, e così quando il rilievo arrivò nella chiesa di Santa Maria Mater Domini a Venezia perse la sua funzione di fontana e divenne una semplice pala d’altare, ma la leggenda vuole che anche così l’immagine compisse diversi miracoli, tanto che un tempo adornava l’altare maggiore della chiesa medievale.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Il Trono di Attila nell’isola di Torcello a Venezia</title>
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      <description>Torcello, la prima delle isole di Venezia ad essere abitata, &amp;#232; ricca di leggende e storie curiose, come quella del trono di Attila, il re degli Unni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Narra la leggenda che durante l’invasione degli Unni in Italia nel V secolo, essi sarebber[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 17:53:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/attila_big.jpg"</p><br/><p class"description">Torcello, la prima delle isole di Venezia ad essere abitata, è ricca di leggende e storie curiose, come quella del trono di Attila, il re degli Unni.

Narra la leggenda che durante l’invasione degli Unni in Italia nel V secolo, essi sarebbero arrivati fino all’isola di Torcello, dove si erano rifugiati gli abitanti della vicina città romana di Altino.

Il trono di pietra che ancora oggi si trova davanti alla cattedrale sarebbe stato usato addirittura dal re degli Unni Attila, chiamato “il flagello di Dio”, per la sua ferocia verso i nemici.

In realtà gli Unni non arrivarono mai a Torcello, perché la loro avanzata in Italia nord- orientale si fermò ad Aquileia (UD) e comunque, essendo un popolo della steppa, non avrebbero mai raggiunto un’isola via mare!

Nonostante l’infondatezza della leggenda, questo trono di pietra è comunque risalente al V secolo, quando si formò la prima comunità nell’isola di Torcello a Venezia. Questo trono veniva usato infatti come seggio del magister militum, il governatore dell’isola, durante le riunioni del consiglio e quando amministrava la giustizia.</p>]]></content:encoded>
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      <title>La Pala d'Oro della Chiesa di San Salvador a Venezia</title>
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      <description>Dal giorno di Pasqua per una settimana si potr&amp;#224; ammirare nel cuore del sestiere di San Marco a Venezia un gioiello nascosto dell’oreficeria veneziana: la Pala d’oro della chiesa di San Salvador.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essa infatti viene esposta al pubblico soltan[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 13:51:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/SanSalvador_big.jpg"</p><br/><p class"description">Dal giorno di Pasqua per una settimana si potrà ammirare nel cuore del sestiere di San Marco a Venezia un gioiello nascosto dell’oreficeria veneziana: la Pala d’oro della chiesa di San Salvador.

Essa infatti viene esposta al pubblico soltanto tre volte l’anno, mentre durante il resto dell’anno l'altare è decorato dalla tela della Trasfigurazione, dipinta da Tiziano Vecellio. 

La pala d’oro è costituita da cinque registri ricoperti da piccole lamine d’argento romboidali dove si inseriscono numerose figure in cui gli elementi decorativi, come le aureole e le vesti, sono dorati.

La sua realizzazione avvenne fra la metà del XIV secolo e l’inizio del ‘500 e presenta un complesso sistema figurativo che segue un preciso ordinamento teologico. Vi sono rappresentati, oltre alla Trasfigurazione, festa a cui la chiesa è dedicata, santi legati alla tradizione veneziana, martiri e profeti, ma c’è anche il committente che pagò gli ultimi interventi, il priore del monastero, e proprio sotto la figura di Gesù! 

La parrocchia di San Salvador, in occasione dell’esposizione della pala d’oro, organizza delle visite guidate gratuite i giorni 10 e 12 aprile alle ore 16 e il 14 aprile alle ore 10…. Approfittatene!
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La Madonna con la scarpa dorata nella Cappella Zen della Basilica di San Marco a Venezia</title>
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      <description>Nella Basilica di San Marco a Venezia vi sono tantissimi luoghi nascosti e poco conosciuti, anche perch&amp;#233; solitamente chiusi al pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Cappella Zen - creata nel corso del XVI secolo in onore del Cardinale Zen - contiene ad esempio un g[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 17 Apr 2012 10:53:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/cappellazen_big.jpg"</p><br/><p class"description">Nella Basilica di San Marco a Venezia vi sono tantissimi luoghi nascosti e poco conosciuti, anche perché solitamente chiusi al pubblico.

La Cappella Zen - creata nel corso del XVI secolo in onore del Cardinale Zen - contiene ad esempio un gruppo scultoreo in bronzo a cui è legata una suggestiva leggenda.

La Vergine col Bambino infatti ha una scarpa dorata …. Come mai?

Si racconta che un giorno un povero fedele donò alla Vergine l’unica cosa che possedesse, un paio di vecchie scarpe ed esse miracolosamente si trasformarono in oro. Ma ora ne vediamo solo una, che fine ha fatto l’altra?
La leggenda continua, perché un giorno una donna, ridotta in miseria, in preghiera davanti alla Vergine nella Basilica di San Marco la supplicò di aiutarla e miracolosamente una delle scarpe dorate si sfilò e andò nella mano della donna, che riuscì così ad uscire dalla miseria.

Se volete vedere questa “Madonna miracolosa” e la cappella in cui è ospitata con i suoi splendidi mosaici che raccontano la vita di San Marco, partecipate al tour “La Basilica di San Marco e i suoi tesori”, l’unico tour di Venezia che ha l’esclusiva per aprirvi le porte della Cappella Zen.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>La leggenda del Bòcolo per la festa di San Marco a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/la_leggenda_del_bocolo_per_la_festa_di_san_marco_a_venezia/</link>
      <description>Il giorno della festa del patrono di Venezia, l’evangelista Marco, i Veneziani seguono da secoli una tradizione: regalano alla moglie e o alla fidanzata un bocciolo di rosa rossa (in dialetto veneziano b&amp;#242;colo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le origini di questa usanza p[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 24 Apr 2012 16:44:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/boccolo_big.jpg"</p><br/><p class"description">Il giorno della festa del patrono di Venezia, l’evangelista Marco, i Veneziani seguono da secoli una tradizione: regalano alla moglie e o alla fidanzata un bocciolo di rosa rossa (in dialetto veneziano bòcolo).

Le origini di questa usanza per la Festa di San Marco a Venezia sono antichissime, perché legate all’inizio della storia della città di Venezia.

Narra infatti la leggenda che, nella seconda metà del IX secolo, la figlia del Doge Orso I Partecipazio Maria (detta Vulcana perché aveva i capelli di un rosso fiammeggiante), amava, ricambiata, un giovane di umili origini, un certo Tancredi. Il Doge di Venezia non avrebbe ovviamente approvato la loro unione, così la fanciulla consigliò all'amato di andare a combattere contro i musulmani per ottenere la gloria necessaria per aspirare alla sua mano. Il giovane si distinse valorosamente in guerra ma fu ferito mortalmente in un roseto. 

Prima di morire però affidò all’amico Orlando un bocciolo tinto col il rosso del suo sangue perché lo consegnasse alla sua amata come estremo pegno d’amore. Il 25 aprile, il giorno dopo aver ricevuto da Orlando il messaggio d’amore dell’innamorato, Maria fu trovata morta nel suo letto con il bocciolo sul petto. 
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Venezia custodisce le reliquie di Sant’Elena, la mamma dell’imperatore Costantino</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/venezia_custodisce_le_reliquie_di_santelena_la_mamma_dellimperatore_costantino/</link>
      <description>Fra i tantissimi corpi di Santi che sono conservati nelle chiese di Venezia troviamo anche una mamma: Sant’Elena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elena era infatti la madre dell’imperatore romano Costantino che, con l’editto di Milano del 313 d.C., diede la libert&amp;#224; di cul[.....]</description>
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      <pubDate>Mon, 30 Apr 2012 15:42:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/SantElena_big.jpg"</p><br/><p class"description">Fra i tantissimi corpi di Santi che sono conservati nelle chiese di Venezia troviamo anche una mamma: Sant’Elena.

Elena era infatti la madre dell’imperatore romano Costantino che, con l’editto di Milano del 313 d.C., diede la libertà di culto ai Cristiani.

Sant’Elena è ricordata per aver scoperto, archeologa ante litteram, la croce e i chiodi che avevano crocifisso Gesù. Alla sua morte fu sepolta a Roma, poi il corpo fu trasferito a Costantinopoli e infine nel 1211 le reliquie di Sant’Elena furono portate a Venezia.

Narra la leggenda che la nave che trasportava le spoglie di Sant’Elena, appena entrata nella laguna di Venezia, andò ad arenarsi vicino all'isola di Olivolo, proprio dove,  su una vicina isoletta, era stata edificata una piccola cappella dedicata alla Santa. 

I marinai provarono ad alleggerire la barca scaricando sull'isoletta vicina tutta la mercanzia e naturalmente anche l'urna con le reliquie e allora la nave riprese a galleggiare ma quando fu di nuovo issata a bordo l'urna della Santa, la nave tornò ad incagliarsi. “Forse la Santa vuole rimanere qui” - si dissero i marinai - e così lasciarono le reliquie nella cappella, che divenne poi una splendida chiesa gotica, meta di pellegrinaggio per tutte le mamme del mondo.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La navigazione tradizionale nella laguna di Venezia: la vela al terzo</title>
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      <pubDate>Tue, 08 May 2012 11:12:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/lavela_big.jpg"</p><br/><p class"description">Attraverso la laguna di Venezia, lungo il ponte che unisce Venezia a Mestre, davanti a Chioggia oppure diretti al Lido o a Torcello, non è difficile scorgere barche tradizionali con ampie vele dai vivaci colori, "armate" con un sistema particolare, usato un tempo per le imbarcazioni da pesca o da lavoro e comune a tutto il mare Adriatico: la vela al terzo, così chiamata perché il punto in cui l'antenna è fissata all'albero è a un terzo circa della sua lunghezza.

Questo tipo di vela rappresenta il più naturale passaggio dalle più antiche vele quadrate latine sino a giungere alla vela assiale tipica delle barche a vela moderne. Le più antiche testimonianze relative all'impiego di questo tipo di vela risalgono al XVII secolo.

Sulle barche da pesca la vela veniva caratterizzata da colori vivaci ed era eseguita con la spugna e con colori facilmente reperibili, ricavati dalle terre. Questo trattamento, oltre a preservare il tessuto, consentiva di rendere identificabile da lontano l'imbarcazione anche di notte e fu questa usanza che diede il via alla fine del '800 ad una vera e propria araldica tra i pescatori.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il Bucintoro e la festa della Sensa a Venezia</title>
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      <pubDate>Tue, 15 May 2012 16:29:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Sensa_big.jpg"</p><br/><p class"description">La festa della Sensa (cioè la festa dell’Ascensione 40 giorni dopo Pasqua), era una festività importantissima per la Repubblica di Venezia.

In occasione dei festeggiamenti avveniva una particolare cerimonia, chiamata lo Sposalizio del Mare, che simboleggiava il dominio marittimo di Venezia. La cerimonia venne istituita intorno all'anno 1000 per commemorare la conquista della Dalmazia da parte del doge Pietro II Orseolo. Si svolgeva con una solenne processione di imbarcazioni, guidata dalla nave del doge, che usciva dalla laguna attraverso la bocca di porto del Lido; arrivati davanti alla chiesa di San Nicolò, il doge lasciava cadere un anello consacrato nel mare e con le parole "Ti sposiamo, mare. In segno di vero e perpetuo dominio" dichiarava Venezia e il mare indissolubilmente uniti.

L’imbarcazione usata dal Doge durante lo Sposalizio del Mare era il Bucintoro, una galea lussuosissima, che per il resto dell’anno rimaneva chiusa nell’Arsenale.

L'ultimo e più magnifico dei Bucintori venne commissionato dal Senato nel 1719 ma venne distrutto  nel 1798 dagli occupanti francesi in spregio verso l'abolita Repubblica di Venezia e per ricavarne l'abbondante oro delle decorazioni. Lo scafo venne convertito in cannoniera e quindi in prigione galleggiante. 

Per farci un’idea di quanto splendido dovesse apparire l’ultimo Bucintoro, possiamo recarci al Museo dell’Arsenale, dove si trova un suo modellino, e al Museo Correr, nel quale si conservano i pochi frammenti rimasti delle sontuose decorazioni completamente ricoperte d’oro. Il nome Bucintoro deriva dal veneziano “buzino d'oro”, ovvero burcio (un tipo di imbarcazione) d’oro.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il leone all’ingresso dell’Arsenale di Venezia</title>
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      <pubDate>Tue, 22 May 2012 17:15:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/leone_big.jpg"</p><br/><p class"description">L’Arsenale di Venezia è ancora oggi un luogo pieno di fascino e di storia. Un tempo qui venivano create le navi, mercantili e da guerra, che resero grande la Serenissima Repubblica di Venezia.

Davanti al bellissimo portale di ingresso all’Arsenale, primo monumento in stile rinascimentale di Venezia, montano la guardia dell’Arsenale dei leoni di pietra.

Quello più a sinistra riporta alcune strane iscrizioni, legate alla sua storia millenaria.

Questa scultura fu portata qui a Venezia nel 1684 dal famoso condottiero Francesco Morosini (colui che bombardò il Partenone), e proveniva dal porto di Atene, il Pireo.

Le iscrizioni su entrambi i fianchi del leone rimasero un mistero fino all’ 800, quando furono decifrate da un o studioso danese di passaggio a Venezia.

Questa iscrizione in caratteri runici risale all’ XI secolo ed è ad opera del futuro re di Norvegia Harald III, che comandò una truppa speciale dell’esercito bizantino durante una rivolta del popolo greco al governo centrale e ricorda appunto la conquista del porto del porto di Pireo da parte del norvegese.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il monumento alla Partigiana ai Giardini della Biennale di Venezia</title>
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      <pubDate>Tue, 29 May 2012 17:28:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Partigiana_biennale_big.jpg"</p><br/><p class"description">Per celebrare la festa della Repubblica italiana non si può non ricordare il movimento partigiano e a Venezia c’è un monumento che commemora le donne che parteciparono alla liberazione dal nazifascismo. 

Si tratta del monumento alla Partigiana, realizzato da Augusto Murer (Falcade 1922 – Padova 1985) nel 1961: un'opera in bronzo in cui l'artista raffigurò il corpo di una partigiana steso a terra. Carlo Scarpa, che creò il basamento, immaginò che il modo più corretto e spontaneo di osservare l'opera fosse quello di posizionarla in un punto più basso rispetto all'osservatore.

La soluzione prescelta fu quella di realizzare un cassone galleggiante in ferro-cemento con la superficie superiore rivestita in lastre di rame su cui poggia il bronzo dell'artista in modo da far apparire la statua quasi adagiata sul pelo dell'acqua; dal bordo della Riva dei Giardini, grazie a una sapiente interruzione nel parapetto in mattoni, il passante può entrare nell'area del monumento.

Purtroppo la tecnologia dell'epoca e i materiali non idonei, unitamente all'aumento del moto ondoso, privarono l'opera praticamente da subito del galleggiamento, prerogativa indispensabile, e così nel 2009, centenario della nascita di Carlo Scarpa, il comune ha provveduto ad un restauro integrale del monumento per riportarlo al suo aspetto originario. 
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La terribile storia di Biasio il macellaio di Santa Croce a Venezia</title>
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      <description>Tutte le fermate del vaporetto n&amp;#176;1 sul Canal Grande prendono il loro nome da una chiesa o da un monumento importante, tranne una: Riva de Biasio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi era questo Biasio? Su questa riva ai tempi della Serenissima c’era la bottega di un salsic[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 05 Jun 2012 16:27:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/DiBiasio_big.jpg"</p><br/><p class"description">Tutte le fermate del vaporetto n°1 sul Canal Grande prendono il loro nome da una chiesa o da un monumento importante, tranne una: Riva de Biasio.

Chi era questo Biasio? Su questa riva ai tempi della Serenissima c’era la bottega di un salsicciaio (luganegher), Biagio Cargnio, che era molto famoso per i suoi piatti di carne.

Ma un giorno un operaio trovò nel suo piatto un piccolo pezzo di dito umano e subito avvisò le guardie che scoprirono nel retrobottega di Biasio alcuni corpi di bambini che “l’orco” trucidava per rendere più saporito il suo sugo.

Biasio confessò ma non si seppe mai quanti bambini avesse ucciso e come se li procurasse. Il serial killer fu trascinato da un cavallo fino al carcere dove gli furono mozzate le mani, fu poi torturato in piazza san Marco e lì decapitato.

La sua casa e la bottega furono rase al suolo ma la riva mantenne nell’immaginario collettivo il nome di Biasio, ed è così anche oggi, quando saliamo e scendiamo dal vaporetto.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La tomba di Antonio Canova nella Basilica dei Frari a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/la_tomba_di_antonio_canova_nella_basilica_dei_frari_a_venezia/</link>
      <description>Quando si visita la splendida basilica dei Frari a Venezia ci si trova davanti ad una piramide…. Cosa ci fa una struttura come questa in una chiesa cristiana?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un monumento funebre, dedicato al grande scultore neoclassico Antoni[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 12 Jun 2012 13:53:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Canova_big.jpg"</p><br/><p class"description">Quando si visita la splendida basilica dei Frari a Venezia ci si trova davanti ad una piramide…. Cosa ci fa una struttura come questa in una chiesa cristiana?

Si tratta di un monumento funebre, dedicato al grande scultore neoclassico Antonio Canova (1757- 1822). Fu realizzato dai suoi allievi, seguendo un progetto del maestro per un monumento a Tiziano mai realizzato, per custodire il cuore dello scultore, mentre il resto delle sue spoglie si trovano nella sua città natale, Possagno.

La forma inconsueta di questo monumento è un chiaro messaggio per gli “Iniziati” dal momento che Antonio Canova faceva parte della Massoneria e la piramide è il simbolo del Grande Architetto dell’Universo (la divinità suprema per i Massoni).

Tutte le statue che adornano la piramide sono anch’esse riferimenti alle dottrine massoniche: partendo da sinistra, l’angelo con le ali aperte è colui che custodisce l’anima ormai volata in cielo; il leone alato addormentato tiene un libro chiuso, simbolo della saggezza che l’artista ha portato con sé; la figura velata è la morte mentre il giovane con la torcia accesa simboleggia l’immortalità che avrà Canova; le due donne con le corone di fiori sono la Speranza e la Carità. Tutte le figure hanno un’espressione estremamente afflitta.

Questo monumento per i visitatori comuni è solo una tomba piuttosto curiosa, mentre per gli iniziati alla Massoneria rappresenta un chiaro messaggio sulla saggezza del “fratello” Canova…
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il soffitto della chiesa di San Pantalon a Venezia</title>
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      <description>Vicino al vivace campo Santa Margherita a Venezia c’&amp;#232; una chiesa dall’aria un po’ anonima, dal momento che ha la facciata incompleta: la chiesa di San Pantalon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questa chiesa nasconde al suo interno un’incredibile sorpresa…. Sul soffitto[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 19 Jun 2012 15:34:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Soffitto_big.jpg"</p><br/><p class"description">Vicino al vivace campo Santa Margherita a Venezia c’è una chiesa dall’aria un po’ anonima, dal momento che ha la facciata incompleta: la chiesa di San Pantalon.

Ma questa chiesa nasconde al suo interno un’incredibile sorpresa…. Sul soffitto si trova il più grande dipinto su tela del mondo, che raffigura il Martirio e la gloria di San Pantalon, opera di Giovanni Antonio Fumiani.

Davanti agli occhi dei visitatori si apre uno scenario imponente, dove la struttura architettonica reale della chiesa si prolunga nelle architetture dipinte, creando un’illusione visiva assolutamente unica.

Questa enorme opera copre una superficie di 443 metri quadrati, in cui si affollano centinaia di personaggi in uno spazio reso enorme dal sapiente uso della prospettiva. Non è un caso infatti che il pittore fosse specializzato nella realizzazione di scenografie teatrali.

