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I Vizi e le Virtù secondo Giotto nella Cappella degli Scrovegni

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I Vizi e le Virtù secondo Giotto nella Cappella degli Scrovegni

La Cappella degli Scrovegni a Padova racchiude uno dei capolavori più significativi di tutti i tempi: il grande ciclo di affreschi di Giotto.

Tra le innumerevoli raffigurazioni, le allegorie dei Vizi e delle Virtù, poste in un finto zoccolo a specchi marmorei sulla parte inferiore delle due pareti laterali, sono sicuramente molto interessanti! Giotto le colloca in modo che figurino in rapporto sia le une con le altre, sia con il Giudizio Universale posto in controfacciata secondo un percorso che conduce a due destini ben precisi, l’Inferno o il Paradiso.

Giotto ha pensato alla disposizione delle figure predisponendo una sorta di percorso di salvezza, nel quale si possono curare i vizi tramite le virtù.

La figura posta all’inizio di questo ‘percorso’ è la Stoltezza, rappresentata da una donna vestita da giullare, giovane e stolta, incapace di distinguere il bene dal male. Quale virtù si contrappone alla Stoltezza? Ovviamente la Prudenza, che Giotto raffigura come una donna matura, intellettuale, seduta dietro ad una cattedra.

Accanto alla Stoltezza, in equilibrio precario, emerge l’Incertezza, che scivola lungo un pendio … L’unico modo per ritrovare il mancato equilibro è una buona dose di Fortezza, che il grande artista immagina come una guerriera ritta sulla schiena e i piedi ben piantati per terra.

Proseguendo, si nota una donna che tenta di strapparsi le vesti, l’Ira, contrapposta alla Temperanza, tranquilla e sorridente, capace di dominare gli istinti.

Di dimensioni maggiori sono poi raffigurate l’Ingiustizia e la Giustizia, rappresentate rispettivamente da un uomo seduto su un trono rovinato che mal governa il suo popolo e da una donna seduta su un elegante trono che soppesa i giusti e gli ingiusti con una bilancia.

Continuando il percorso troviamo l’Infedeltà, cieca e spinta verso le fiamme da un idolo femminile; suo opposto, la Fede, mostra un atteggiamento composto e tiene tra le mani la Parola di Dio e una croce, simbolo della cristianità.

Poco più avanti trova posto l’Invidia, che Giotto dipinge come una donna vecchia, che brucia tra le fiamme mentre dalla sua bocca fuoriescono parole inaudibili sotto forma di serpente: l’animale le si ritorce poi contro mordendole il naso. Alla vecchia si contrappone una giovane rigogliosa, la Carità con in mano una cornucopia e un cesto ricolmo, simboli di abbondanza.

Chiudono il percorso la Disperazione, morta impiccata, che può essere alleviata solo dalla Speranza, una donna leggiadra che vola verso l’alto per afferrare il suo premio, una splendente corona.

Venite a scoprire i volti di queste magnifiche figure allegoriche e gli altri straordinari affreschi di Giotto con un’affascinante visita guidata serale della Cappella degli Scrovegni… La sera è il momento migliore per ammirare questi capolavori nella loro naturale bellezza!

A cura della redazione di Insidecom

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