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La festa del Redentore a Venezia e la peste del 1576 nell'isola del Lazzaretto

Curiosità storiche
Lazzaretto

La festa del Redentore a Venezia e la peste del 1576 nell'isola del Lazzaretto

La festa del Redentore a Venezia è forse la più importante celebrazione della città lagunare ma è legata ad un evento davvero tragico: la pestilenza che colpì la città nel 1575 e in due anni provocò 50.000 morti, quasi un veneziano su tre. Così nel settembre del 1576 il Senato chiese l'aiuto divino facendo voto di realizzare una nuova chiesa intitolata al Redentore e nel maggio del 1577 si pose la prima pietra del progetto di Andrea Palladio e il 20 luglio successivo si festeggiò la fine della peste con una processione che raggiungeva la chiesa attraverso un ponte di barche, dando inizio a una tradizione che dura ancor oggi.

Se si cercano tracce di questa terribile pestilenza si può andare a visitare l'isola del Lazzaretto Nuovo, situata vicino all'isola di Sant'Erasmo, raggiungibile con il vaporetto n° 13.

L'isola divenne luogo di contumacia (cioè quarantena perché durava 40 giorni) per le navi che arrivavano dai vari porti del Mediterraneo, sospette di essere portatrici del morbo. Per rendere efficiente la struttura sanitaria furono costruiti molti edifici, tra cui il cinquecentesco Tezon Grande, lungo più di 100 metri (il più grande edificio pubblico di Venezia dopo le Corderie dell'Arsenale), luogo di ricovero dei malati. Esso conserva ancora molte scritte e disegni originali che attestano la presenza dei mercanti, dei 'bastazi' (facchini) e dei guardiani del Magistrato alla Sanità, descrivendo arrivi di navi e commerci (da Costantinopoli, Nauplia nel Peloponneso, Alessandria d'Egitto, Cipro ...), e riportando sigilli e simboli, nomi di dogi e di marinai.

E' possibile effettuare visite guidate ogni sabato e domenica alle ore 9.45 e 16.30.

A cura della redazione di Insidecom

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