Giovanni Antonio Fumiani ci mise più di 20 anni a realizzare questa colossale opera, dal 1680 al 1704 e una leggenda narra che il pittore morì cadendo dalle impalcature mentre stava dando gli ultimi ritocchi…
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La pietra dell’incontro davanti alla chiesa di San Pietro di Castello a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/la_pietra_dellincontro_davanti_alla_chiesa_di_san_pietro_di_castello_a_venezia/</link>
      <description>In questi giorni, in Campo San Pietro di Castello, si svolge la tradizionale festa di San Pietro di Castello. Per una settimana il campo sar&amp;#224; animato da musica, spettacoli e tanto buon cibo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La festivit&amp;#224; di San Pietro &amp;#232; festeggiata a Venezi[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 26 Jun 2012 09:51:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Pietra_big.jpg"</p><br/><p class"description">In questi giorni, in Campo San Pietro di Castello, si svolge la tradizionale festa di San Pietro di Castello. Per una settimana il campo sarà animato da musica, spettacoli e tanto buon cibo.

La festività di San Pietro è festeggiata a Venezia da sempre, visto che fino al 1807 la chiesa di San Pietro di Castello era la cattedrale di Venezia, dove risiedeva il patriarca, prima che Napoleone la trasferisse nella Basilica di San Marco.

Ogni anno in occasione del 29 giugno il Doge si recava in visita dal Patriarca con tutto il suo seguito; per evitare al Doge l’umiliazione di recarsi fino alla soglia della chiesa e al Patriarca di dover ricevere il Doge al suo arrivo in barca, fu trovata una soluzione di compromesso e così il patriarca lo attendeva a metà della strada che conduceva alla chiesa. 

Per segnare il punto preciso ancora oggi sulla pavimentazione grigia si staglia una pietra bianca, simbolo del punto di incontro tra il potere religioso e quello politico.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il Negozio Olivetti a Piazza San Marco a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/il_negozio_olivetti_a_piazza_san_marco_a_venezia/</link>
      <description>Piazza San Marco a Venezia, su cui si affacciano i monumenti antichi pi&amp;#249; famosi della citt&amp;#224;, nasconde un pezzo di storia del design del ‘900: il Negozio Olivetti, realizzato dall’architetto veneziano Carlo Scarpa (1906-1978), che cre&amp;#242; uno show[.....]</description>
      <guid>9668</guid>
      <pubDate>Tue, 03 Jul 2012 12:19:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Olivetti_big.jpg"</p><br/><p class"description">Piazza San Marco a Venezia, su cui si affacciano i monumenti antichi più famosi della città, nasconde un pezzo di storia del design del ‘900: il Negozio Olivetti, realizzato dall’architetto veneziano Carlo Scarpa (1906-1978), che creò uno showroom dallo stile architettonico essenziale da un lato ma al tempo stesso raffinato ed eclettico.

Al pian terreno si apre una grande sala, decorata da un'elegantissima fontana ornamentale, il cui ugello è costituito da una lastra di marmo bianco e rame con il logo Olivetti; si sale al secondo piano attraverso una scala, modellata con sfasature laterali.

 Entrambi gli ambienti furono pavimentati con un mosaico costituito da scaglie quadrangolari di marmo e vetro di Murano nei colori rosso, giallo e blu mentre all'esterno le cornici delle vetrine sono in tek e marmo bianco. 

Nel 2009, a causa della precaria situazione del negozio, fu avviato il restauro degli interni, che si concluse con la riapertura dello spazio al pubblico il 20 aprile 2011, grazie al FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano).</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>I busti di cera nella Sacrestia della chiesa del Redentore a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/i_busti_di_cera_nella_sacrestia_della_chiesa_del_redentore_a_venezia/</link>
      <description>La chiesa palladiana del Redentore a Venezia, famosa per la festa che ogni anno si celebra a luglio, conserva nella sua sacrestia degli oggetti decisamente curiosi e in un certo senso macabri. Sono visitabili su richiesta, ma attenzione! Se si[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 10 Jul 2012 11:35:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/BustiRedentore_big.jpg"</p><br/><p class"description">La chiesa palladiana del Redentore a Venezia, famosa per la festa che ogni anno si celebra a luglio, conserva nella sua sacrestia degli oggetti decisamente curiosi e in un certo senso macabri. Sono visitabili su richiesta, ma attenzione! Se siete facilmente impressionabili, lasciate perdere….

Si tratta di 12 busti di cera realizzati nell’800, che rappresentano monaci cappuccini (ordine religioso a cui appartiene la chiesa del Redentore), beatificati o canonizzati e San Francesco d’Assisi, fondatore dell’ordine dei Francescani da cui derivano i Cappuccini.

Questi busti avevano un uso devozionale ma dovevano servire anche da esempio ai frati del convento.
Sono stati realizzati in modo da sembrare il più possibile reali: infatti hanno occhi di vetro di Murano, all'insù o all'ingiù, barbe, baffi e capelli veri e corone di spine, come nel caso di santa Veronica de Julia, abbadessa, un vero e proprio unicum di questa particolare iconografia religiosa.

Un’opera un po’ “pulp” da poco riscoperta grazie alla mostra di Palazzo Fortuny sui ritratti in cera del XVIII e XIX secolo….

La visita ai busti è su richiesta e per effettuarla è sufficiente chiedere presso la biglietteria Chorus della Chiesa del Redentore.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il drappo nero nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/il_drappo_nero_nella_sala_del_maggior_consiglio_di_palazzo_ducale_a_venezia/</link>
      <description>La Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale &amp;#232; uno dei luoghi pi&amp;#249; visitati di Venezia. In essa possiamo conoscere la storia della citt&amp;#224; e ammirarne l’antica potenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa Sala istituzionale per&amp;#242; racconta anche i lati pi&amp;#249; oscuri della s[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 17 Jul 2012 12:59:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/DrappoNero_big.jpg"</p><br/><p class"description">La Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale è uno dei luoghi più visitati di Venezia. In essa possiamo conoscere la storia della città e ammirarne l’antica potenza.

Questa Sala istituzionale però racconta anche i lati più oscuri della storia dell’antica Repubblica. Se osserviamo infatti i ritratti dei Dogi che corrono sotto al soffitto per tutto il perimetro della Sala, noteremo che uno dei volti è coperto da un drappo nero.

Sotto di esso si nasconde il ritratto del Doge Marino Falier, così celato perché si macchiò di un terribile delitto: provò ad instaurare una dittatura personale.

Marino Falier divenne doge nel 1354 e poco dopo ordì una congiura con altri nobili della città per creare una signoria ereditaria e sovvertire gli ordinamenti repubblicani. Il complotto fu scoperto e i cospiratori, tra cui lo stesso doge, furono arrestati, interrogati, condannati a morte per alto tradimento e decapitati davanti al Palazzo Ducale il 15 aprile 1355. 

L'aristocrazia veneziana non volle che questa lezione andasse perduta e così venne deciso che ogni anno si festeggiasse il giorno di sant'Isidoro (16 aprile), in cui Marin Falier era stato condannato a morte. Inoltre un decreto fece cancellare l'effigie di Falier nella sala del Maggior Consiglio, in cui si allineavano i ritratti dei dogi, e in quello stesso spazio fece apporre questa iscrizione: «Hic fuit locus ser Marini Faletri, decapitati pro crimine proditionis», ossia «Questo era il posto di Marin Falier, decapitato per tradimento». 

La leggenda vuole che il fantasma del doge traditore vaghi ancora oggi senza pace in campo Santi Giovanni e Paolo, dove si trova la chiesa in cui sono sepolti molti dogi, proprio perché a lui fu negato tale onore.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il ponte del Diavolo nell’isola di Torcello nella laguna di Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/il_ponte_del_diavolo_nellisola_di_torcello_nella_laguna_di_venezia/</link>
      <description>Tutti i visitatori che si avventurano nella solitaria isola di Torcello, antico insediamento della laguna di Venezia, rimangono colpiti da un ponte di pietra dal nome un po’ inquietante: il “Ponte del Diavolo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Narra la leggenda che durante[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 24 Jul 2012 14:13:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/PonteDelDiavolobig.jpg"</p><br/><p class"description">Tutti i visitatori che si avventurano nella solitaria isola di Torcello, antico insediamento della laguna di Venezia, rimangono colpiti da un ponte di pietra dal nome un po’ inquietante: il “Ponte del Diavolo”.

Narra la leggenda che durante la dominazione austriaca a Venezia una giovane si fosse innamorata di un soldato austriaco, che venne però ucciso dalla famiglia di lei, contraria a quell’unione “poco patriottica”.
La fanciulla disperata si rivolse ad una maga che le diede appuntamento a Torcello, luogo isolato e dunque perfetto per riti magici.

La maga invocò il diavolo sul ponte ed egli fece apparire il giovane austriaco che portò via la fanciulla; ma, come si sa, il diavolo non fa niente per niente e la maga gli promise che per sette anni la notte della vigilia di Natale gli avrebbe portato l’anima di un bambino appena morto. 

Ma la strega morì poco dopo in un incendio e non poté onorare il suo patto col demonio… Così ancor oggi pare che la notte del 24 dicembre di ogni anno sul ponte del Diavolo a Torcello il diavolo venga inutilmente a reclamare le sue anime sotto le spoglie di un grosso gatto nero…


Scopri di più sull'Isola di Torcello e la  Basilica di Torcello !

</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La tomba vuota nel cimitero di San Michele a Venezia</title>
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      <description>La piccola isola della laguna di Venezia che si incontra andando a Murano &amp;#232; la sede del cimitero di Venezia, creato nel corso dell’800 ed usato ancora oggi come luogo di sepoltura per i veneziani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui sono sepolti molti personaggi illustri,[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 31 Jul 2012 11:55:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Cimitero_big.jpg"</p><br/><p class"description">La piccola isola della laguna di Venezia che si incontra andando a Murano è la sede del cimitero di Venezia, creato nel corso dell’800 ed usato ancora oggi come luogo di sepoltura per i veneziani.

Qui sono sepolti molti personaggi illustri, come lo psichiatra Franco Basaglia, lo scienziato Christian Doppler, il musicista Igor Stravinskj, l’artista Emilio Vedova e molti altri.

Visitare il cimitero di Venezia è un’esperienza molto suggestiva, anche per le varie storie che su di esso si possono raccontare.

Esiste per esempio una tomba nel recinto riservato alle religiose che da più di sessant’anni nasconde un mistero: si tratta della tomba di Suor Vittoria Gregoris del convento di San Francesco della Vigna, morta nel 1947 in odor di santità. 

Al momento della sua morte, la monaca disse alle consorelle radunate al suo capezzale che, quando la sua fossa fosse stata aperta, la sua salma non sarebbe stata più ritrovata. E infatti al momento della riesumazione sei anni dopo nella bara furono rinvenute soltanto le vesti e un rosario, ma nessuna traccia di un osso o altra traccia del corpo della suora…..
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La fabbrica di Tessuti Fortuny alla Giudecca a Venezia</title>
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      <pubDate>Tue, 07 Aug 2012 15:33:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Tessuti_big.jpg"</p><br/><p class"description">L’isola della Giudecca nella laguna di Venezia è un luogo delizioso, ottimo per coloro che vogliono trovare un po’ di quiete lontani dalla folla della città.

Tra le tante attrattive che l’isola offre c’è anche una fabbrica famosa in tutto il mondo: la fabbrica di tessuti di Mariano Fortuny (1871- 1949).

Questo artista spagnolo, pittore scenografo e stilista, visse a Venezia i suoi ultimi anni e qui creò una fabbrica di tessuti esclusivi nel 1919, attiva ancor oggi.

Creò lui stesso le sue tinture, spazzole e macchinari per le sue opere; recuperando l'abbigliamento greco, le stampe di Morris ed i motivi decorativi catalani, Fortuny creò uno stile fortemente riconoscibile e caratterizzato da lunghe tuniche (delphos) realizzate con tessuti leggeri lavorati a sottilissime piegoline..

 Fortuny fu l’inventore di uno speciale sistema per la decorazione e la doratura solida su seta e velluto, che dava ai tessuti l’impressione di essere scolpiti. 

La fabbrica, fondata su un precedente stabilimento che produceva pece, fu ampliata nel 1927 con l’aggiunta di un piano e l’anno seguente fu allungata per creare il salone di stampaggio dei tessuti.

 Non sono consentite le visite ai laboratori per mantenere i segreti del suo fondatore ma lo showroom e il giardino sono accessibili su appuntamento.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>I segreti dell’Assunta nella Basilica di Torcello a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/i_segreti_dellassunta_nella_basilica_di_torcello_a_venezia/</link>
      <description>Il giorno di Ferragosto si festeggia l’Assunzione della Vergine, festa a cui la cattedrale della piccola isola di Torcello nella laguna di Venezia &amp;#232; dedicata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Vergine Assunta troneggia nell’abside centrale della chiesa in un magnifico mo[.....]</description>
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      <pubDate>Thu, 09 Aug 2012 11:55:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/AssuntaTorcello_big.jpg"</p><br/><p class"description">Il giorno di Ferragosto si festeggia l’Assunzione della Vergine, festa a cui la cattedrale della piccola isola di Torcello nella laguna di Venezia è dedicata.

La Vergine Assunta troneggia nell’abside centrale della chiesa in un magnifico mosaico del XII secolo.

Questa immagine, tipica della tradizione bizantina, nasconde diversi messaggi teologici.

La Vergine indica il Bambino con la mano destra, perché vuole mostrarlo ai fedeli e presentarlo come il Salvatore del Mondo e infatti non guarda verso di lui ma verso la navata.

Nella mano sinistra la Madonna stringe un piccolo fazzoletto bianco: esso simboleggia il sudario di Cristo, quindi un modo per preannunciare la sua futura Passione e morte sulla Croce.

Il Bambino benedice con la mano destra, mentre nella sinistra tiene una sorta di piccolo rotolo, che simboleggia la nuova alleanza: nel vecchio Testamento gli uomini stipularono un’alleanza con Dio attraverso il patriarca Abramo, ma la cattiveria degli uomini distrusse il patto; con la nascita di Gesù viene stretta una nuova alleanza fra il Signore e l’umanità.

La chiesa è visitabile tutti i giorni dalle 10,30 alle 17 e sono disponibili anche tour guidati della Basilica di Torcello .</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il Padiglione della Finlandia nei Giardini della Biennale a Venezia</title>
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      <description>Il 28 agosto si apre la tredicesima biennale di architettura di Venezia, con proposte all’avanguardia per l’architettura contemporanea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i Giardini della Biennale di Venezia sono anche un museo a cielo aperto dell’architettura europea de[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 21 Aug 2012 12:31:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Finlandia_big.jpg"</p><br/><p class"description">Il 28 agosto si apre la tredicesima biennale di architettura di Venezia, con proposte all’avanguardia per l’architettura contemporanea. 

Ma i Giardini della Biennale di Venezia sono anche un museo a cielo aperto dell’architettura europea del ‘900. Infatti molti dei padiglioni nazionali furono realizzati da famosi architetti, che volevano esprimere le migliori tendenze architettoniche del tempo.

Uno dei padiglioni più originali per struttura e materiali è sicuramente quello della Finlandia, progettato dal famoso architetto finlandese Alvar Aalto nel 1956.

Era previsto che questo padiglione fosse provvisorio e usato per una sola Biennale, ma poi si decise di mantenerlo, anche a costo di costosi restauri, dal momento che è costruito interamente in legno. La struttura era un prefabbricato che fu spedito a pezzi dalla Finlandia e rimontato a Venezia, senza la presenza dell’illustre architetto.

Alvar Aalto, esponente dell’architettura organica, mescola tradizione e innovazione: il legno è infatti un materiale usato da secoli in Finlandia per costruire, ma le forme realizzate, la pianta trapezoidale e il soffitto a spiovente, sono decisamente innovative. L’uso del legno e la cura dei dettagli delle venature voleva dimostrare come il materiale fosse superiore alla forma stessa.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il padiglione delle navi nell’Arsenale di Venezia</title>
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      <description>Ogni anno a Venezia la prima domenica di settembre si svolge la famosa regata storica, durante la quale un corteo di barche antiche guidate da personaggi in costume rinascimentale solca le acque del canal Grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venezia ha una lunga tradiz[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 28 Aug 2012 16:25:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Arsenale_big.jpg"</p><br/><p class"description">Ogni anno a Venezia la prima domenica di settembre si svolge la famosa regata storica, durante la quale un corteo di barche antiche guidate da personaggi in costume rinascimentale solca le acque del canal Grande.

Venezia ha una lunga tradizione di antiche imbarcazioni e si può averne un’idea visitando il semisconosciuto padiglione delle navi vicino all’Arsenale; quest’enorme spazio, un tempo sede delle officine dei “remeri”, adesso è parte del Museo Storico Navale.

 Nella prima delle tre sezioni in cui è diviso lo spazio troviamo una moto silurante della II guerra mondiale e una pirobarca da lavoro del 1895, con le caldaie a carbone. Al centro della seconda sezione domina lo spazio lo "scaleo reale", la stupenda imbarcazione a diciotto remi, con cabina e scafo coperti da sculture dorate, che fu costruita in Arsenale intorno al 1850 e fu usata per le cerimonie più solenni di quegli anni. Trasportò a San Marco il Re Vittorio Emanuele II nel suo primo ingresso nella Venezia italiana e nella sua ultima uscita accompagnò il feretro di Pio X. Tutt'intorno gondole, bragozzi, e altre piccole imbarcazioni. Nell'ultimo padiglione campeggia la sezione motrice dell'Elettra di Marconi, con le sue enormi caldaie. Costruita nel 1904 per l'Arciduca Carlo Stefano d'Asburgo, divenne il laboratorio galleggiante del grande scienziato.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il cimitero ebraico al Lido di Venezia</title>
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      <description>In questi giorni il Lido di Venezia &amp;#232; sotto i riflettori di tutto il mondo per la famosa mostra del cinema che qui si svolge ogni anno, frequentata da star italiane e internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quest’ isola nasconde anche un gioiello dell’arte medi[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 04 Sep 2012 11:05:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/cimiteroebraico_big.jpg"</p><br/><p class"description">In questi giorni il Lido di Venezia è sotto i riflettori di tutto il mondo per la famosa mostra del cinema che qui si svolge ogni anno, frequentata da star italiane e internazionali.

Ma quest’ isola nasconde anche un gioiello dell’arte medievale: il cimitero ebraico. La comunità ebraica di Venezia, una delle più importanti in Europa, ebbe il permesso dal governo della Serenissima Repubblica nel 1386 di avere un proprio cimitero, ma doveva essere lontano dalla città e quindi fu loro concesso un terreno sull’isola del Lido, che a quell’epoca era quasi del tutto disabitata.

Questo cimitero fu più volte ampliato e utilizzato ininterrottamente fino alla caduta della Repubblica di Venezia; durante il XIX secolo il cimitero fu quasi del tutto abbandonato e alcune parti furono espropriate per costruire il Tiro a volo. Dal 1999 cominciarono i restauri e il recupero di molte lapidi, databili fra il 1550 e l’inizio del ‘700.
Tra le lapidi ci sono quelle della poetessa Sarah Coppio Sullam, del rabbino Leone da Modena, e dell’intellettuale Simon Luzzatto, personalità di spicco della vita culturale del Ghetto nei secoli XVI e XVII.

Il cimitero ebraico del Lido, con la sua atmosfera romantica e suggestiva, è il luogo ideale da visitare per chi vuole fuggire dalla confusione del red carpet!
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Indiana Jones e la chiesa di San Barnaba a Venezia</title>
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      <pubDate>Tue, 11 Sep 2012 16:22:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/SanBarnaba_big.jpg"</p><br/><p class"description">Venezia è la città del cinema non soltanto per la mostra, ma anche perché qui sono stati ambientati molti film di successo.

Tutti i turisti che attraversano l’affollato campo san Barnaba, guardando la facciata neoclassica della chiesa omonima, notano che ha un aspetto familiare…. Perché?

