ANEDDOTI E CURIOSITA'

Aneddoti e Curiosità su Venezia ed altre città venete: storia, segreti e leggende della nostra regione

La ‘Venezia nascosta’ ed altri affascinanti racconti

Aneddoti e Curiosità è la rubrica settimanale di venetoinside.com dedicata a quanti desiderano conoscere segreti, storie e leggende di una Venezia ancora poco conosciuta, luoghi inediti e simpatici episodi sulle altre grandi città - Verona, Vicenza, Padova, Treviso e Belluno - e sulle pittoresche località della nostra regione.

I nostri racconti vogliono accompagnarvi alla scoperta dei lati più curiosi di Venezia e del Veneto tra storia e folclore, luoghi misteriosi e celebri opere d’arte, monumenti ed antiche tradizioni! Apriremo per voi le porte dell’anima più misteriosa e profonda di Venezia: misteri della laguna ed originali racconti basati su un fondamento di realtà storica, senza dimenticare gli intriganti aneddoti sulle altre perle del Veneto, come Treviso, Verona, Vicenza, Padova e Belluno, sui pittoreschi borghi, le meravigliose Dolomiti, il Lago di Garda, … Settimana dopo settimana vi sveleremo i più affascinanti segreti della nostra terra in un connubio di arte, cultura, tradizione, mistero e leggenda!

Aneddoti e Curiosità è una vera e propria guida turistica ai segreti e ai misteri di Venezia e del Veneto... Mettetevi comodi! Vi aspetta un’appassionante lettura che, tra storie e leggende mai raccontate, stuzzicherà la vostra curiosità, invogliandovi a visitare i luoghi narrati…

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Le luci rosse della Basilica di San Marco in memoria del povero ‘fornareto’

Se verso sera vi trovate ad aggirarvi nei pressi della Basilica di San Marco, date un’occhiata alla sua facciata sud…noterete due piccole luci rosse poste ai lati di due capitelli. Queste lampadine sono il ricordo perpetuo di una storia che, allora, fece tremare la fondamenta della giustizia della Repubblica Serenissima: in un grigio mattino di marzo del 1507, un giovane fornaio, ‘il fornareto’ Pietro Fasiol, scendendo le scale del Ponte degli Assassini, dove una volta passava un Rio, scorse a terra il fodero di un pugnale ricoperto da preziose pietre incastonate. Felice di tanta fortuna, il giovane, pensando di tramutare tale bene prezioso in dote per sposare la sua donna amata, corse a mostrare la preziosa guaina alla fidanzata Annella, domestica in casa della nobile famiglia Barbo che sarà conosciuta poi, come famiglia Balbi. Ma la fidanzata, alla vista del fodero, si allarmò e spinse il giovane Pietro a rimetterlo lì dove lo aveva trovato. Così il fornareto tornò sui suoi passi ma quando giunse sul luogo del ritrovamento con la luce de giorno che ormai rischiarava le calli, si accorse che a terra giaceva il corpo di un uomo: il patrizio Guoro. Allora l’ingenuo fornareto si avvicinò al corpo del patrizio per verificare se fosse ancora vivo ma purtroppo, proprio in quell’istante, fu visto prima da uno e poi da altri testimoni chinarsi sul cadavere con in mano ancora il fodero del pugnale conficcato nella schiena del nobile. Venne catturato e consegnato ai Signori della Notte e imprigionato nelle terribili prigioni di Palazzo Ducale. Qui, sottoposto a terribili torture, gli venne estorta la falsa confessione di omicidio e la condanna a morte fu inevitabile. Così, la mattina del 22 marzo 1507, il condannato fu portato e impiccato fra le due colonne sulle quali svettano il leone di San Marco e San Todaro che uccide un drago sulla parte di Piazza San Marco antistante la loggia dei bandi di Palazzo Ducale. Subito dopo l’impiccagione tra la folla che aveva assistito all’esecuzione, si fece largo un testimone che rivelò il nome del vero assassino. Non il povero fornaio dunque, ma il ricco conte Lorenzo Barbo che si era vendicato del comportamento dissoluto del nobile Guoro che aveva tentato alla virtù di sua moglie e della sua serva, Annella nonché fidanzata dello sfortunato fornareto. Fu così che, il Consiglio dei Dieci, che si vantava di aver sempre esercitato una giustizia equa e giusta, ordinò che alla fine di ogni processo, prima di ritirarsi in camera di consiglio, venisse pronunciata la frase ‘Ricordeve del povero Fornareto’ (Ricordatevi del povero fornaio), per non rischiare nuovamente di giungere ad ingiusta condanna. Ordinò pure che fossero accesi ogni notte due lumi sul loggiato del lato destro della Basilica di San Marco proprio di fronte a dove si trovava il patibolo, in perenne memoria dell’errore e della luce necessaria per sconfiggere le tenebre dell’ingiustizia. Questa è una delle tante storie che la Basilica di San Marco cela tra le sue mura…siete curiosi di conoscerne altre? Allora non perdetevi i nostri tour guidati alla Basilica di San Marco! Sapranno aprivi le porte di un mondo misterioso…

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