Aneddoti & Curiosità

Gli audaci altorilievi del palazzo dei Camerlenghi a Rialto

Tradizioni popolari
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Gli audaci altorilievi del palazzo dei Camerlenghi a Rialto

Il ponte di Rialto sul Canal Grande è sicuramente uno dei monumenti simbolo di Venezia.

La prima struttura, poggiante su pali in legno, fu costruita nella seconda metà del XII secolo per poi essere sostituita da un ponte di legno strutturale attorno al 1250.

Dopo vari crolli avvenuti nel corso dei secoli, all’inizio del ‘500 si cominciò a parlare di costruire un ponte in pietra e così, nel 1551, le autorità veneziane indissero un bando: tutti i più grandi architetti dell’epoca vi parteciparono, ma trascorsero 37 anni tra l’approvazione di un progetto e la conclusione dei lavori di costruzione del ponte. Finalmente, fra il 1588 ed il 1591, il ponte venne ultimato su progetto di Antonio da Ponte.

E’ comprensibile dunque che, nel frattempo, molte persone fossero divenute scettiche circa la completa realizzazione del ponte… Finiti i lavori, i veneziani fecero di tanta infondata diffidenza grande motivo di scherno: i due altorilievi che potete vedere all’entrata del vicino Palazzo dei Camerlenghi (realizzato tra il 1525 e il 1528), divennero il simbolo della giusta berlina per i detrattori delle capacità della Repubblica, fossero essi uomini o donne.

La tradizione popolare vuole che essi rappresentino, rispettivamente, una popolana che aveva sentenziato: ‘quando che i finisse el ponte, me ciaparà fogo la mona’ (quando finiranno il ponte mi prenderà fuoco la vagina); al che un popolano avrebbe rilanciato: ‘sto ponte i lo finirà quando ch’el casso farà l’ongia’ (il ponte sarà finito quando al pene crescerà l’unghia).

E i due altorilievi rappresentano appunto una donna con una vagina in fiamme e un uomo con il pene che mostra l’unghia!

Il Ponte di Rialto è indubbiamente una delle tappe da inserire nella vostra visita di Venezia… magari accompagnati da una guida turistica locale, che saprà coinvolgervi nella scoperta di questa splendida città mostrandovi anche i luoghi meno noti ed affollati!

A cura della redazione di Insidecom

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