Nel film Indiana Jones e l'ultima crociata (1989), la chiesa (solo negli esterni) è stata utilizzata per ambientarvi un’immaginaria biblioteca. Il campo San Barnaba antistante la chiesa è stato usato poi per girare la scena del film nella quale il protagonista, dopo essere penetrato negli (inesistenti) sotterranei alla ricerca della tomba di uno dei cavalieri custodi del Santo Graal, esce da un tombino al centro del campo, scandalizzando gli eleganti clienti del bar seduti ai tavolini.

In realtà la chiesa di San Barnaba, di origine medievale ma riedificata nella seconda metà del ‘700 dall’architetto Lorenzo Boschetti, è ancora una chiesa a tutti gli effetti, anche se attualmente ospita una mostra sulle macchine inventate da Leonardo da Vinci.

Fate attenzione anche al suo campanile a cuspide: con i suoi mille anni, è uno dei più antichi della città!
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La Tempesta di Giorgione alle Gallerie dell’Accademia di Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/la_tempesta_di_giorgione_alle_gallerie_dellaccademia_di_venezia/</link>
      <description>In questi mesi &amp;#232; in corso alle Gallerie dell’Accademia di Venezia la mostra “Tiziano: la fuga in Egitto e la pittura di paesaggio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le varie opere esposte ce n’&amp;#232; una che si pu&amp;#242; considerare il dipinto pi&amp;#249; enigmatico di tutta la pittura i[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 18 Sep 2012 11:00:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Giorgione_big.jpg"</p><br/><p class"description">In questi mesi è in corso alle Gallerie dell’Accademia di Venezia la mostra “Tiziano: la fuga in Egitto e la pittura di paesaggio”.

Tra le varie opere esposte ce n’è una che si può considerare il dipinto più enigmatico di tutta la pittura italiana del Rinascimento: “la Tempesta” di Giorgione.

Nonostante tanti studi, ancora oggi nessuno sa infatti con certezza che cosa vi sia rappresentato….. 

In un paesaggio, tra i più belli della pittura di ogni tempo, vi sono un giovane appoggiato ad un bastone e una donna quasi nuda che allatta un bambino, mentre nel cielo si prepara una tempesta e sullo sfondo uno scorcio di città, probabilmente Padova.

Tra le varie ipotesi interpretative possiamo citare: Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso Terrestre, il ritrovamento di Mosè, le allegorie della Carità e della Fortezza, la nascita di Paride, una raffigurazione legata all’alchimia, una metafora sulla conquista della città di Padova durante la guerra di Cambrai, la presa di Chioggia e tante altre.

E se in realtà fosse un’opera senza un soggetto, solo un paesaggio con due personaggi e una tempesta in arrivo?
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La botte miracolosa nella chiesa dei Santi Maria e Donato a Murano</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/la_botte_miracolosa_nella_chiesa_dei_santi_maria_e_donato_a_murano/</link>
      <description>La basilica dei Santi Maria e Donato nell’isola di Murano nella laguna di Venezia, edificata nel X secolo, conserva molti tesori ma anche curiosit&amp;#224; inattese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dando le spalle alla porta d`entrata e guardando la parete della navata centrale c[.....]</description>
      <guid>9745</guid>
      <pubDate>Tue, 25 Sep 2012 16:34:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Murano_big.jpg"</p><br/><p class"description">La basilica dei Santi Maria e Donato nell’isola di Murano nella laguna di Venezia, edificata nel X secolo, conserva molti tesori ma anche curiosità inattese.

Dando le spalle alla porta d`entrata e guardando la parete della navata centrale che sovrasta il colonnato di sinistra, si noterà un leone di San Marco accompagnato da due stemmi e da un oggetto bizzarro: una piccola botte, nota anche come "El botasso de Sant`Alban".

La leggenda narra che la botticella fosse una reliquia appartenente agli abitanti dell`isola di Burano, che la custodivano gelosamente. Questa botte, infatti, era miracolosa perché, secondo la leggenda, posta accanto alle reliquie di Sant`Albano, giunte in laguna nel 1067, non smetteva mai di spillare vino. I muranesi erano invidiosissimi di questa fortuna capitata ai vicini d`isola e così una notte alcuni di loro sottrassero la celebre botticella ai buranelli.

Tuttavia, una volta sbarcati a Murano, ci si accorse subito che la piccola botte non aveva più alcuna intenzione di spillare alcunché e intanto i buranelli stavano già giungendo nell’isola per reclamare il maltolto. "Non ne godiamo noi? Non ne godrete nemmeno voi!" fu il pensiero dei muranesi che, servendosi di una scala, murarono la piccola botte nella basilica, e invitarono quindi i buranelli ad andarsela a prendere se proprio ci tenevano tanto…
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Tibet. Tesori dal tetto del mondo: l’affascinante conclusione del grande ciclo di mostre sulla Cina alla Casa dei Carraresi di Treviso</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/tibet_tesori_dal_tetto_del_mondo_laffascinante_conclusione_del_grande_ciclo_di_mostre_sulla_cina_alla_casa_dei_carraresi_di_treviso/</link>
      <description>Dal 20 ottobre 2012 Treviso accoglier&amp;#224; una delle pi&amp;#249; grandi mostre in Italia del 2012: Tibet. Tesori dal tetto del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’inedita serie di reperti dalla Cina e dal Tibet, mai esposti prima in Occidente, in una straordinaria mostra alla C[.....]</description>
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      <pubDate>Thu, 27 Sep 2012 15:24:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Tibet_big.jpg"</p><br/><p class"description">Dal 20 ottobre 2012 Treviso accoglierà una delle più grandi mostre in Italia del 2012: Tibet. Tesori dal tetto del mondo.

Un’inedita serie di reperti dalla Cina e dal Tibet, mai esposti prima in Occidente, in una straordinaria mostra alla Casa dei Carraresi a Treviso. Annunciata come uno dei più interessanti eventi a Treviso del 2012, la mostra ha già riscosso notevole successo, ricevendo moltissime prenotazioni con largo anticipo dalla data di apertura. 

Un evento senza precedenti, ideale conclusione dell’affascinante ciclo di mostre sulla Cina a Treviso e collegamento per il percorso espositivo dei prossimi anni. Un incredibile itinerario attraverso l’Oriente proposto al pubblico in una serie di grandi eventi a Ca’ dei Carraresi a Treviso, mostre eccezionali e di grandissimo richiamo per conoscere e capire numerose sfaccettature di questa antichissima cultura. La mostra a Ca’ dei Carraresi 2012 chiude il ciclo espositivo “La Via della Seta e la Civiltà Cinese” (2005-2012) e si allaccia idealmente al prossimo percorso di mostre alla Casa dei Carraresi, dedicato all’India. 

Tibet. Tesori dal tetto del mondo si protrarrà fino al 2 giugno 2013, un’opportunità unica per scoprire la cultura, la storia, le abitudini, l’arte e la profonda spiritualità del Tibet, da sempre avvolto da un’aura di impenetrabile mistero.

Con oltre trecento reperti dal XIV secolo ai giorni nostri, il Tibet in mostra a Treviso per delineare la storia di questo meraviglioso altopiano e dei suoi abitanti, l’evoluzione della sua civiltà tra problematiche e condizionamenti anche nei rapporti con la Cina. 

In occasione di questa eccezionale mostra arriveranno in Italia preziosi capolavori provenienti da numerosi templi buddisti dell’altopiano del Tibet, dal maestoso Palazzo del Potala di Lhasa, dalle vaste collezioni imperiali e da diversi musei. Statue, mappe, documenti storici, paramenti sacri, carte geografiche, preziosi doni che il Dalai Lama fece agli imperatori della Cina ed oggetti di ogni genere selezionati personalmente dal curatore della mostra con l’aiuto di una commissione di tibetologi cinesi saranno a Ca’ dei Carraresi, in mostra per più di sette mesi. Una parte degli oggetti arriveranno a Treviso anche dalla Città Proibita, l’antica ed immensa residenza delle dinastie Ming e Qing, e dall’Istituto delle Minoranze Nazionali Etniche di Pechino. 

La mostra sul Tibet a Treviso è stata organizzata in sezioni tematiche volte a fornire ai visitatori un percorso omogeneo e di facile comprensione: una sezione tratterà la parte storica a partire dal XIII secolo, quando Gengis Khan incluse il Tibet nell’impero mongolo-cinese; un’altra parte sarà dedicata alla religione, con le numerose divinità buddiste tibetane, statue e dipinti che cercheranno di spiegare le particolarità del Buddismo tantrico della setta dei Berretti Gialli - tra gli oggetti di culto presentati creeranno notevole scalpore quelli realizzati con ossa umane, secondo una tradizione tutt’ora in uso nei monasteri del Tibet; un’altra sezione tratterà le Tangke, splendidi dipinti sacri raffiguranti il principe Siddharta ed importanti attività religiose e rituali; mentre le ultime due saranno dedicate alle maschere divinatorie che i monaci indossano nelle danze rituali, considerate una loro caratteristica distintiva, e al popolo dell’altopiano tibetano - vita, abitudini e costumi di uno stile di vita che scorre da secoli senza cambiamenti, fedele alle sue tradizioni e alla sua intensa spiritualità.

Il Tibet… Un ambiente e una localizzazione geografica unici al mondo, una società profondamente religiosa, immersa in antiche tradizioni ed usanze… 

Una grandissima mostra a Treviso sul Tibet, prima nel suo genere non solo in Italia ma nell’intera Europa, preannunciata come uno tra gli eventi di maggiore richiamo internazionale degli ultimi anni, che porterà a Ca’ dei Carraresi una delle più grandi mostre in Italia del 2012.

E se dopo la mostra volete concedervi un po’ di relax, o magari fermarvi qualche giorno in città prenotate subito uno dei numerosi hotel a Treviso!
</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>San Francesco d’Assisi a Venezia</title>
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      <description>Il 4 ottobre si festeggia San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia; non tutti sanno che il Santo durante i suoi viaggi si ferm&amp;#242; anche a Venezia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la tradizione, nella primavera del 1220 ritornando dall’Oriente su una nave veneziana, [.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 02 Oct 2012 17:03:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/SFrancesco_big.jpg"</p><br/><p class"description">Il 4 ottobre si festeggia San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia; non tutti sanno che il Santo durante i suoi viaggi si fermò anche a Venezia.

Secondo la tradizione, nella primavera del 1220 ritornando dall’Oriente su una nave veneziana, Francesco cercò un luogo tranquillo dove fermarsi nel silenzio per pregare e riflettere. Arrivato su una piccola isola, proprietà del nobile veneziano Jacopo Michiel, fu accolto dal canto di una moltitudine di uccelli (come racconta il suo biografo san Bonaventura da Bagnoregio). L’isola dovrebbe essere quella che ora si chiama “San Francesco del Deserto”, dal momento che nel 1233 Jacopo Michiel donò l’isola ai frati minori, affermando che su di essa era già stata edificata una chiesetta dedicata a San Francesco.

Secondo un’altra leggenda il santo, prima di andarsene, avrebbe piantato qui il suo bastone da viaggio, che si sarebbe tramutato in un pino. L’albero, che si trovava nel giardino del convento, si seccò nel 1701 e dal suo tronco si ricavò una statua di san Francesco che fu posta nella chiesa. In un angolo dell’isola è ancora visibile una piccola edicola in cui sono conservati i resti dell’albero, nel punto esatto in cui si trovava. 
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      <title>La battaglia di Lepanto e la Cappella della Madonna del Rosario nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia</title>
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      <description>Il 7 ottobre del 1571 una lega Santa composta da vari stati cristiani, tra cui la Repubblica di Venezia, sconfisse in un’epica battaglia navale la flotta dei Turchi che minacciava di invadere l’Europa. La vittoria cristiana fu dovuta essenzial[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 09 Oct 2012 11:43:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Lepanto_big.jpg"</p><br/><p class"description">Il 7 ottobre del 1571 una lega Santa composta da vari stati cristiani, tra cui la Repubblica di Venezia, sconfisse in un’epica battaglia navale la flotta dei Turchi che minacciava di invadere l’Europa. La vittoria cristiana fu dovuta essenzialmente alle galere veneziane, comandate dal capitano Sebastiano Venier. Per ringraziare Dio i Veneziani costruirono nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo una cappella dedicata alla Madonna del Rosario, che si festeggia appunto il 7 ottobre. 

Costruita da Alessandro Vittoria, era un autentico gioiello ma nella notte fra il 15 e il 16 agosto 1867 un incendio la distrusse, insieme ai capolavori che conteneva (opere di Jacopo Tintoretto, Palma il Giovane, Leonardo Corona, Francesco Bassano, Domenico Tintoretto e altri). Vi si trovavano depositati, per restauro, anche il Martirio di San Pietro di Tiziano e la Madonna e Santi di Giovanni Bellini e andarono anch’essi perduti. Così si procedette alla sua ridecorazione utilizzando essenzialmente opere che provenivano da chiese distrutte e soppresse come l’Adorazione dei pastori, l’Assunta e l’Annunciazione di Paolo Veronese, ma anche opere di Gian Battista Zelotti , di Carlo e Benedetto Caliari (figlio e fratello del Veronese), di Bonifacio de’ Pitati, di Sante Peranda, e di Alessandro Varottari, detto il Padovanino; le sculture sono di Giacomo Piazzetta e Girolamo Campagna.

La Cappella del Rosario fu riaperta solennemente al pubblico nel 1959.
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      <title>Il mercato del pesce di Rialto e il film “The Tourist”</title>
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      <pubDate>Tue, 16 Oct 2012 10:47:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/TheTurist_big.jpg"</p><br/><p class"description">Nel 2010 Venezia è stata teatro delle riprese di un film con due tra le star più glamour di Hollywood: “ The Tourist” con Angelina Jolie e Johnny Depp.

Una delle location più riconoscibili del film è sicuramente il Mercato del pesce di Rialto, in cui la produzione ha deciso di girare di lunedì poiché è sempre chiuso in quel giorno. Il regista ha quindi scelto di filmare delle scene in Campo de la Pescaria dove stazionavano, oltre alla troupe, decine di comparse. L'attore protagonista del film, Johnny Depp, è stato impegnato in queste scene, mentre sul set era presente anche l'attore italiano Nino Frassica. 

La pescheria di Rialto è costituita da decine di banchetti posizionati sotto a due edifici in prossimità del Canal Grande. Essi furono costruiti in stile neogotico nel 1907 in sostituzione delle tettoie metalliche presenti nell'Ottocento. Il mercato del pesce si trova qui da quasi mille anni: la Repubblica di Venezia regolamentò fin dal 1173 la vendita del pesce con uno speciale editto che ne fissava le regole per il commercio. La Serenissima era particolarmente severa con chi vendeva il pesce sotto misura: ancora oggi presso la pescheria di Rialto si può infatti vedere una tabella in marmo bianco che indicava le lunghezze minime permesse per la vendita del pesce. 
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    </item>
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      <title>La Scala dei Giganti di Palazzo Ducale a Venezia</title>
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      <description>La Scala dei Giganti di Palazzo Ducale a Venezia era l’entrata ufficiale al Palazzo dei Dogi e fu eretta tra il 1483 e il 1491 su progetto di Antonio Rizzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo nome deriva dalle due statue marmoree del Sansovino raffiguranti Marte e Net[.....]</description>
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      <pubDate>Wed, 24 Oct 2012 11:40:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/ScalaGiganti_big.jpg"</p><br/><p class"description">La Scala dei Giganti di Palazzo Ducale a Venezia era l’entrata ufficiale al Palazzo dei Dogi e fu eretta tra il 1483 e il 1491 su progetto di Antonio Rizzo.

Il suo nome deriva dalle due statue marmoree del Sansovino raffiguranti Marte e Nettuno, qui poste nel 1567, che rappresentavano la potenza e il dominio di Venezia sulla terraferma (Marte) e sul mare (Nettuno). Lo scalone monumentale collega il cortile alla loggia interna del primo piano ed era il luogo in cui avveniva la cerimonia dell'incoronazione del Doge. 

Era quindi un luogo molto importante dal punto di vista simbolico e infatti qui fu decapitato con l’accusa di alto tradimento il doge Marino Falier il 17 aprile 1355.

Secondo la leggenda, le due statue di Marte e Nettuno furono fatte così grandi per sminuire la figura del Doge al momento dell’incoronazione, proprio perché dopo la triste vicenda di Marino Falier si voleva ricordare che il Doge era un uomo come gli altri e soprattutto punibile!
</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Il Casino degli Spiriti a Venezia</title>
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      <description>Se la notte di Halloween siete a Venezia e volete andare a caccia di fantasmi, vi consiglio di andare a fare un giro dalle parti del Casino degli Spiriti, situato lungo le fondamenta Gasparo Contarini a Cannaregio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In realt&amp;#224; si tratta dell[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 30 Oct 2012 14:58:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/CasinoFantasmi_big.jpg"</p><br/><p class"description">Se la notte di Halloween siete a Venezia e volete andare a caccia di fantasmi, vi consiglio di andare a fare un giro dalle parti del Casino degli Spiriti, situato lungo le fondamenta Gasparo Contarini a Cannaregio.

 In realtà si tratta della dependance di Palazzo Contarini dal Zaffo, che apparteneva nel ‘500 a Giuseppe Contarini, cardinale e famoso mecenate. 

Il Casino degli Spiriti, chiamato così perché ritenuto un luogo di ritrovo di spiriti irrequieti, è sempre stato considerato un luogo maledetto. Il fantasma più famoso che si dice apparisse spesso tra le sue stanze era quello di Luzzo, pittore del “500, che in quelle stanza si incontrava con Giorgione, Tiziano e Sansovino. Luzzo morì suicida a causa di un amore non corrisposto: si era follemente invaghito di una delle amanti del Giorgione, Cecilia. 

Gran parte delle dicerie sul palazzo sono forse dovute alla sua posizione isolata e il rumore della risacca unito al fischio del vento invernale che assomiglia ad un lugubre ululato.

Oggi la proprietà è suddivisa tra due istituzioni religiose ed è possibile chiedere alla portineria di visitare il bellissimo giardino.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Il buco del diavolo a Palazzo Soranzo a Venezia</title>
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      <pubDate>Tue, 06 Nov 2012 15:32:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/BucoDiavolo_big.jpg"</p><br/><p class"description">Vicino a San Marco a Venezia c’è un palazzo che ha sulla facciata un rilievo con un angelo scolpito e sopra di esso c’è uno strano buchetto, che ricorda un misterioso avvenimento del 1552. 

A quel tempo viveva qui un avvocato della Curia del Doge che si atteggiava a uomo pio ma in realtà si era arricchito sfruttando la povera gente. Una sera invitò a cena il frate Matteo da Bascio e gli mostrò una scimmia ammaestrata che teneva in casa; il frate riconobbe subito il Demonio e gli chiese perché si trovasse lì e lui rispose che aspettava di portarsi all’inferno l’anima dell’avvocato ma non ci riusciva perché quest’ultimo ogni sera recitava una preghiera alla Vergine. Il frate intimò allora al Diavolo di lasciare subito la casa e lui accettò solo a patto di fare qualche danno, e così uscì dalla parete facendo un buco. L’avvocato si pentì allora dei suoi peccati e fece mettere l’edicola con l’angelo in modo che il Demonio non potesse più entrare nel palazzo dal buco nel muro.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>La festa di San Martino a Venezia l’11 novembre </title>
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      <description>Se l’11 di novembre andate in giro per Venezia potreste imbattervi in gruppi di ragazzini che battono pentole e coperchi per festeggiare San Martino…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La festa di San Martino &amp;#232; una festa molto importante a Venezia e di lunga tradizione. Il c[.....]</description>
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      <pubDate>Fri, 09 Nov 2012 13:41:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/SanMartino_big.jpg"</p><br/><p class"description">Se l’11 di novembre andate in giro per Venezia potreste imbattervi in gruppi di ragazzini che battono pentole e coperchi per festeggiare San Martino…

La festa di San Martino è una festa molto importante a Venezia e di lunga tradizione. Il culto di questo Santo è infatti molto antico, dal momento che la chiesa omonima fu fondata addirittura nell’VIII secolo, forse da rifugiati dalla città di Ravenna, dove il culto era molto sentito.

