Aneddoti & Curiosità

I Giardini pubblici di Venezia e l'Inquisizione

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I Giardini pubblici di Venezia e l'Inquisizione

I Giardini pubblici di Venezia, dove si trovano anche i famosi padiglioni della Biennale, sono un luogo perfetto per chi vuole rilassarsi passeggiando fra i viali alberati, lontano dalla confusione di Piazza San Marco.

Ma dove ora si apre l'ingresso ai Giardini un tempo  sorgeva un luogo decisamente poco rilassante: la chiesa dedicata a San Domenico, con annesso un grande convento domenicano che dal 1560 fu la sede dell'Inquisizione a Venezia.

L'Inquisizione a Venezia svolse molti processi contro personaggi stravaganti, alchimisti, maghi, astrologi ma soprattutto eretici, ebrei e marrani (ebrei ufficialmente convertiti al cattolicesimo ma che continuavano a professare in segreto la loro antica religione), da sempre categorie scomode e ‘sospette', periodicamente vittime di ondate di intolleranza.

Davanti alla chiesa c'era il ponte di San Domenico (demolito quando è stato interrato il canale per creare Via Garibaldi) e ogni anno, il 29 aprile, giorno di Santa Caterina da Siena monaca domenicana, su questo ponte avveniva il rogo dei libri proibiti. L'indice dei libri proibiti era un elenco di testi il cui contenuto veniva considerato dall'autorità ecclesiastica non corretto sul piano strettamente teologico, se non addirittura immorale.

Per decreto del governo napoleonico nel 1797 la Santa Inquisizione a Venezia fu abolita e nel 1806 il complesso conventuale di San Domenico fu interamente demolito, insieme ad altre chiese, per costruire i nuovi Giardini pubblici, su progetto dell'architetto Giannantonio Selva.

A cura della redazione di Insidecom

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