Anticamente era consuetudine nel giorno della festa di San Martino mangiare i prodotti di stagione, come castagne e vino, poi invece diventò una festa legata ai bambini che, come i coetanei anglosassoni nel giorno di Halloween, andavano in giro in cerca di dolcetti.

Nonostante sia purtroppo una tradizione che sta scomparendo, l’11 novembre si possono incontrare ancor oggi in giro per Venezia bambini con corone di carta in testa che fanno un gran baccano battendo pentole e coperchi con mestoli di legno e contando sulla generosità e sulla simpatia dei negozianti per ottenere qualche monetina.

Inoltre le pasticcerie espongono nelle vetrine i deliziosi “San Martini”, dolcetti fatti di pasta frolla, ricoperti di glassa, cioccolata e caramelle e che rappresentano il Santo a cavallo mentre si appresta a tagliare il mantello per offrirlo al poverello. Ma anche le vere mamme veneziane lo cucinano per i loro bambini e non solo…
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La Sacrestia della Basilica della Salute a Venezia</title>
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      <description>Ogni anno il 21 novembre dal 1631 i veneziani si recano a visitare la Basilica di Santa Maria della Salute, di fronte a San Marco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un vero e proprio pellegrinaggio, perch&amp;#233; la chiesa fu edificata dal famoso architetto Baldassarr[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 20 Nov 2012 11:57:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/Salute_big.jpg"</p><br/><p class"description">Ogni anno il 21 novembre dal 1631 i veneziani si recano a visitare la Basilica di Santa Maria della Salute, di fronte a San Marco.

Si tratta di un vero e proprio pellegrinaggio, perché la chiesa fu edificata dal famoso architetto Baldassarre Longhena per ringraziare la Vergine della fine di una terribile pestilenza. Così in quella data gli abitanti di Venezia, e non solo, attraversano un ponte costruito appositamente per la ricorrenza per accendere una candela, dire una preghiera o semplicemente girare fra i banchi di dolci che vengono allestiti intorno alla Basilica. In quest’occasione è possibile anche accedere alla zona dietro l’altar maggiore e visitare la Sacrestia, chiusa al pubblico per il resto dell’anno.

Qui sono raccolte alcune opere di Tiziano come San Marco in trono, con i santi Cosma, Damiano, Sebastiano e Rocco (1511-12) insieme a sue opere più tarde sul soffitto: Caino ed Abele, Il sacrificio di Abramo ed Isacco, Davide e Golia.

 Vi si può ammirare anche la grande tela di Tintoretto Le nozze di Cana (1561) e opere di altri importanti artisti come Alessandro Varotari detto "il Padovanino", Pietro Liberi, Giuseppe Porta detto "il Salviati" e Jacopo Palma il Giovane. 
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>“Il mercante di Venezia” nell’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/il_mercante_di_venezia_nellisola_di_san_giorgio_maggiore_a_venezia/</link>
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      <pubDate>Tue, 27 Nov 2012 12:29:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/MercanteVenezia_big.jpg"</p><br/><p class"description">La celebre opera di Shakespeare, “il Mercante di Venezia”, ha avuto una splendida trasposizione cinematografica nel 2004, interpretata dal grande attore Al Pacino, nei panni di Shylock. Quasi tutto il film è stato girato nella città lagunare e tra i set più belli c’è sicuramente l’ex monastero benedettino di San Giorgio Maggiore- ora sede della Fondazione Giorgio Cini- che si trova su una piccola isola di fronte a San Marco, raggiungibile col vaporetto n°2.

In questo splendido luogo, sede di un monastero dal X secolo e ricostruito in forme rinascimentali dal celebre architetto Andrea Palladio a metà ‘500, sono state girate le scene ambientate nel palazzo di Porzia (interpretata dall’attrice Lynn Collins). Porzia infatti accoglie il suo innamorato Bassanio (l’attore Joseph Finnes) affacciandosi dallo splendido scalone del monastero, costruito dal famoso architetto Baldassarre Longhena nel 1643. Lo scalone, decorato con preziosi intarsi marmorei, è costituito da due rampe, arricchite da tre statue allegoriche entro nicchie: la Giustizia, la Carità e, al centro, Venezia.

L’antico monastero è visitabile il sabato e la domenica con una guida.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il palazzo sul Canal Grande del Conte di Carmagnola decapitato per tradimento</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/il_palazzo_sul_canal_grande_del_conte_di_carmagnola_decapitato_per_tradimento/</link>
      <description>Accanto alla fermata di San Stae sul Canal Grande a Venezia c’&amp;#232; un giardino dall’aspetto tetro e abbandonato. L&amp;#236; un tempo sorgeva un palazzo che nel 1415 la Signoria di Venezia don&amp;#242; a Francesco Bussone conte di Carmagnola, il condottiero capo [.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 04 Dec 2012 13:38:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/PalazzoCarmagnola_big.jpg"</p><br/><p class"description">Accanto alla fermata di San Stae sul Canal Grande a Venezia c’è un giardino dall’aspetto tetro e abbandonato. Lì un tempo sorgeva un palazzo che nel 1415 la Signoria di Venezia donò a Francesco Bussone conte di Carmagnola, il condottiero capo delle milizie della Serenissima. 

Il favore nei suoi confronti non durò tuttavia molto e anzi la Signoria di Venezia ordinò che fosse decapitato in Piazza San Marco dopo un mese di prigione con l’accusa di tradimento. Il fatto risaliva alla vittoriosa battaglia di Maclodio, quando il Carmagnola liberò inspiegabilmente molti prigionieri milanesi essendo ancora legato al Duca di Milano che aveva servito prima di passare al servizio della Serenissima. 

Nel 1820 Alessandro Manzoni scrisse su questo sfortunato personaggio una famosa tragedia, in cui descriveva il Carmagnola come una vittima innocente dell’invidia altrui. Da recenti studi storici sembra invece che il Conte abbia effettivamente tradito la Repubblica di Venezia per il denaro dei milanesi. 

Il suo palazzo passò in varie mani e fu più volte rimaneggiato finché nell’800, quando era di proprietà della prestigiosa famiglia dei Contarini, fu del tutto distrutto da un incendio…. La maledizione del Conte di Carmagnola aveva colpito ancora! Ormai non rimane che il giardino, uno dei pochi superstiti sul Canal Grande.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Santa Lucia a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/santa_lucia_a_venezia/</link>
      <description>Il 13 dicembre, il giorno pi&amp;#249; corto dell’anno, si festeggia Santa Lucia, la santa protettrice della vista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti coloro che vengono a visitare Venezia spesso si chiedono come mai la Stazione Ferroviaria della citt&amp;#224; si chiami appunto “Venezi[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 11 Dec 2012 13:05:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/SLucia_big.jpg"</p><br/><p class"description">Il 13 dicembre, il giorno più corto dell’anno, si festeggia Santa Lucia, la santa protettrice della vista.

Tutti coloro che vengono a visitare Venezia spesso si chiedono come mai la Stazione Ferroviaria della città si chiami appunto “Venezia Santa Lucia”…..

Il motivo è molto semplice: dove ora c’è la stazione, edificio costruito a partire dal 1934 da Angelo Mazzoni, un tempo c’era una chiesa con convento, dedicata appunto a Santa Lucia, e lì vi si trovavano anche custodite le reliquie della martire siracusana, trafugate da Costantinopoli durante la Quarta Crociata (1204).

Se siete interessati a vedere le reliquie, ora si trovano nella vicina chiesa di San Geremia. Se avete invece la curiosità di sapere come fosse la chiesa di Santa Lucia prima della sua demolizione, avvenuta nel 1861, allora andate a visitare la mostra su Francesco Guardi, che è allestita al museo Correr fino al 6 gennaio 2013.

Tra le numerose vedute della città di Venezia e del Canal Grande raffigurate da questo pittore nel ‘700, ne troverete anche una che vi mostra questa chiesa ormai scomparsa.

Ancora oggi nel piazzale antistante la stazione si può vedere una lapide, incastonata nel selciato, che ricorda il punto esatto dove sorgeva la chiesa di Santa Lucia.
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      <title>Il freddo a Venezia e la laguna gelata</title>
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      <description>Se in questi giorni siete a Venezia e vi sembra che faccia davvero tanto freddo sappiate che nel passato pi&amp;#249; di una volta le temperature si sono abbassate cos&amp;#236; tanto da far ghiacciare la Laguna!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come accadde per esempio nel dicembre del 170[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 18 Dec 2012 12:28:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2012/Curiosita/LagunaGelata_big.jpg"</p><br/><p class"description">Se in questi giorni siete a Venezia e vi sembra che faccia davvero tanto freddo sappiate che nel passato più di una volta le temperature si sono abbassate così tanto da far ghiacciare la Laguna!

Come accadde per esempio nel dicembre del 1708, quando venne in visita a Venezia il re di Danimarca e Norvegia Federico IV. Secondo la leggenda popolare fu proprio il suo arrivo dal freddo Nord a portare neve e gelo così inusuali. In quell’occasione infatti la Laguna ghiacciò totalmente e, per alcuni giorni, fu possibile arrivare in terraferma con carri e slitte!

Per avere un’idea di come dovesse apparire la Laguna in occasione di questo evento così raro, si può andare a visitare la Pinacoteca della Fondazione Querini Stampalia, dove è esposto il quadro “La laguna ghiacciata alle Fondamenta Nuove nel 1708”, di anonimo pittore veneto.

La Fondazione Querini Stampalia è l’unico esempio a Venezia di Palazzo nobiliare che ha mantenuto intatte nei secoli la sua collezione di opere d’arte e la sua biblioteca. Inoltre i giardini e il pian terreno sono stati restaurati da Carlo Scarpa negli anni ’60.

Questo museo è il luogo ideale per chi voglia visitare un’autentica dimora patrizia a Venezia.
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      <title>La festa di Santo Stefano a Venezia</title>
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      <description>In passato a Venezia i festeggiamenti per il Natale duravano fino al 26 dicembre, giorno di Santo Stefano. Infatti dopo aver ascoltato la messa serale del 25 dicembre nella Basilica di San Marco, il Doge con tutto il suo seguito attraversava i[.....]</description>
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      <pubDate>Mon, 24 Dec 2012 10:11:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//san_giorgio_big.png"</p><br/><p class"description">In passato a Venezia i festeggiamenti per il Natale duravano fino al 26 dicembre, giorno di Santo Stefano. Infatti dopo aver ascoltato la messa serale del 25 dicembre nella Basilica di San Marco, il Doge con tutto il suo seguito attraversava il bacino di San Marco grazie ad una galleria, allestita per l’occasione, per raggiungere la vicina isola di San Giorgio Maggiore, dove si trova la chiesa omonima.

L’isola di San Giorgio Maggiore è sede di uno dei più antichi monasteri benedettini di Venezia, dal momento che esso venne fondato addirittura nel X secolo, mentre la chiesa dedicata a San Giorgio risalirebbe addirittura all’VIII. Il complesso, ora sede della Fondazione Giorgio Cini, fu totalmente ricostruito in forme rinascimentali dal famoso architetto Andrea Palladio nella seconda metà del ‘500. 

Nella chiesa il doge venerava le reliquie di Santo Stefano protomartire, custodite lì dal 1109. Durante il giorno seguente il Doge banchettava con tutto il suo seguito in Piazza San Marco mentre nobili e popolani sfilavano mascherati. Il giorno di Santo Stefano segnava infatti l’inizio del Carnevale di Venezia, che era dunque lunghissimo, dal momento che si concludeva il mercoledì delle ceneri (in marzo o aprile).
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      <title>La Torre dell’Orologio in Piazza San Marco a Venezia il giorno dell’Epifania</title>
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      <description>Se il giorno dell’Epifania siete a Venezia, non mancate di andare a mezzogiorno in Piazza San Marco e allo scoccare dell’ora guardate la Torre dell’orologio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 6 gennaio &amp;#232; infatti l’unico giorno dell’anno in cui avviene la processione dei [.....]</description>
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      <pubDate>Fri, 04 Jan 2013 10:50:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/Epifania_big.jpg"</p><br/><p class"description">Se il giorno dell’Epifania siete a Venezia, non mancate di andare a mezzogiorno in Piazza San Marco e allo scoccare dell’ora guardate la Torre dell’orologio.

Il 6 gennaio è infatti l’unico giorno dell’anno in cui avviene la processione dei Magi davanti alla statua della Vergine. Si tratta di statue di legno meccaniche, un angelo che suona una tromba e i tre Re Magi che, trascinati da un meccanismo a binario lungo la piattaforma semicircolare posta sopra al quadrante, escono dal pannello delle ore, passano davanti alla Madonna col Bambino e rientrano poi nella Torre attraverso il pannello laterale dei minuti, situato dal lato opposto dell'Orologio. Le statue non sono quelle originali del 1499 ma una loro copia fedele realizzata nel XVIII secolo.

La Torre dell’orologio fu costruita tra il 1496 e il 1499 dall'architetto Mauro Codussi, mentre le due ali laterali furono aggiunte nel ‘700. Il complesso sistema dell’orologio, che segna ora, giorno, fasi lunari e zodiaco, fu creato dall’orologiaio emiliano Giancarlo Ranieri a partire dal 1493; secondo la leggenda, quando l’orologiaio ebbe terminato il suo capolavoro, gli Inquisitori di Stato lo fecero accecare, in modo che non potesse mai più costruirne uno uguale.
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      <title>I Giardini pubblici di Venezia e l’Inquisizione</title>
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      <pubDate>Tue, 15 Jan 2013 10:54:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/GiardiniVe_big.jpg"</p><br/><p class"description">I Giardini pubblici di Venezia, dove si trovano anche i famosi padiglioni della Biennale, è un luogo perfetto per chi vuole rilassarsi passeggiando fra i viali alberati, lontano dalla confusione di Piazza San Marco. Ma dove ora si apre l’ingresso ai Giardini un tempo sorgeva un luogo decisamente poco rilassante: la chiesa dedicata a San Domenico, con annesso un grande convento domenicano che dal 1560 era la sede dell’Inquisizione a Venezia.

L’Inquisizione a Venezia svolse molti processi contro personaggi stravaganti, alchimisti, maghi, astrologi ma soprattutto eretici, ebrei e marrani (ebrei ufficialmente convertiti al cattolicesimo ma che continuavano a professare in segreto la loro antica religione), da sempre categorie scomode e "sospette", periodicamente vittime di ondate di intolleranza.

Davanti alla chiesa c’era il ponte di San Domenico (demolito quando è stato interrato il canale per creare Via Garibaldi) e ogni anno, il 29 aprile, giorno di Santa Caterina da Siena monaca domenicana, su questo ponte avveniva il rogo dei libri proibiti. L’indice dei libri proibiti era un elenco di testi il cui contenuto veniva considerato dall'autorità ecclesiastica non corretto sul piano strettamente teologico, se non addirittura immorale.

Per decreto del governo napoleonico nel 1797 la Santa Inquisizione a Venezia fu abolita e nel 1806 il complesso conventuale di San Domenico fu interamente demolito, insieme ad altre chiese, per costruire i nuovi Giardini pubblici, su progetto dell’architetto Giannantonio Selva.
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      <title>La Scuola Grande di San Rocco a Venezia come set del film ‘Casanova’</title>
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      <pubDate>Tue, 22 Jan 2013 16:06:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/SanRocco_big.jpg"</p><br/><p class"description">Nel 2005 a Venezia è stato girato il film “Casanova”, diretto dal regista Lasse Hallström e interpretato dal compianto Heath Ledger. Tra le molte location usate per il film, ce n’è una che non tutti riconoscono immediatamente: la Sala del Capitolo della Scuola Grande di San Rocco. Nella prima parte del film infatti il Doge organizza un ballo mascherato a Palazzo Ducale, a cui partecipa anche Giacomo Casanova. Tuttavia la sala usata non è tra quelle del celebre Palazzo Ducale ma la Sala del Capitolo della Scuola Grande di San Rocco, che presenta una decorazione al soffitto e alle pareti molto ricca e lussuosa, ideale per rappresentare gli interni di un antico palazzo veneziano.

In realtà però la sala venne creata per uno scopo totalmente diverso, dal momento che la Scuola Grande di San Rocco era una confraternita religiosa di devoti al Santo protettore contro le pestilenze. Questo grandioso Salone fu realizzato fra il 1524 e il 1546, e decorato da 35 dipinti del celebre pittore Jacopo Tintoretto: sul soffitto abbiamo episodi dell’antico Testamento, mentre alle pareti ci sono tele che raccontano la vita di Cristo. La Scuola Grande di San Rocco, uno dei monumenti più incredibili di Venezia, è visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30.
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      <title>La storia del Volo dell’Angelo dal Campanile di San Marco durante il Carnevale di Venezia</title>
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      <description>Il 3 febbraio 2013, la seconda domenica del Carnevale di Venezia, tutti si raduneranno a Piazza San Marco per assistere al famoso volo dell’Angelo. La vincitrice del concorso di bellezza delle “Marie” del Carnevale 2012 si lancer&amp;#224; dal Campanil[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 29 Jan 2013 10:37:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/Colombina_big.jpg"</p><br/><p class"description">Il 3 febbraio 2013, la seconda domenica del Carnevale di Venezia, tutti si raduneranno a Piazza San Marco per assistere al famoso volo dell’Angelo. La vincitrice del concorso di bellezza delle “Marie” del Carnevale 2012 si lancerà dal Campanile di San Marco attaccata ad una fune per raggiungere Palazzo Ducale. 

Non tutti sanno però che questo volo ha una tradizione molto antica e in un certo senso tragica. Infatti, verso la metà del Cinquecento, durante il Carnevale di Venezia un giovane acrobata turco riuscì, aiutato solo da un bilanciere, ad arrivare alla cella campanaria del campanile di San Marco camminando sopra una lunghissima fune che partiva da una barca ancorata sul molo della Piazzetta. Nella discesa, invece, raggiunse la balconata del Palazzo Ducale, porgendo gli omaggi al Doge.

Dopo il successo di questa spettacolare impresa, subito denominata Svolo del turco, l'evento, che solitamente si svolgeva il Giovedì Grasso, fu richiesto e programmato come cerimonia ufficiale anche per le successive edizioni, con tecniche simili e con forme che con gli anni subirono numerose varianti. Ma nel 1759, l'esibizione finì in tragedia: ad un certo punto, l’acrobata si schiantò al suolo tra la folla inorridita. Probabilmente a causa di questo grave incidente, l’evento, svolto con queste modalità, fu vietato. Da quel momento il programma si svolse sostituendo l’acrobata con una grande colomba di legno che nel suo tragitto, partendo sempre dal campanile, liberava sulla folla fiori e coriandoli.
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      <title>Il Casino Sagredo a Venezia</title>
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      <pubDate>Tue, 05 Feb 2013 16:38:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/CasinoSagredo_big.jpg"</p><br/><p class"description">Venezia è sempre stata famosa per la grandiosità delle sue feste, soprattutto nel periodo del Carnevale. Ma anche le feste dei privati, soprattutto i ricchi patrizi, erano caratterizzate da un’ incredibile eleganza e anche da un lusso sfrenato.

I nobili veneziani creavano nei loro palazzi per le loro feste private degli ambienti appositi, chiamati ‘casini’. A Venezia ne sono rimasti pochi e nessuno è paragonabile al ‘Casino Sagredo’, che fa parte dell’hotel Ca’ Sagredo a Santa Sofia.

Si tratta di una serie di sei stanze ornate da stucchi e bassorilievi rappresentanti uccelli, animali esotici, simboli delle arti e trofei dalle tinte tenui. In una delle stanze si trovano rappresentati ai quattro angoli gli emblemi della pittura, della scultura, della musica e dell’architettura mentre sul soffitto appaiono tre comparti paesaggistici. 
La decorazione, tra le più pregevoli del primo Settecento a Venezia, è stata effettuata dagli artisti luganesi Carpoforo Mazzetti e Abbondio Stazio nel 1718. Dai sei diversi ambienti del Casino sono state ricavate due eleganti suite, complete di saloncino, che traggono il nome dai soggetti delle decorazioni. 
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      <title>Giuseppe De Nittis in mostra a Padova</title>
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      <description>A Palazzo Zabarella, le mostre del 2013 seguiranno la linea dei grandi eventi ospitati negli ultimi anni, dedicati al fascino della pittura italiana del XIX secolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visto il successo di questi grandi eventi, Giuseppe De Nittis a Padova rap[.....]</description>
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      <pubDate>Wed, 06 Feb 2013 17:47:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/DeNittis_big.jpg"</p><br/><p class"description">A Palazzo Zabarella, le mostre del 2013 seguiranno la linea dei grandi eventi ospitati negli ultimi anni, dedicati al fascino della pittura italiana del XIX secolo. 

Visto il successo di questi grandi eventi, Giuseppe De Nittis a Padova rappresenterà la straordinaria apertura delle mostre a Palazzo Zabarella 2013. Prendendo come riferimento la recente rassegna al Petit Palais, la mostra De Nittis a Padova vuole fornire ulteriori spunti per la comprensione di questo grandissimo artista dell’Ottocento europeo presentando alcuni dipinti di Giuseppe De Nittis non presenti a Parigi.

Preannunciato come uno dei più importati eventi espositivi mai dedicati a De Nittis e come una delle più affascinanti mostre a Padova 2013, dal 19 gennaio al 26 maggio De Nittis ospiterà 120 splendidi quadri di Giuseppe De Nittis, opere provenienti dai prestigiosi musei e collezioni pubbliche francesi ed italiane, come la Pinacoteca ‘Giuseppe De Nittis’ di Barletta – con i dipinti donate dalla vedova dopo la prematura morte dell’artista - il Musée Carnavalet di Parigi, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze, la Galleria d’Arte Moderna di Milano, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia e molti altri. 

Dopo aver affascinato la Parigi di fine Ottocento – presentando ben 11 opere all’Esposizione Universale del 1878 – a Palazzo Zabarella, De Nittis si appresta a conquistare definitivamente anche il vasto pubblico italiano.

Ambito dai più grandi collezionisti internazionali e molto apprezzato dalla critica, De Nittis ha saputo cogliere le grandi novità dell’Impressionismo francese interpretandole col suo gusto e la sua sensibile personalità, raggiungendo con loro quell’autonomia dell’arte alla base della modernità. Un italiano di successo nella Parigi di fine XIX secolo.

Un successo raggiunto con determinazione e solitudine: la vita di Giuseppe De Nittis è la classica vita di molti artisti dell’epoca. Cresciuto dai nonni ed osteggiato dalla famiglia che considerava l’arte una vocazione per perditempo, Giuseppe De Nittis riesce comunque a frequentare la Scuola di pittura di Napoli trasferendosi poi a Firenze dove entra in contatto con i Macchiaioli. A 21 anni si trasferisce a Parigi dove trova l’amore e si afferma come artista: salvo qualche soggiorno londinese, la capitale francese diventerà la sua casa fino alla prematura scomparsa avvenuta a soli 38 anni. 

Dalle sue opere è possibile cogliere tutta la sensibilità di Giuseppe De Nittis, un arte che mescola i Macchiaioli alle novità impressioniste e a suggestivi influssi giapponesi nei temi più vari e diversi, dai ritratti alle scene d’interno – tra le opere più acclamante di Giuseppe De Nittis Il salotto della principessa Matilde, 1883 - fino a vedute en plein air e frenesia della vita cittadina. Le opere di Giuseppe De Nittis parlano di un mondo in continuo cambiamento colto con velature psicologiche e con l’esclusiva raffinatezza che contraddistingue il tratto di questo grande artista.

Nella splendida cornice di Palazzo Zabarella a Padova, la straordinaria arte di Giuseppe De Nittis riporterà in vita lo spirito e l’intensità della frizzante atmosfera di fine Ottocento grazie ad una mostra senza precedenti, che mette in luce le particolarità di questo grande artista capace di trasmettere emozioni coniugando la tradizione italiana alle novità dell’arte europea.

Dai cieli francesi alle nebbie inglesi fino agli scenari del Vesuvio, passando per la frenesia della vita parigina all’aperto o nei salotti più esclusivi: le opere di Giuseppe De Nittis rappresentano un affascinante viaggio tra luoghi lontani e atmosfere ormai dimenticate… Non mancare a questo grande evento ed approfitta dell’occasione per prenotare uno dei numerosi alberghi a Padova e regalarti qualche giorno in questa splendida città!
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      <title>La festa di giovedì grasso a Piazza San Marco a Venezia</title>
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      <pubDate>Thu, 07 Feb 2013 16:03:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/Giovedigrasso_big.jpg"</p><br/><p class"description">A Venezia, ai tempi dei dogi, le celebrazioni per il Carnevale erano tante e decisamente spettacolari.

Nella giornata del giovedì grasso veniva allestita in Piazzetta San Marco, davanti a Palazzo Ducale, una specie di macchina lignea dalla quale di sera si sparavano variopinti fuochi d’artificio e inoltre alcuni equilibristi davano prova delle loro capacità esibendosi nelle “forze d’Ercole”, una specie di piramide umana che si alzava sopra un tavolato montato su panche, mentre altri si calavano dal campanile di San Marco tramite cavi collegati al molo e alla loggia dello stesso Palazzo Ducale, per completare il loro volo direttamente dal doge che assisteva ai festeggiamenti dalla finestra del palazzo.

In quell’occasione, come possiamo vedere in questo dipinto di Francesco Guardi della seconda metà del XVIII secolo conservato ora al Louvre, una grande folla di popolani si accalcava nella Piazzetta attorno alla macchina dei fuochi d’artificio per assistere allo spettacolo, mentre i nobili e gli altri invitati di un certo riguardo trovavano posto nella tribuna lignea che veniva allestita ai piedi di Palazzo Ducale.

Se volete farvi un’idea più precisa di cosa fossero le “forze d’Ercole” e non potete andare al Louvre, al museo Correr in Piazza San Marco, nella sala dedicata ai giochi, potrete ammirare un modellino di quest’incredibile prova di abilità e di equilibrio.
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    </item>
    <item>
      <title>L’elezione del Doge della Repubblica di Venezia</title>
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      <description>Se in questi giorni di campagna elettorale vi sembra che il sistema di voto italiano sia molto complicato, sentite un po’ come veniva eletto il doge della Repubblica di Venezia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il Maggior Consiglio si radunava e si mettevano in un’urna ta[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 19 Feb 2013 11:23:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/Doge_big.jpg"</p><br/><p class"description">Se in questi giorni di campagna elettorale vi sembra che il sistema di voto italiano sia molto complicato, sentite un po’ come veniva eletto il doge della Repubblica di Venezia!

 Il Maggior Consiglio si radunava e si mettevano in un’urna tante ballotte quanti erano i consiglieri con più’ di 30 anni; il consigliere più giovane si recava in Piazza San Marco e prendeva con sé il primo fanciullo che incontrava, che estraeva dall’urna una ballotta per ciascun consigliere e solo quei 30 a cui toccava la parola "elector" restavano nella sala. Le 30 ballotte venivano poi riposte nell’urna e solo 9 contenevano il biglietto; i 30 si riducevano così a 9, che si riunivano in una specie di conclave, durante il quale, con il voto favorevole di almeno 7 di loro, dovevano indicare il nome di 40 consiglieri. Col sistema delle ballotte contenenti il foglietto i 40 venivano ridotti a 12; questi, con il voto favorevole di almeno 9 di loro, ne eleggevano altri 25, i quali venivano ridotti di nuovo a 9 che ne avrebbero eletto altri 45 con almeno 7 voti favorevoli. I 45, sempre a sorte, venivano ridotti a 11, i quali con almeno 9 voti favorevoli, ne eleggevano altri 41 che finalmente sarebbero stati i veri elettori del Doge. Questi 41 si raccoglievano in un apposito salone dove ciascuno gettava in un’urna un foglietto con un nome. Ne veniva estratto uno a sorte e gli elettori potevano fare le loro eventuali obiezioni ed accuse contro il prescelto. Questi veniva poi chiamato a rispondere e a fornire le eventuali giustificazioni. Dopo averlo ascoltato si procedeva ad una nuova votazione; se il candidato otteneva il voto favorevole di almeno 25 elettori su 41, era proclamato Doge, se non si riuscivano ad ottenere questi voti si procedeva ad una nuova estrazione finché l’esito non risultasse positivo.
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    </item>
    <item>
      <title>Il Successo italiano a Parigi negli anni dell’Impressionismo: la Maison Goupil</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/il_successo_italiano_a_parigi_negli_anni_dellimpressionismo_la_maison_goupil/</link>
      <description>Tra le mostre a Rovigo 2013 merita una visita la grande esposizione ‘Il successo italiano a Parigi negli anni dell’Impressionismo: la Maison Goupil’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 23 febbraio al 23 giugno 2013, nella splendida location di Palazzo Roverella, Rovigo, [.....]</description>
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      <pubDate>Mon, 25 Feb 2013 10:23:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/SuccessoItaliano_big.jpg"</p><br/><p class"description">Tra le mostre a Rovigo 2013 merita una visita la grande esposizione ‘Il successo italiano a Parigi negli anni dell’Impressionismo: la Maison Goupil’.

Dal 23 febbraio al 23 giugno 2013, nella splendida location di Palazzo Roverella, Rovigo, una mostra inedita e molto affascinante presenta gli straordinari capolavori degli artisti italiani che collaborarono con la celebre Galleria Goupil di Parigi durante la seconda metà del XIX secolo. 

Per soddisfare le richieste della piccola e media borghesia che non poteva ancora permettersi l’acquisto di dipinti originali, il mercante d’arte Adolphe Goupil riuscì ad avviare un mercato mondiale di inedite riproduzioni: Goupil commissionava o acquistava splendide opere d’arte per poi riprodurle con le tecniche più moderne e rivenderle in tutto il mondo.

Pittori di diverse nazionalità e con stili molto diversi tra loro entrarono nell’orbita della Maison Goupil, dando vita ad una vera e propria forma di collezionismo che dominò il gusto borghese della Belle Epoque continuato anche nel secolo successivo. Tra gli artisti di Goupil gli italiani si dimostrarono i più richiesti, riuscendo a coniugare qualità, emozione e facile comprensione in piccoli formati di facile riproduzione.

Una grande mostra d’arte a Rovigo che riunirà per la prima volta inedite opere dell’Ottocento che sembrano quasi riportare in vita la frizzante atmosfera culturale parigina dell’epoca, tra scene di genere, interni ed esterni, vita quotidiana, vedute, paesaggi e ritratti.

La mostra a Rovigo, a Palazzo Roverella, è stata resa possibile grazie ad un lungo lavoro di ricerca e recupero volto ad identificare e trovare le originali opere riprodotte da Goupil, oggi sparse in tutto il mondo. Studiando i materiali al Getty Research Institute di Los Angeles – dove si trovano i registri originali dell’attività della Maison – e al Musée Goupil di Bordeaux - migliaia di foto ed incisioni appartenute alla galleria – Palazzo Roverella a Rovigo presenterà le opere d’arte originali accostate ad alcune delle splendide incisioni create da Goupil con formati e tecniche molto diverse tra loro – fotografia, incisione, fotoincisione e fotopittura dall’originale. 

Nello splendido Palazzo Roverella di Rovigo si cercherà di ricostruire l’attività dei circa cento artisti italiani che collaborarono con la Galleria Goupil in relazione al contesto sociale, artistico e storico dove trovò posto questo nuovo gusto borghese. Giuseppe De Nittis, Francesco Paolo Michetti, Antonio Mancini, Domenico Morelli, Giovanni Boldini, opere molto spesso esposte per la prima volta o riproposte al pubblico dopo moltissimo tempo, dipinti seguiti in infiniti passaggi di proprietà ed infine ritrovati in collezioni molto lontane da Parigi o dall’Italia... una straordinaria mostra sull’Ottocento a Rovigo che testimonia il prestigio ottenuto dagli artisti italiani a Parigi negli stessi anni in cui era attiva un’altra grandissima corrente artistica, l’Impressionismo. 

Da Giuseppe De Nittis a Rubens Santoro fino ad Alceste Campriani e Giovanni Boldini, dipinti di soggetto diverso che raccontano l’estrema maestria e la voglia di emergere dei nostri connazionali emigrati nella capitale francese. 

Una grandissima mostra di pittura a Rovigo che proporrà un dialogo continuo tra originali – molti dei quali presentano ancora timbri e targhette della Maison – e ‘copie’ arrivate a Rovigo dal Musée Goupil di Bordeaux: Mancini, Pasini, Sorbi, Simonetti, Morelli, De Nittis, Boldini, Corcos, Michetti, Tofano, Cambriani, e molti altri, oltre 40 dipinti corredati da incisioni e fonti documentarie che ne presentano la storia. 

Dopo gli oltre 40mila visitatori registrati nelle precedenti mostre a Palazzo Roverella, ‘Il successo italiano a Parigi negli anni dell’Impressionismo: la Maison Goupil’ si preannuncia giù come un altro grande successo per l’arte a Rovigo!</p>]]></content:encoded>
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      <title>La sala del Conclave a San Giorgio Maggiore a Venezia</title>
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      <description>Quando si sente la parola “conclave”, a tutti vengono in mente Roma e il Vaticano; ma anche Venezia fu sede di un conclave, dal dicembre 1799 al 14 marzo 1800. In quell’epoca infatti Roma era occupata dalle truppe napoleoniche e il papa preced[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 26 Feb 2013 17:50:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/SGiorgio_big.jpg"</p><br/><p class"description">Quando si sente la parola “conclave”, a tutti vengono in mente Roma e il Vaticano; ma anche Venezia fu sede di un conclave, dal dicembre 1799 al 14 marzo 1800. In quell’epoca infatti Roma era occupata dalle truppe napoleoniche e il papa precedente, Pio VI , era morto in esilio in Francia. Il governo austriaco scelse così la città di Venezia per procedere all’elezione del nuovo pontefice, dal momento che molti cardinali si erano rifugiati lì; l’elezione papale si svolse quindi nell’abbazia benedettina di San Giorgio Maggiore, che si trova su di una piccola isola di fronte al bacino di San Marco. Il conclave fu tenuto al primo piano del complesso monastico e, dopo più di tre mesi, i cardinali elessero il vescovo di Imola Barnaba Chiaramonti, che divenne papa col nome di Pio VII.

Il complesso monastico di San Giorgio Maggiore è diventato la sede della fondazione “Giorgio Cini” ma la chiesa è ancora tenuta da monaci benedettini che, su richiesta, mostrano la famosa sala in cui si tenne il conclave per l’elezione del papa. Essa è rimasta esattamente come la lasciarono i cardinali, tanto che sugli alti seggi di legno ci sono ancora scritti i loro nomi.
</p>]]></content:encoded>
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      <title>Elena Lucrezia Corner Piscopia: la prima donna laureata del mondo</title>
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      <pubDate>Tue, 05 Mar 2013 13:02:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/1Laureata_big.jpg"</p><br/><p class"description">Le donne a Venezia si sono spesso distinte per il loro coraggio e le loro scelte non convenzionali; ne è un ottimo esempio Elena Lucrezia Corner Piscopia, la prima donna laureata al mondo.

Elena nacque nel 1646 e fu la quinta dei sette figli del nobile Giovan Battista Corner e della popolana Zanetta Boni. Il padre, uomo di grande cultura, quando si accorse delle qualità della figlia, ne favorì in tutti i modi la crescita culturale; Elena ebbe infatti i migliori insegnanti di greco, latino, scienze, filosofia e teologia, ma imparò anche l’ebraico e lo spagnolo da un rabbino. Ormai nota tra gli studiosi italiani per la sua erudizione, la Corner fu accolta in varie Accademie italiane e la sua fama si estese anche all'estero.

Dopo che Elena ebbe tenuto a Venezia una pubblica disputa di filosofia in lingua greca e latina, il padre Giovan Battista chiese che lo Studio di Padova assegnasse alla figlia la laurea in teologia, alla quale si oppose energicamente il vescovo di Padova, sostenendo che fosse «uno sproposito dottorar una donna» e che sarebbe stato un «renderci ridicoli a tutto il mondo». Ne nacque un conflitto tra il vescovo e il Corner, che si risolse con il compromesso di far laureare Elena in filosofia: il 25 giugno 1678 la Corner sostenne la sua dissertazione e fu accolta nel Collegio dei medici e dei filosofi dello Studio padovano, benché non potesse comunque, in quanto donna, esercitare l’insegnamento.
Stabilitasi a Padova, già seriamente malata, vi morì a soli trentotto anni.

Pensate che oltre a una sua statua nella sede dell’università di Padova (il "Bo") e una piccola targa su un muro del palazzo in cui nacque sul Canal Grande (oggi sede del municipio di Venezia), le è stato dedicato un cratere di 26 km di diametro sul pianeta Venere e nella biblioteca del Vassar College a Poughkeepsie (NY) è ricordata in una vetrata a colori.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Primavera del Prosecco 2013</title>
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      <description>Giunta alla sua 18&amp;#176; edizione, la Primavera del Prosecco 2013 torna dal 16 marzo al 23 giugno con moltissimi eventi in provincia di Treviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dedicati al gusto e alla scoperta dei rinomati prodotti della Marca di Treviso, gli appuntamenti del[.....]</description>
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      <pubDate>Mon, 11 Mar 2013 09:58:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Prosecco_big.jpg"</p><br/><p class"description">Giunta alla sua 18° edizione, la Primavera del Prosecco 2013 torna dal 16 marzo al 23 giugno con moltissimi eventi in provincia di Treviso.

Dedicati al gusto e alla scoperta dei rinomati prodotti della Marca di Treviso, gli appuntamenti della Primavera del Prosecco Superiore coinvolgeranno il più importate circuito enogastronomico del Veneto: la rinomata Strada del Prosecco e dei Vini dei Colli Conegliano – Valdobbiadene.

Erede della prima strada nazionale del vino istituita nel lontano 1966, la moderna strada del Prosecco coniuga la rinomata enogastronomia dell’alta Marca di Treviso a scenari bucolici di forte impatto emotivo, tra vigneti, piccoli paesi rurali e centri storici di notevole rilevanza artistica. I numerosi eventi del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano interesseranno diverse località della splendida provincia di Treviso valorizzando di volta in volta particolari sapori e prodotti locali. 

Nata come appuntamento prettamente enologico, la Primavera del Prosecco si è arricchita nel tempo di numerosi eventi sportivi, mostre d’arte ed appuntamenti dedicati al folclore locale che consentono al visitatore un contatto più profondo con la cultura e le usanze dei luoghi di produzione del Prosecco Superiore. Seguendo la tendenza degli ultimi anni, il ricco calendario della Primavera del Prosecco 2013 proporrà eventi di vario genere, tra sport, cultura, arte e gusto per presentare Treviso e la Marca Trevigiana in tutte le sue sfaccettature. 

Oltre a decantare l’indiscusso protagonista della manifestazione, il prosecco di Valdobbiadene, gli eventi inclusi nel programma della Primavera del Prosecco offriranno la possibilità di scoprire alcune delle più famose specialità della Provincia di Treviso, come prodotti tipici - radicchio, formaggi, olio, miele, insaccati - ed altri celebri vini prodotti dalla secolare cultura vinicola della zona, come il Valdobbiadene Superiore di Cartizze Docg, il Torchiato di Fregina Doc Colli di Conegliano, il Refrontolo Passito Doc Colli di Conegliano, il Verdisio e il Colli di Conegliano Doc bianco e rosso. 

Marca di Treviso: eventi Primavera del Prosecco 2013

-- Primavera del Prosecco a Santo Stefano - 44° Mostra Valdobbiadene Cartizze Docg (16.03-01.04.2013) 
-- Primavera del Prosecco a Col San Martino - 57° Mostra del Valdobbiadene Docg (23.03-14.04.2013)
-- Primavera del Prosecco a Villa di Cordignano - 49° Mostra dei Vini d’annata (23.03-01.04.2013)
-- Primavera del Prosecco a S. Pietro di Barbozza - 43° Mostra del Cartizze e Valdobbiadene Docg (30.03-14.04.2013)
-- Primavera del Prosecco a Vidor - 4° Rive di Colbertaldo e Vidor - Mostra del Valdobbiadene Docg (13.04-28.04.2013)
-- Primavera del Prosecco a San Giovanni - 11° Mostra Cartizze e Valdobbiadene Docg (13.04-25.04.2013)
-- Primavera del Prosecco a Miane - 35° Mostra del Conegliano - Valdobbiadene (13.04-01.05.2013)
-- Primavera del Prosecco a Guia - 45° Mostra Valdobbiadene Docg (20.04-05.05.2013)
-- Primavera del Prosecco a Fregona - 39° Mostra del Torchiato di Fregona (24.04-01.05.2013)
-- Primavera del Prosecco a Conegliano - 5° Mostra del Prosecco e dei Vini dei Colli di Conegliano (25.04-01.05.2013)
-- Primavera del Prosecco a Refrontolo - Mostra dei Vini 44° edizione - Esposizione del Refrontolo Passito docg e del Conegliano Valdobbiadene (27.04-12.05.2013)
-- Primavera del Prosecco a Combai - E’ Verdiso 24° Mostra del Vino e delle Grappe di Verdiso (03.05-12.05.2013)
-- Primavera del Prosecco a Corbanese - 44° Intercomunale del Vino Superiore dei Colli (18.05-02.06.2013)
-- Primavera del Prosecco a San Pietro di Feletto - 42° Mostra dei Vini di collina (25.05-09.06.2013)
-- Primavera del Prosecco a Vittorio Veneto - Serravalle - 5° Mostra dei Vini in Loggia (14.06.2013-23.06.2013)

Provincia di Treviso: eventi collegati alla Primavera del Prosecco - date:

- 14.04.2013 Prosecchissima 2013: granfondo nazionale di mountain bike(45 km) da Miane;
- 17.03/07.04/21.04.2013 Tarzeggiando 2013: passeggiata enogastronomica nella zona di Tarzo che unisce la scoperta del territorio ai prodotti tipici locali;
- 05.05.2013 Sbecotando 2013: itinerario enoturistico nella zona del Verdisio;
- 19.05.2013 Vino in Villa: Festival Internazionale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore nel Castello di San Salvatore a Susegana;
- 26.05.2013 RiveVive: percorso sensoriale tra le colline di Farra di Soligo, opportunità unica per conoscere le aziende vitivinicole locali ed alcuni interessanti siti storico-culturali;
- 30.06.2013 Canevando 2013: passeggiata guidata attraverso vigneti e colline per scoprire le cantine (‘caneve’ in dialetto) del Cartizze e del Valdobbiadene Docg e i diversi piatti tipici della cucina trevigiana con cui è possibile abbinarli;
- Ogni domenica su prenotazione Slowbike 2013: pedalate all’aria aperta per percorrere i vigneti e i borghi della Pedemontana Trevigiana.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>La collezione di tessuti Rubelli a Palazzo Corner Spinelli sul Canal Grande a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/la_collezione_di_tessuti_rubelli_a_palazzo_corner_spinelli_sul_canal_grande_a_venezia/</link>
      <description>Lo splendido palazzo rinascimentale Corner Spinelli sul Canal Grande &amp;#232; dal 1966 sede della prestigiosa azienda di tessuti di lusso Rubelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Collezione Storica e gli Archivi Rubelli raccolgono oltre 6000 documenti tessili databili tra la [.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 12 Mar 2013 11:20:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/Rubelli_big.jpg"</p><br/><p class"description">Lo splendido palazzo rinascimentale Corner Spinelli sul Canal Grande è dal 1966 sede della prestigiosa azienda di tessuti di lusso Rubelli.

La Collezione Storica e gli Archivi Rubelli raccolgono oltre 6000 documenti tessili databili tra la fine del XV e la prima metà del XX secolo.

Tra i documenti più antichi conservati vanno menzionati i frammenti di velluti di seta cesellati in oro, databili alla fine del ‘400, e un prezioso frammento di velluto “altobasso” cinquecentesco decorato dal motivo della rosetta sormontata da una corona: un tessuto esclusivamente utilizzato per le stole indossate dai Procuratori della Serenissima.

La collezione comprende anche broccatelli, damaschi e velluti decorati in maniera esuberante, caratterizzati 
da elaborati intrecci di racemi vegetali e floreali, vesti liturgiche e abiti del ‘700, tessili gusto impero e le prime produzioni Rubelli, tra cui i tessuti realizzati per la Casa Reale. Tra i tessuti novecenteschi si ricordano quelli disegnati dal famoso artista Gio Ponti.

La splendida collezione Rubelli è visitabile su prenotazione contattando l’azienda.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Bochaleri ai Giardini 2013</title>
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      <description>Dal 6 aprile al 20 ottobre, Bochaleri ai Giardini 2013 propone una serie di appuntamenti per far conoscere la lavorazione della ceramica e le numerose possibilit&amp;#224; offerte da questo antico ed autentico materiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diventato uno dei pi&amp;#249; intere[.....]</description>
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      <pubDate>Fri, 15 Mar 2013 10:00:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/bochaleri_big.jpg"</p><br/><p class"description">Dal 6 aprile al 20 ottobre, Bochaleri ai Giardini 2013 propone una serie di appuntamenti per far conoscere la lavorazione della ceramica e le numerose possibilità offerte da questo antico ed autentico materiale.

Diventato uno dei più interessanti eventi a Venezia degli ultimi anni, l’orifinale manifestazione promossa dall’associazione Bochaleri di Venezia si tiene a pochi passi dai Giardini della Biennale e prevede due o più appuntamenti al mese. 

Arrivata alla sua 11° edizione, Bochaleri ai Giardini include una ricca serie di eventi per riscoprire questa antica ‘arte povera’, nata combinando semplici elementi naturali, come terra, acqua e fuoco, a fantasia e creatività. Di fronte alla splendida Serra dei Giardini, sede dell’associazione Bochaleri, workshop, conferenze e laboratori coinvolgeranno il pubblico nella lavorazione della ceramica, tra contemporanea ed antica ceramica veneziana. 

Accanto agli appuntamenti interattivi, una straordinaria mostra di ceramica a Venezia presenterà l’ampia gamma di possibilità che offre la lavorazione della ceramica attraverso le eccezionali opere create dal genio dei ceramisti veneziani: perle, oggetti d’arredo, vasi, gioielli, piatti, … in uno dei più originali eventi a Venezia 2013! 

Bochaleri ai Giardini 2013, dalle 10 alle 18 nelle seguenti date:
6/21.04
4/19/29/30/31.05
1/16.06
6/21.07 
3/18.08 
7/15.09
5/20.10

Nata nel 2003, l'Associazione di ceramisti veneziani I Bochaleri riunisce in un unico soggetto circa sessanta artigiani ed appassionati della ceramica per promuovere la riscoperta dell’arte ceramica. L’associazione mira a diventare un punto di riferimento commerciale e documentale per il mondo della ceramica a Venezia, un laboratorio per conservare, sperimentare e diffondere le diverse tecniche di lavorazione della ceramica. 

Organizzate dai ceramisti veneziani per dare visibilità a questa inedita nicchia di artigianato ormai quasi dimenticata, Bochaleri ai Giardini si preannuncia uno degli immancabili eventi culturali a Venezia dei prossimi mesi!</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>San Giuseppe e la Festa del papà a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/san_giuseppe_e_la_festa_del_papa_a_venezia/</link>
      <description>Il 19 marzo &amp;#232; il giorno della festa del pap&amp;#224; nonch&amp;#233; il giorno in cui si festeggia San Giuseppe, il “pap&amp;#224;” appunto di Ges&amp;#249;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono innumerevoli rappresentazioni della Nativit&amp;#224; di Cristo ma in esse San Giuseppe ha sempre un ruolo marginale e[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 19 Mar 2013 10:57:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/SGiuseppe_big.jpg"</p><br/><p class"description">Il 19 marzo è il giorno della festa del papà nonché il giorno in cui si festeggia San Giuseppe, il “papà” appunto di Gesù.

Ci sono innumerevoli rappresentazioni della Natività di Cristo ma in esse San Giuseppe ha sempre un ruolo marginale e poco importante. Esiste però a Venezia un’incredibile eccezione: si tratta di un dipinto del famoso pittore settecentesco Giovanbattista Tiepolo, che rappresenta appunto la nascita di Gesù.

Nel quadro, infatti, è San Giuseppe a tenere il bambino e a cullarlo amorevolmente, proprio come un bravo papà, e il Santo viene aiutato da due piccoli angioletti, che stanno preparando i rotoli di stoffa per fasciarlo.

Quest’incredibile opera ornava un altare nella chiesa di San Zulian alle Mercerie di Rialto, proprio dedicata a San Giuseppe. Quando la chiesa divenne parte della parrocchia di San Marco all’inizio dell’800, il quadro del Tiepolo fu trasferito nella piccola chiesetta di San Teodoro che si trova accanto alla sacrestia della basilica. Pochi anni fa il patriarca Scola (ora arcivescovo di Milano e “papabile” successore di Benedetto XVI) lo scelse per decorare la nuova cappella allestita all’interno del palazzo patriarcale, dove si trova ancora adesso. 

Per visitare il Palazzo dei Patriarchi di Venezia, imponente edificio neoclassico a sinistra della medievale Basilica di San Marco, è necessario contattare l’ufficio della Pastorale per il turismo della Curia di Venezia.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il fantasma dei Giardini della Biennale a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/il_fantasma_dei_giardini_della_biennale_a_venezia/</link>
      <description>All’ingresso dei giardini vicino alla Biennale di Venezia c’&amp;#232; la statua dell’eroe risorgimentale Giuseppe Garibaldi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi notano per&amp;#242; che, dietro alla base della collinetta che regge la statua, c’&amp;#232; un altro personaggio, un garibaldino che[.....]</description>
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      <pubDate>Thu, 28 Mar 2013 09:36:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/Garibaldi_big.jpg"</p><br/><p class"description">All’ingresso dei giardini vicino alla Biennale di Venezia c’è la statua dell’eroe risorgimentale Giuseppe Garibaldi. 

Pochi notano però che, dietro alla base della collinetta che regge la statua, c’è un altro personaggio, un garibaldino che si chiamava Giuseppe Zolli. Questa statua fu aggiunta nel 1921, in seguito ad avvenimenti davvero singolari. Una notte un vecchietto della zona passava nelle vicinanze del monumento quando fu colpito molto forte sul braccio e, raccontando in seguito l’accaduto agli amici, sosteneva di essere stato colpito “un’ombra rossa”. Dopo che anche ad altri abitanti della zona capitarono simili disavventure, vennero mandate alcune guardie sul posto e, quando giunsero, furono sbalzati indietro da un’ombra rossa in cui riconobbero un garibaldino in camicia rossa. Un anziano che abitava lì vicino lo riconobbe: era Giuseppe Zolli, deceduto poco tempo prima, il quale durante la spedizione dei Mille aveva promesso a Garibaldi che avrebbe sempre vegliato su di lui anche dopo la sua morte. Allora gli abitanti fecero erigere una statua di Giuseppe Zolli che vegliava sul Generale e da quel momento il fantasma non si fece più vedere…</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Venezia tra ‘800 e ‘900 nelle fotografie di Tomaso Filippi</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/venezia_tra_800_e_900_nelle_fotografie_di_tomaso_filippi/</link>
      <description>Dal 30 marzo al 3 novembre 2013, la splendida Villa Pisani a Stra, Venezia, far&amp;#224; da cornice all’affascinante mostra di foto su Venezia di Tomaso Filippi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Venezia tra ‘800 e ‘900 nelle fotografie di Tomaso Filippi’ presenter&amp;#224; 150 fotografie[.....]</description>
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      <pubDate>Wed, 03 Apr 2013 10:25:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Tra800e900_big.jpg"</p><br/><p class"description">Dal 30 marzo al 3 novembre 2013, la splendida Villa Pisani a Stra, Venezia, farà da cornice all’affascinante mostra di foto su Venezia di Tomaso Filippi.

‘Venezia tra ‘800 e ‘900 nelle fotografie di Tomaso Filippi’ presenterà 150 fotografie storiche di Venezia per raccontare i diversi volti della città lagunare colti dallo spirito innovatore di questo grande fotografo del secolo scorso.

Oltre alle suggestive foto d’epoca su Venezia, la mostra a Villa Pisani – Stra – proporrà una scelta di stereoscopie proiettate in un ambiente appositamente allestito per dare ai visitatori l’idea di trovarsi davvero nella Venezia di passaggio tra ‘800 e ‘900. Considerato uno dei primi esempi di 3D, la stereoscopia prevede la realizzazione e la visione di immagini con una tecnica che trasmette un’illusione di tridimensionalità.

Con questa inedita mostra, il Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra, Venezia, prosegue il tema degli ultimi anni - la cultura figurativa veneta nel XIX e XX secolo - focalizzandosi sul filone della fotografia storica, già anticipato lo scorso anno con una piccola rassegna dedicata a Tomaso Filippi – ‘Arti e mestieri nell’obiettivo di Tomaso Filippi’ – a margine della mostra principale‘Nobiltà del lavoro. Arti e mestieri nella pittura veneta tra Ottocento e Novecento’.

Le straordinarie fotografie su Venezia proposte al Museo di Villa Pisani, Stra, tratte dal Fondo Fotografico Tomaso Filippi, mostrano tutta la creatività e l’originalità di questo affascinante pioniere della fotografia italiana.

L’archivio di Tomaso Filippi, donato all’IRE da una delle sue figlie, è considerato una delle fonti iconografiche più complete sulla storia sociale ed artistica di Venezia e del suo territorio: qualità e rarità di foto ed immagini di Venezia qui conservate rendono questo fondo una vera e propria miniera di informazioni sulla vita veneziana tra 1885 e 1920.

Oltre a questo, le numerose interazioni tra pittura e fotografia riscontrate nell’opera di Filippi aumentano l’importanza storica dei materiali conservati nell’Archivio Fotografico Tomaso Filippi all’IRE, rendendo questo inedito fotografo il soggetto ideale a cui dedicare una rassegna antologica di fotografia in un’epoca in cui la tecnica fotografica si pone come uno dei più importanti mezzi di comunicazione. 

Le suggestive foto di Venezia in bianco e nero o su carta colorata collocano la produzione di Tomaso Filippi in un momento di transizione della fotografia: tra inedite interpretazioni del vedutismo tradizionale – con la creazione di splendide foto panoramiche di Venezia e dintorni – e campagne fotografiche che documentano attività e realtà industriali nascenti, Filippi instaura importanti rapporti con numerosi artisti dell’epoca, che utilizzeranno gli studi di Filippi per la realizzazione dei loro quadri.

Molte delle foto di Tomaso Filippi a Venezia possono essere definite come un antenato dei moderni reportage, un vero e proprio documentario sulle condizioni sociali della città lagunare e delle isole che, grazie al realismo e alla naturalezza di queste spettacolari foto d’epoca di Venezia, rappresenta una vera e propria innovazione nel panorama italiano. 

La mostra di Villa Pisani a Stra – Venezia – offrirà oltre 140 foto storiche di Venezia, alcune esposte per la prima volta, suddivise in cinque sezioni: il ‘Paesaggio ottocentesco’ – fotografie all’albumina, originali colorate a mano; lo stesso paesaggio animato da figure; l’osmosi tra pittori e fotografi; foto di Venezia assimilabili ai moderni reportage; carrellata sui servizi da lui realizzati su commissione nel primo ‘900. Tra queste singolari ‘foto vecchie di Venezia’ vanno segnalati gli splendidi ‘notturni’, stampati su carta colorata e con interventi pittorici dell’autore. 

Esposte al Museo Nazionale di Villa Pisani anche alcuni strumenti utilizzati da Tomaso Filippi per realizzare questo straordinario corpus iconografico.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>I tesori del Battistero di San Marco a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/i_tesori_del_battistero_di_san_marco_a_venezia/</link>
      <description>Al riparo dalla confusione dei visitatori che ogni giorno affollano la basilica di San Marco a Venezia c’&amp;#232; il battistero, un luogo affascinante e pieno di tesori nascosti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi si pu&amp;#242; ammirare per esempio la tomba del doge Andrea Dandolo, col[.....]</description>
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      <pubDate>Wed, 03 Apr 2013 12:50:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/Battistero_big.jpg"</p><br/><p class"description">Al riparo dalla confusione dei visitatori che ogni giorno affollano la basilica di San Marco a Venezia c’è il battistero, un luogo affascinante e pieno di tesori nascosti.

Vi si può ammirare per esempio la tomba del doge Andrea Dandolo, colui che diede al Battistero il suo aspetto attuale nel corso del XIV secolo. Questo doge fu l’ultimo ad essere sepolto nella basilica di San Marco e il suo monumento funebre è un capolavoro di scultura gotica: opera dei De Sanctis, è decorato con bellissimi rilievi che rappresentano il Martirio di Sant’Andrea e di San Giovanni Evangelista, mentre sull’urna c’è il corpo disteso del doge.

Al centro della sala campeggia lo splendido fonte battesimale in marmo e bronzo, opera del celebre scultore rinascimentale Jacopo Sansovino, che realizzò a bassorilievo sul coperchio otto comparti che rappresentano quattro scene della vita del Battista e i quattro Evangelisti, in cima la statua di San Giovanni Battista, opera di Francesco Segala.

L’altare è costituito da un grosso masso di granito rosso, portato qui da Tiro nel 1126 e dal quale, secondo la tradizione, Cristo avrebbe parlato alle folle.

Non si può poi non parlare della splendida decorazione musiva, realizzata nel XIV secolo, che racconta la vita del Battista, tra cui campeggia la splendida scena della danza di Salomè.

Il battistero di San Marco a Venezia è visitabile dal martedì al sabato solo con il tour La Basilica di San Marco e i suoi Tesori , prenotabile online su www.venetoinside.com.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il film ‘Pane e Tulipani’ a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/il_film_pane_e_tulipani_a_venezia/</link>
      <description>Nel 1999 &amp;#232; stata girata a Venezia la deliziosa commedia romantica “ Pane e Tulipani”, diretta dal regista Silvio Soldini e interpretata da Licia Maglietta e Bruno Ganz.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se avete amato il film e state cercando le sue location, andate in Camp[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 09 Apr 2013 17:25:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Tulipani_big.jpg"</p><br/><p class"description">Nel 1999 è stata girata a Venezia la deliziosa commedia romantica “ Pane e Tulipani”, diretta dal regista Silvio Soldini e interpretata da Licia Maglietta e Bruno Ganz.

Se avete amato il film e state cercando le sue location, andate in Campo Santa Maria Nova a Venezia, vicino all’Ospedale civile, dove troverete (purtroppo chiusa da qualche anno) la bottega da fioraio in cui lavora la protagonista Rosalba. Sempre in questo campo è stata ambientata la scena finale del film dove, mentre varie coppie ballano, Rosalba pronuncia la battuta finale: “Non vorrei sembrarle precipitosa, ma... se ci dessimo del tu?».

Questo grazioso campo prende il nome dall’antica chiesa di Santa Maria Nova, distrutta nel 1852 dopo essere stata usata come magazzino durante l’occupazione francese: di questa chiesa si possono ancora ammirare due bellissime pale d’altare fatte a mosaico a fine ‘500 dal famoso mosaicista Erminio Zuccato, che lavorò anche ai mosaici della Basilica di San Marco. Queste due incredibili opere si trovano nel museo di San Marco, insieme a molte altre pregevoli opere d’arte. Il museo è aperto ogni giorno dalle 9.45 alle 16.45 e sono possibili anche visite guidate al suo interno, tra cui il tour prenotabile su venetoinside.com Il Museo di San Marco e la Basilica dall’alto .
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Manet. Ritorno a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/manet_ritorno_a_venezia/</link>
      <description>Dal 24 aprile al 18 agosto 2013 le splendide sale di Palazzo Ducale ospiteranno una delle pi&amp;#249; grandi mostre a Venezia 2013: circa ottanta disegni, dipinti ed incisioni di Edouard Manet, opere che presentano per la prima volta i profondi legami[.....]</description>
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      <pubDate>Fri, 12 Apr 2013 13:06:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Manet_big.jpg"</p><br/><p class"description">Dal 24 aprile al 18 agosto 2013 le splendide sale di Palazzo Ducale ospiteranno una delle più grandi mostre a Venezia 2013: circa ottanta disegni, dipinti ed incisioni di Edouard Manet, opere che presentano per la prima volta i profondi legami di questo immortale artista francese con la pittura italiana. 

Una straordinaria mostra su Manet a Venezia 2013, promossa dalla Fondazione Musei Civici Veneziani in collaborazione con il Musée d’Orsay di Parigi, per proporre un confronto tra Manet ed alcuni dei più grandi geni della pittura italiana con un’inedita chiave di lettura: una tesi innovativa che mira a rileggere la svolta rivoluzionaria di Manet, fino ad ora attribuita quasi esclusivamente alle influenze dell’arte spagnola.

Presentata in anteprima proprio a Venezia nella mostra su Manet 2013, questa nuova visione critica sulla produzione di Manet pone in primo piano i soggiorni a Venezia dell’artista - a più riprese tra il 1852 ed il 1874 - durante i quali il pittore francese entrò in contatto con i capolavori dell’arte veneta antica, un incontro che segnò la crescita artistica di Manet, influenzandola nel profondo.

La mostra ‘Manet. Ritorno a Venezia’ vuole approfondire i modelli culturali che influirono nei primi anni di produzione dell’artista: gli studi su Manet sono stati per lungo tempo focalizzati solo sui contributi dell’opera di Goya e Velàzquez - visti come unica ispirazione per la modernità di Manet e come modo per evadere dalla tradizione accademica - relegando ad un ruolo del tutto marginale la profonda passione che il genio francese nutriva verso l’arte italiana rinascimentale, un legame profondo che la mostra a Venezia presenta al mondo per la prima volta, forte dell’appoggio avuto dall’istituzione che oggi conserva il maggior numero di opere dell’artista, il Museo d’Orsay di Parigi.

Considerata una delle più grandi mostre d’arte a Venezia di tutti i tempi, ‘Manet. Ritorno a Venezia’ sarà la prima mostra in Italia dedicata al più importante artista della pittura pre-impressionista affiancato dalle opere di Tiziano, Carpaccio e Tintoretto da cui trasse ispirazione.

La mostra su Manet al Palazzo Ducale di Venezia presenterà alcuni dei più importanti dipinti di Manet - Colazione sull’erba, Olympia, Le Balcon, Le Fifre, La Lecture, Portrait de Mallarmé… - arrivati a Venezia da musei ed istituzioni culturali di tutto il mondo, tra cui il Musée d’Orsay, il Metropolitan Museum di New York, il Courtauld Institute di Londra, The Museum of Fine Arts di Boston, The National Gallery di Washington, l’Art Institute di Chicago, lo Städel Museum di Francoforte e molti altri, senza dimenticare il contributo di numerosi collezionisti privati.

Questa innovativa interpretazione di Manet a Venezia mostra, attraverso i suoi più grandi capolavori, le sue stravaganti rielaborazioni di affreschi, sculture e dipinti che l’artista francese poté ammirare durante i suoi soggiorni in Italia, spunti reinterpretati con l’audacia e la modernità che caratterizza tutta la produzione artistica di Manet. Ad uno sguardo attento anche nella pittura religiosa - dove le influenze spagnole si fanno più accentuate - e nelle nature morte - fedeli alla tradizione fiamminga - è possibile scorgere il ricordo dei suoi viaggi in Italia. 

Qualche esempio degli affascinanti accostamenti proposti a Palazzo Ducale con Manet: Il Balcone, celebre opera realizzata tra il 1868 ed il ’69, verrà affiancato alle ‘Due dame veneziane' di Vittore Carpaccio (1495) per mostrare le analogie della figura femminile appoggiata alla balaustra, dall’atteggiamento annoiato e con lo sguardo perso nel vuoto in entrambi i quadri; per non parlare delle due opere forse più famose di Manet, l’Olympia e Dejeuner sur l'herbe in cui i riferimenti all’arte italiana appaiono inequivocabili. L’Olympia in particolare sarà accompagnata dalla Venere di Urbino del Tiziano - eccezionale prestito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze per questa mostra di pittura a Venezia - fonte di ispirazione per Manet nel rappresentare la sua celebre ‘femme de plaisir’: un confronto senza precedenti tra due opere-icone dell’arte mondiale.

Accanto a Manet, la mostra a Venezia proporrà fino al 15 settembre 2013 una seconda esposizione ‘La Venezia al tempo di Manet nella fotografia dell'epoca’ per offrire un suggestivo spaccato dell’atmosfera veneziana al tempo dei soggiorni di Manet.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Zucchero Fornaciari: i concerti a Verona e Padova</title>
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      <description>Grandissima attesa per i concerti di Zucchero 2013, con date in continuo aumento dopo il sold out dei biglietti per le tappe inizialmente previste dal tour in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda i concerti di Zucchero in Veneto, al momento le date [.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 16 Apr 2013 10:11:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Zucchero_big.jpg"</p><br/><p class"description">Grandissima attesa per i concerti di Zucchero 2013, con date in continuo aumento dopo il sold out dei biglietti per le tappe inizialmente previste dal tour in Italia.

Per quanto riguarda i concerti di Zucchero in Veneto, al momento le date confermate sono quattro: 30 aprile, 1 e 2 maggio 2013 Zucchero all’Arena di Verona, mentre il 28 giugno 2013 si terrà l’unica tappa di Zucchero a Padova. I biglietti sono già disponibili online e nelle prevendite autorizzate: prenota subito un posto per assistere in prima linea ad una delle numerose tappe del tour di Zucchero in Italia!

Il tour di Zucchero 2013 in Italia segue la pubblicazione del suo 22° album, uno straordinario mix di melodie che propone brani inediti, cover e storici classici ri-arrangiati. Registrato a Cuba lo scorso anno, ‘La Sesion Cubana’ di Zucchero rappresenta una vera e propria immersione nei suoni dell’isola, un album registrato in studio dal vivo, composto da tredici brani energici ed intensi che coniugano il sound di Cuba a diverse contaminazioni (blues, country, rock, …).

Originario di Reggio Emilia, Zucchero, all’anagrafe Adelmo Fornaciari, è uno degli artisti italiani più apprezzati al mondo. Primo artista occidentale ad esibirsi al Cremlino dopo la caduta del muro di Berlino e primo italiano inserito nella più prestigiosa enciclopedia della musica del XX secolo, Zucchero vanta collaborazioni con artisti del calibro di Ray Charles, Sting, Eric Clapton, Mark Knopfler, B.B. King, Andrea Bocelli, Francesco Guccini, Ennio Morricone, e Luciano Pavarotti, solo per citarne alcuni. 

Una delle più affascinanti location del Veneto farà da sfondo alle prime note del tour di Zucchero 2013, tre date che apriranno il lungo ed entusiasmante calendario concerti di Zucchero 2013 in Italia e all’estero. I concerti di Zucchero all’Arena di Verona si preannunciano un evento unico, durante il quale il pittoresco sound dell’artista emiliano potrà trovare lo scenario perfetto per regalare ai suoi fan un’esperienza davvero indimenticabile.

Dopo le tappe tour di Zucchero all’Arena di Verona, a Genova, Assago e Torino sarà il turno dell’unico concerto di Zucchero a Padova, ospitato al PalaFabris, il più importante palasport del capoluogo veneto che vanta una capienza di circa 4000 posti. 

I concerti di Zucchero a Verona e Padova presenteranno ai suoi numerosi fan del Veneto un disco unico ed emozionante, una fusione di suoni molto diversi coniugati sapientemente dalla musicalità di questo grande artista italiano.

Risale al 2011 l’ultima apparizione all’Arena di Verona di Zucchero, in concerto per festeggiare il suo compleanno assieme a tutti i suoi fan. Nel 2013, Verona è di nuovo protagonista di un importassimo evento, il debutto dei concerti di Zucchero in Italia – La Sesion Cubana Tour 2013. A seguire Padova e molte altre città italiane: i biglietti dei concerti di Zucchero a Verona e Padova sono già in vendita!</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Sulle tracce di Vivaldi a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/sulle_tracce_di_vivaldi_a_venezia/</link>
      <description>Tutti gli appassionati di musica collegano da sempre la citt&amp;#224; di Venezia al famosissimo musicista Antonio Vivaldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il grande compositore di musica barocca nacque infatti a Venezia e qui visse e lavor&amp;#242; la maggior parte della sua vita. Ma chi[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 16 Apr 2013 11:44:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/Vivaldi_big.jpg"</p><br/><p class"description">Tutti gli appassionati di musica collegano da sempre la città di Venezia al famosissimo musicista Antonio Vivaldi.

Il grande compositore di musica barocca nacque infatti a Venezia e qui visse e lavorò la maggior parte della sua vita. Ma chi, visitando Venezia, cercasse i luoghi che lo hanno visto diventare uno dei più grandi violinisti di tutti i tempi, forse resterebbe deluso, perché oltre ad avere scarse notizie sulla sua vita, poco è rimasto della sua città.

Ma se si va a fondo ecco che possiamo innanzitutto parlare della splendida chiesa gotica di San Giovanni in Bragora, la parrocchia della sua famiglia, dove il piccolo Antonio fu battezzato nel maggio del 1678. In questa splendida chiesa troviamo infatti una targa che lo ricorda accanto al fonte battesimale. Non sappiamo quale fosse la sua casa, ma possiamo immaginarlo bambino e adolescente nella basilica di San Marco insieme al padre, che lì era violinista.

A dieci anni la madre lo avviò alla carriera ecclesiastica ed Antonio andò a studiare teologia nella chiesa di San Geminiano, di fronte alla basilica di San Marco, gioiello del rinascimento distrutto da Napoleone. Nel 1703 fu ordinato sacerdote nella chiesa di San Giovanni in Oleo, anch’essa distrutta nell’800.

Lavorò come maestro di violino nella chiesa della Pietà dal 1703 al 1720, ma l’attuale chiesa che si affaccia sulla riva degli Schiavoni non è quella che conobbe Vivaldi, perché l’edificio fu ricostruito in forme neoclassiche nel 1740.

Antonio Vivaldi lavorò anche come impresario teatrale nel famosissimo Teatro sant’Angelo e per il suo palcoscenico scrisse le sue più famose opere; il teatro, che si affacciava sul Canal Grande, è stato distrutto nel 1804 e sostituito oggi da un hotel.

Negli anni ’30 lasciò Venezia per non tornarvi mai più; morì povero e dimenticato a Vienna e sepolto in una fossa comune senza alcuna lapide. 
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Discovering Vedova a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/discovering_vedova_a_venezia/</link>
      <description>Tra le numerose mostre a Venezia 2013, merita un breve approfondimento ‘Discovering Vedova’: un inedito momento d’incontro con l’arte di Emilio Vedova a Venezia, suddiviso tra il Museo Correr e Ca’ Rezzonico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Celebre location di alcune dell[.....]</description>
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      <pubDate>Thu, 18 Apr 2013 09:50:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/DiscoveringVedova_big.jpg"</p><br/><p class"description">Tra le numerose mostre a Venezia 2013, merita un breve approfondimento ‘Discovering Vedova’: un inedito momento d’incontro con l’arte di Emilio Vedova a Venezia, suddiviso tra il Museo Correr e Ca’ Rezzonico.

Celebre location di alcune delle più famose mostre a Venezia, il Museo Correr rappresenta la punta di diamante della Fondazione Musei Civici Veneziani, uno spazio ubicato nel cuore della città – Piazza San Marco – che custodisce importanti testimonianze della millenaria storia della Serenissima. Stesso prologo per Ca’ Rezzonico, splendido palazzo affacciato sul Canal Grande, oggi sede del Museo del ‘700 veneziano, che ospita fedeli ricostruzioni di interni veneziani del XVIII secolo e splendidi quadri di Canaletto, Guardi, Longhi e Tintoretto.
 
Una breve presentazione dello scenario che ospiterà la mostra di Emilio Vedova a Venezia. Due spazi espositivi d’altri tempi per proporre un originale confronto con le eclettiche opere di Emilio Vedova. 

Da sempre oggetto di nuove e stimolanti critiche, Emilio Vedova – artista conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, vincitore di prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Leone d’oro alla carriera alla Biennale d’Arte di Venezia del 1997 – ha avuto una carriera in continua evoluzione, legata alla sua inesauribile volontà di ricerca ed innovazione. 

La mostra di Vedova a Venezia mira a riscoprire il lavoro di Emilio Vedova, sottolineando il grande genio dell’artista lagunare attraverso un originale confronto tra le sue opere e la storia artistica di Venezia, custodita nel Museo Correr - pittura veneziana tra il XVI e il XVIII secolo - e a Ca’ Rezzonico, che accoglie i più grandi vedutisti veneziani del Settecento. 

Curata da Germano Celant ed organizzata in collaborazione con la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova – che cura le mostre a Venezia su Vedova ai Magazzini del Sale e allo Studio Vedova – ‘Discovering Vedova’ potrebbe anche essere definita una celebrazione del genio artistico di Venezia attraverso i secoli, presentato con il confronto tra un artista veneziano del ‘900 e i suoi grandi colleghi del passato. 

Emilio Vedova, in mostra a Venezia dal 18 maggio al 13 ottobre 2013 con ‘Discovering Vedova’, merita decisamente una visita: il particolare allestimento delle mostre al Museo Correr di Venezia e a Ca’ Rezzonico proporrà nuovi punti di vista sul lavoro di questo grande artista italiano, offrendo affascinanti prospettive sia a chi lo conosce già che a quanti decideranno di accostarsi alle sue opere per la prima volta.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Il Ghetto di Venezia e le sue sinagoghe nascoste</title>
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      <pubDate>Wed, 24 Apr 2013 13:34:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/Ghetto_big.jpg"</p><br/><p class"description">Venezia è famosissima anche perché qui è stato fondato il primo “Ghetto ebraico” al mondo, ovvero il quartiere dove erano obbligati a risiedere gli ebrei e che caratterizzerà poi molte altre città europee.

Quando si visita il Ghetto di Venezia si viene a sapere che fin dal XVI secolo vi erano cinque sinagoghe maggiori ma oggi è quasi impossibile riconoscerle negli alti edifici se non si sa cosa cercare. In questo quartiere non ci sono infatti edifici monumentali separati dal resto delle abitazioni, dal momento che gli ebrei a Venezia disponevano solo di un piccolo spazio attorno ai campi del Ghetto Nuovo e del Ghetto Vecchio, ed è per questo che i palazzi sono molto alti, perché si sopraelevavano man mano che la popolazione cresceva.
Le Sinagoghe quindi furono costruite sopra le normali abitazioni poiché, secondo l’insegnamento del Talmud, i luoghi di preghiera devono elevarsi sulla città, e dall’ esterno sono riconoscibili solo contando le finestre. Infatti tutte le sinagoghe di Venezia hanno cinque ampie finestre, che danno loro una grande luminosità. Secondo il Talmud la luce è elemento fondamentale per una sinagoga perché è simbolo della vita e, quindi, di Dio.

Sulla scelta del numero cinque ci sono varie interpretazioni ma la più probabile è sia collegato alla ripartizione del Talmud, diviso appunto in cinque parti, che rappresenterebbero le manifestazioni della luce.

Se desideri approfondire la conoscenza del Ghetto di Venezia puoi prenotare online il tour di venetoinside.com Venezia e l’Oriente (Arte, spezie e caffè) .
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Arena di Verona: Festival Lirico 2013</title>
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      <description>Sono gi&amp;#224; decise le date del ricco programma del Festival dell’Arena di Verona 2013: dal 14 giugno all’8 settembre 58 appuntamenti e 3 serate di gala festeggeranno l’Arena di Verona nel Festival del Centenario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel lontano 1913 la pi&amp;#249; grande[.....]</description>
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      <pubDate>Mon, 29 Apr 2013 15:36:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Arena_big.jpg"</p><br/><p class"description">Sono già decise le date del ricco programma del Festival dell’Arena di Verona 2013: dal 14 giugno all’8 settembre 58 appuntamenti e 3 serate di gala festeggeranno l’Arena di Verona nel Festival del Centenario.

Nel lontano 1913 la più grande opera lirica di Giuseppe Verdi - l’Aida - inaugurò la prima serata del festival lirico a Verona... Cent’anni dopo, l’Aida torna protagonista dell’apertura della stagione lirica all’Arena di Verona in un’edizione che, accanto al centenario del festival lirico areniano, celebra il bicentenario della nascita del suo compositore.

Il Festival Lirico dell’Arena di Verona richiama ogni anno spettatori da tutto il mondo: l’impareggiabile location - un anfiteatro romano di 2.000 anni fa - e l’inedito stile scenografico - con l’abbandono delle tradizionali scenografie teatrali per elementi tridimensionali, come statue e colonne di marmo - hanno portato il festival areniano nell’olimpo della lirica mondiale fin dal suo debutto.

Giunto alla sua 91° edizione, il Festival Lirico di Verona 2013 sarà dedicato al grande Giuseppe Verdi: il ricco calendario della stagione lirica di Verona 2013 presenterà le più importanti opere del compositore italiano - Aida, Nabucco, La Traviata, Il Trovatore e Il Rigoletto - accanto al Romeo et Juliette di Gounod, un grande classico presente anche in altre edizioni del festival lirico all’Arena di Verona.

Il festival lirico all’Arena di Verona 2013 sarà ricco di grandi novità, pensate per celebrare in grande il centenario di uno dei più grandi festival lirici al mondo: da Plácido Domingo in veste di Direttore Artistico Onorario, oltre che di direttore d’orchestra ed interprete, all’Aida presentata in due diversi allestimenti - una novità per la regia della Fura dels Baus e una rievocazione del 1913 curata da Gianfranco de Bosio - fino alle tre serate di Gala: il 17 luglio la direzione sarà affidata ad Andrea Battistoni, Riccardo Frizza e Omer Meir Wellber, il 15 agosto Daniel Harding dirigerà i più grandi interpreti verdiani e wagneriani in una serata dedicata al bicentenario dalla nascita di Verdi e Wagner, e per finire il 20 agosto Placido Domingo dirigerà i vincitori delle ultime edizioni di Operalia. 

L’inaugurazione della stagione lirica a Verona si terrà sabato 1°giugno: Andrea Bocelli, Josè Carreras e Placido Domingo daranno vita ad un evento senza precedenti interpretando le arie più conosciute e suggestive contenute nelle opere del Festival Lirico 2013. 

Il Coro, l’Orchestra e gli oltre 500 artisti dell’Arena eseguiranno i momenti più famosi delle opere nel programma del Festival del Centenario – Aida, Nabucco, La Traviata, Il Trovatore, Messa da Requiem, Rigoletto e Roméo et Juliette – tra le splendide scenografie e i giochi di luci che da sempre caratterizzano gli spettacoli del Festival Lirico di Verona. La serata inaugurale della stagione lirica di Verona all’Arena sarà condotta da Antonella Clerici e trasmessa in anteprima televisiva da Raiuno.

91° Festival all’Arena di Verona: la stagione lirica 2013 sta per cominciare… una straordinaria edizione arricchita da grandi eventi per celebrare i primi 100 anni di un festival destinato a rimanere nell’eternità!</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Un’ombra di vino a Venezia</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/unombra_di_vino_a_venezia/</link>
      <description>Una delle attivit&amp;#224; tradizionali a Venezia &amp;#232; il bere vino, magari accompagnato da qualcosa di sfizioso da mangiare, i famosi ‘cicchetti’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vi recate in una delle tante osterie che si trovano in citt&amp;#224;, i cosiddetti ‘bacari’, potrete sentire[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 30 Apr 2013 13:05:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/vino_big.jpg"</p><br/><p class"description">Una delle attività tradizionali a Venezia è il bere vino, magari accompagnato da qualcosa di sfizioso da mangiare, i famosi ‘cicchetti’.

Se vi recate in una delle tante osterie che si trovano in città, i cosiddetti ‘bacari’, potrete sentire i veneziani doc chiedere al banco “un’ombra”. Ma… di cosa si tratta? Semplicemente di un bicchiere di vino, solitamente rosso.

Questo curioso modo di chiamarlo affonda le sue radici nel luogo simbolo di Venezia: Piazza San Marco. Come si può vedere in diverse stampe e dipinti antichi, in passato la piazza era gremita di moltissime bancarelle, solitamente disposte attorno alla base del campanile di San Marco: rigattieri, panettieri, spezieri, mescite di vino ecc... La Piazza era dunque il luogo ideale per incontri e chiacchiere, solitamente accompagnate da un buon bicchiere di vino. I mescitori di vino avevano quindi molto lavoro e per non rovinare il prezioso liquido e mantenerlo sempre fresco malgrado il caldo che a volte soffocava la città, giravano con la loro bancarella attorno al Campanile, inseguendo la sua ombra man mano che si spostava il sole. Il vino, per essere buono, doveva rimanere all'ombra e così il bicchiere di vino rimase per sempre… l'ombra.
</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Paul McCartney in concerto all’Arena di Verona</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/paul_mccartney_in_concerto_allarena_di_verona/</link>
      <description>Il programma estivo dei concerti a Verona 2013 pu&amp;#242; vantare un appuntamento davvero eccezionale: l’unica data italiana del Paul McCartney Tour 2013.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;25 giugno 2013: Paul McCartney all’Arena di Verona! Una location d’eccezione - che ha sempre[.....]</description>
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      <pubDate>Thu, 02 May 2013 10:13:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/PaulMcCartney_big.jpg"</p><br/><p class"description">Il programma estivo dei concerti a Verona 2013 può vantare un appuntamento davvero eccezionale: l’unica data italiana del Paul McCartney Tour 2013.

25 giugno 2013: Paul McCartney all’Arena di Verona! Una location d’eccezione - che ha sempre affascinato Paul dal punto di vista storico-artistico e scenografico, senza tralasciare l’acustica perfetta che contraddistingue i concerti all’Arena di Verona - per ospitare l’unico concerto di Paul McCartney in Italia, in un anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario dall’uscita del primo album dei Beatles.

Dopo i grandi successi ottenuti lo scorso anno, i prossimi concerti di Paul McCartney toccheranno solamente tre location in Europa - Vienna, Varsavia e Verona - per poi continuare in tutto il mondo fermandosi in alcune città fino ad ora mai presenti nei suoi tour. Il concerto di Paul McCartney a Verona rappresenta quindi un grande successo per la città scaligera, che potrà ospitare l’unica esibizione live di Paul McCartney 2013 in Italia.

Il Paul McCartney live 2013 – ‘Out There!’ – ripercorrerà la straordinaria carriera dell’ex Beatles, tra grandi classici e successi più recenti, canzoni che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica e che hanno fatto sognare intere generazioni.

Nel programma del concerto di Paul McCartney saranno molto apprezzate le canzoni dei Beatles, ma non bisogna dimenticare che questo grande artista ha avuto una lunga e fortunata carriera anche dopo lo scioglimento dei fantastici quattro nel 1970. Tra grandi live internazionali - come al Colosseo, in Piazza Rossa a Mosca, alla Casa Bianca e alle Olimpiadi - una stella sulla Hollywood Walk of Fame ed il titolo di Musicares Person of The Year, nel 2012 Paul McCartney ha festeggiato alla grande i 40 anni dal suo primo tour come solista.

Nel concerto a Verona Paul McCartney sarà accompagnato dalla sua band, una garanzia che da oltre dieci anni lo segue in tutti i suoi live, presente già durante gli ultimi concerti di Paul McCartney in Italia nel 2011. 

I concerti di Paul McCartney del 2013 saranno un vero e proprio viaggio nella carriera del baronetto inglese: spaziando dai più grandi successi dei Beatles al periodo con i Wings e ai successi dell’ultimo decennio, le canzoni del concerto di Paul McCartney a Verona regaleranno ai suoi fan una serata indimenticabile.

Paul McCartney in concerto all’Arena di Verona: tre ore per rivivere alcuni dei più bei momenti musicali degli ultimi cinquant’anni in una delle più affascinanti location al mondo.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Il Ponte delle Meraviglie a Venezia</title>
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      <description>Se fate un giro nei pressi del famoso museo dell’Accademia di Venezia, potrebbe capitarvi di passare un ponte dal nome curioso: “delle Meraviglie”. Probabilmente si chiama cos&amp;#236; perch&amp;#233; nel palazzo di fronte visse un’eroina della storia di Venez[.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 07 May 2013 12:34:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/Meraviglie_big.jpg"</p><br/><p class"description">Se fate un giro nei pressi del famoso museo dell’Accademia di Venezia, potrebbe capitarvi di passare un ponte dal nome curioso: “delle Meraviglie”. Probabilmente si chiama così perché nel palazzo di fronte visse un’eroina della storia di Venezia: Belisandra Meraviglia.

Costei era la moglie di Pietro Albino, gran cancelliere di Cipro, durante la presa dell’isola da parte dei Turchi nel 1570. I conquistatori, appena riuscirono ad entrare nella capitale Famagosta cominciarono ad uccidere tutti coloro che incontravano e a depredare chiese e palazzi. Fecero un enorme bottino, che comprendeva anche le fanciulle e le donne più belle, destinate all’harem del sultano di Costantinopoli. Tutto il bottino era stato caricato su tre grandi navi ancorate nel porto di fronte alla città e su una di esse si trovava anche Belisandra che, la notte dopo il terribile eccidio, decise di vendicarsi dei crudeli conquistatori e con una miccia accesa diede fuoco al deposito delle polveri, facendo sal-tare in aria se stessa con le imbarcazioni, e con quanti altri pri¬gionieri ed oggetti vi erano sopra, evitando così anche il triste destino di schiavitù.
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    </item>
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      <title>Villa Foscari “la Malcontenta” sulla Riviera del Brenta a Venezia</title>
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      <pubDate>Tue, 14 May 2013 11:24:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/Foscari_big.jpg"</p><br/><p class"description">Per chi visita Venezia ma vuole per una giornata allontanarsi dalla confusione della città e immergersi nella natura, l’ideale è una gita sul Naviglio Brenta alla scoperta delle incredibili ville nobiliari di Venezia.

Tra queste ville la più famosa è forse villa Foscari “la Malcontenta”, progettata dal famoso architetto del Rinascimento Andrea Palladio nel 1559.

Una leggenda vuole che la villa debba il soprannome di Malcontenta a una dama di casa Foscari, relegata tra le sue mura in solitudine per scontare la pena per la sua condotta viziosa. Si dice che essa visse in questo luogo per trent’anni e non fu mai vista uscire o affacciarsi dalle finestre. Il parco della villa era incolto e pieno di erbacce e rimane avvolto nel mistero il fatto di come la donna sia riuscita a sopravvivere. Nessuno le portò mai da mangiare, e nessuno visse mai con lei nella villa fino alla sua morte.

Oltre alla leggenda ci sono però anche due versioni storiche: la prima sostiene che il luogo fosse così soprannominato già dal 1431, per ricordare lo scontento mostrato dagli abitanti di Padova e Piove di Sacco per la costruzione del Naviglio del Brenta; la seconda che ben trenta anni prima dell’atto di proprietà dei Foscari la zona si chiamava già Malcontenta, probabilmente da 'Brenta mal contenuta' perché il fiume in questo punto straripava spesso.

Per visitare villa Malcontenta e molte altre splendide ville della Riviera del Brenta potete prenotare il tour di Venetoinside Crociera sul Burchiello tra le Ville della Riviera del Brenta .
</p>]]></content:encoded>
    </item>
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      <title>Biennale di Venezia 2013: 55° Esposizione Internazionale d’Arte</title>
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      <description>La 55&amp;#176; Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia si svolger&amp;#224; dal 1 giugno al 24 novembre 2013 tra l’Arsenale, i Giardini e diverse sedi sparse per la citt&amp;#224;, con la partecipazione di 88 Paesi, 10 dei quali presenti alla Biennale d’Arte a Ven[.....]</description>
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      <pubDate>Wed, 15 May 2013 10:19:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Biennalearte_big.jpg"</p><br/><p class"description">La 55° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia si svolgerà dal 1 giugno al 24 novembre 2013 tra l’Arsenale, i Giardini e diverse sedi sparse per la città, con la partecipazione di 88 Paesi, 10 dei quali presenti alla Biennale d’Arte a Venezia 2013 per la prima volta: Repubblica del Kosovo, Costa d’Avorio, Santa Sede, Angola, Maldive, Bahamas, Paraguay, Regno del Bahrain, Tuvalu e Kuwait.

La Biennale d’Arte 2013 resterà fedele all’impostazione assunta dalla manifestazione nelle ultime edizioni, articolandosi in due ‘percorsi’: le mostre nazionali nei Padiglioni, ciascuna con proprio progetto e curatore, affiancate alla Mostra Internazionale del curatore dell’esposizione d’arte 2013 Massimiliano Gioni. 

Intitolata ‘Il Palazzo Enciclopedico’, la 55° Biennale d’Arte di Venezia prende come ispirazione la futuristica idea di Marino Auriti, artista italo-americano che negli anni ’50 depositò i progetti del Palazzo Enciclopedico, un immenso museo immaginario che avrebbe dovuto accogliere al suo interno il sapere dell’umanità. L’edificio chiaramente non venne mai realizzato, ma l’idea di una conoscenza universale e totale attraversa la storia... 

Ne ‘Il Palazzo Enciclopedico’ della Biennale 2013 artisti contemporanei, opere del passato, riferimenti e stimoli di vario tipo vogliono portare il visitatore ad immaginare altre realtà e a riflettere sugli spunti dell’arte, mondi diversi e visioni che ispirano ed ossessionano gli artisti.

L’Esposizione Internazionale d’Arte 2013 si svilupperà dal Padiglione Centrale ai Giardini, per poi proseguire negli spazi dell’Arsenale seguendo lo schema delle ‘wunderkammer’ del XVI e XVII secolo, una sorta di ‘camere delle meraviglie’ - non lontane dal palazzo sognato da Auriti - dove curiosità, rarità e stranezze andavano a comporre nuove immagini del mondo, una sorta di combinazione tra oggetti ed immagini non molto diversa dall’iper-connettività contemporanea.

Fotografie, film, video, labirinti, tavole enciclopediche, bestiari, progetti, performance, installazioni ed architetture di pensiero… la Biennale d’Arte 2013 a Venezia porterà in scena il potere e la fragilità dell’immaginazione. 

Biennale Session - dedicato al campo della formazione - Meetings on Art e numerosi eventi collaterali in tutta Venezia completano il ricco programma della 55° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Sting in concerto all’Arena di Verona</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/sting_in_concerto_allarena_di_verona/</link>
      <description>Grande ritorno in Italia per Sting: il Back to Bass tour approda anche a Verona, Roma e Cattolica dopo il successo dei concerti a Piazzola sul Brenta, Molfetta, Taormina e Perugia del 2012.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune tra le pi&amp;#249; prestigiose location d’Italia sa[.....]</description>
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      <pubDate>Mon, 20 May 2013 10:01:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Sting_big.jpg"</p><br/><p class"description">Grande ritorno in Italia per Sting: il Back to Bass tour approda anche a Verona, Roma e Cattolica dopo il successo dei concerti a Piazzola sul Brenta, Molfetta, Taormina e Perugia del 2012.

Alcune tra le più prestigiose location d’Italia saranno protagoniste delle tre date dei concerti di Sting: l’Arena di Verona 2013 – in una serata di pausa dallo straordinario Festival del Centenario – il Foro Italico di Roma e l’Arena Regina di Cattolica.

Iniziato a Boston il 21 ottobre 2011, il Back to Bass tour ha riscosso uno straordinario successo di pubblico e critica in tutto il mondo, continuando, salvo alcuni brevi periodi di pausa, per tutto il 2012. Da qualche mese sono state annunciate le nuove date di Sting per il Back to Bass Tour 2013 che vedranno l’artista impegnato tra gli States e l’Europa a partire da aprile. Per le date dei concerti di Sting in Italia 2013 bisognerà aspettare luglio, iniziando con Verona l’8, Roma il 9 e Cattolica il 29.

L’inizio del tour è coinciso con l’uscita della raccolta di successi per festeggiare i primi venticinque anni della sua straordinaria carriera come solista, durante la quale Sting ha registrato ben 14 album e collaborato con artisti del calibro di Pavarotti, Mary J. Blige e Bryan Adams. 

La scaletta di Sting per i concerti 2013 sarà un mix di intramontabili successi e pezzi più recenti, un viaggio nella carriera di questo eccezionale musicista e cantautore - candidato tre volte all’Oscar come migliore colonna sonora - per ripercorrere la sua lunga e prospera carriera. Sting, nei concerti 2013 in Italia, sarà accompagnato dalla sua collaudata band formata da Dominic Miller (chitarra), David Sancious (tastiere), Vinnie Colaiuta (batteria), Jo Lawry (voce), Peter Tickell (violino elettrico).

Il concerto di Sting a Verona si preannuncia come uno dei più affascinanti concerti di Sting 2013: l’ambientazione d’altri tempi dell’Arena di Verona unita all’atmosfera che il cantautore inglese riesce ad evocare nei suoi concerti regalerà ai suoi fan un’esperienza davvero emozionante! 

I biglietti per il concerto di Sting all’Arena di Verona sono già in vendita, non mancare ad uno dei più entusiasmanti live del 2013!</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Piazzola sul Brenta: Concerti 2013</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/piazzola_sul_brenta_concerti_2013/</link>
      <description>Grande attesa per i concerti a Piazzola sul Brenta 2013: Hydrogen Festival, un programma eccezionale con grandi big della musica nazionale ed internazionale! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come da tradizione, il calendario concerti di Piazzola sul Brenta – Hydrogen Fest[.....]</description>
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      <pubDate>Mon, 20 May 2013 10:14:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Hydrogen_big.jpg"</p><br/><p class"description">Grande attesa per i concerti a Piazzola sul Brenta 2013: Hydrogen Festival, un programma eccezionale con grandi big della musica nazionale ed internazionale! 

Come da tradizione, il calendario concerti di Piazzola sul Brenta – Hydrogen Festival 2013 è fissato per il mese di luglio nello splendido scenario dell’anfiteatro Camerini di Villa Contarini, splendido e maestoso esempio di villa veneta.

Fedele alla tradizione che negli ultimi anni ha interessato Piazzola sul Brenta - con concerti di altissimo livello che hanno portato sul palco dell’Hydrogen di Padova vere e proprie icone della musica - l’Hydrogen Live Festival 2013 non deluderà le aspettative: Carlos Santana, Thirty Seconds to Mars, Antonello Venditti e Fabri Fibra sono tra gli artisti già confermati! 

Dopo il successo delle ultime edizioni, con i live di Bob Dylan, Elton John, Alanis Morissette, Sting e Billy Idol, a Piazzola sul Brenta i concerti dell’estate 2013 sono pronti a regalare emozioni e grande musica! 

Piazzola sul Brenta: date concerti Hydrogen Festival 2013 ed artisti in arrivo

-- 05.07 Carlos Santana: da luglio in Europa – dopo aver girato Asia ed Australia nei mesi precedenti – per partecipare ai più importanti festival europei con il nuovo Sentient Tour… chiaramente non poteva mancare al Piazzola sul Brenta Live Festival!

-- 06.07 Marco Mengoni: dopo il sold out delle date previste per ‘L'Essenziale Anteprima Tour’, Mengoni ha deciso di aprire il tour estivo di #Prontoacorrere a Villa Contarini, una location d’eccezione per un nuovo successo del giovane vincitore di Sanremo 2013.

-- 11.07 Max Gazzè: raffinato, versatile ed ironico è in tour per presentare il suo nuovo album, contenente anche il colorato singolo che l’ha visto partecipare a Sanremo.

-- 12.07 Mark Knopfler: 72 spettacoli in 25 Paesi europei tra aprile, maggio, giugno e luglio quando Mark e la sua band terranno uno dei loro numerosi concerti nell’anfiteatro Camerini a Piazzola sul Brenta.

-- 14.07 Thirty Seconds to Mars: in attesa dell’uscita del nuovo attesissimo album, la band statunitense guidata dal carismatico Jared Leto ha annunciato una serie di date in Europa per la prossima estate, tra cui una tappa all’Hydrogen Live Festival 2013 di Piazzola sul Brenta.

-- 18.07 Mario Biondi: dopo il grande concerto-evento sul palco della Royal Albert Hall di Londra per presentare il suo nuovo ‘Sun’, Mario Biondi inizierà una grande tournée in Italia e in Europa accompagnato dalla sua storica band.

-- 19.07 Fabri Fibra: tappa all’Hydrogen Festival di Piazzola sul Brenta 2013 per uno dei più apprezzati rapper italiani, nel tour che presenta il suo nuovo album ‘Guerra e Pace’, uscito a febbraio e già disco d’oro.

-- 20.07 Crosby, Stills and Nash: il leggendario trio in tour tra Stati Uniti ed Europa si conferma come una delle partnership più durature nella storia della musica: le loro canzoni sono considerate vere e proprie pietre miliari del Rock 'n roll.

-- 21.07 Antonello Venditti: partito oltre un anno fa, l’Unica Tour ha registrato un susseguirsi di grandi successi in Italia e all’estero. Dopo gli appuntamenti a Varese e Livorno, Venditti approderà anche al Piazzola sul Brenta Festival 2013!

Non perdere gli straordinari appuntamenti estivi a Piazzola sul Brenta! In Villa Contarini concerti per tutti i gusti animeranno le calde serate di luglio nella provincia di Padova!</p>]]></content:encoded>
    </item>
    <item>
      <title>Le gondole e altre imbarcazioni veneziane tradizionali</title>
      <link>http://www.venetoinside.com/it/rss_eventi/le_gondole_e_altre_imbarcazioni_veneziane_tradizionali/</link>
      <description>Una delle maggiori attrazioni veneziane sono sicuramente le sue gondole e tutte le altre piccole imbarcazioni tradizionali che da secoli solcano le acque della laguna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tempo quasi tutti gli spostamenti avvenivano via acqua e i veneziani [.....]</description>
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      <pubDate>Tue, 21 May 2013 13:14:00 GMT</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p class"image"><img src="http://www.venetoinside.com/upload/1/images//eventi_2013/Aneddoti/gondole_big.jpg"</p><br/><p class"description">Una delle maggiori attrazioni veneziane sono sicuramente le sue gondole e tutte le altre piccole imbarcazioni tradizionali che da secoli solcano le acque della laguna.

Un tempo quasi tutti gli spostamenti avvenivano via acqua e i veneziani inventarono una serie di piccole barche adatte ad ogni esigenza della vita in laguna; oltre alle famosissime gondole c’è, per esempio, il pupparìn, una barca simile alla gondola ma più grande, che veniva usata ai tempi della Repubblica come barca di prestigio dalle famiglie nobili e che ora si usa solo per le regate; la topetta, che serviva soprattutto per il trasporto merci e che oggi viene anche fornita di motore, etc.

Gli abitanti della laguna di Venezia idearono inoltre uno speciale modo di vogare, che oggi si dice “alla veneta”, e consiste nel vogare in piedi sporgendosi in avanti, utilizzando uno o due remi. Questi remi sono perfettamente lisci, senza manicotti di fissaggio, e poggiano su uno scalmo aperto detto forcola per facilitare le manovre e la conduzione dato che queste piccole imbarcazioni non hanno il timone.

Che cosa rimane oggi di tutto questo? Esistono ancora artigiani appassionati che riparano vecchie barche o realizzano remi e forcole, come il giovane Piero Dri, che ha da poco aperto una sua bottega vicino la Strada Nuova.

Se il mondo delle barche veneziane e della voga veneta vi affascina potreste partecipare al minicorso di voga veneta Rowing in Venice , prenotabile online su venetoinside.com.</p>]]></content:encoded>
    </item>
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