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La Bauta, la maschera del mistero

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La Bauta, la maschera del mistero

Tra le tante maschere che dominavano il panorama veneziano la più diffusa era la ‘Bauta’, gemella maschile della Moretta ma, diversamente da quest’ultima, poteva essere usata da entrambi i sessi.

La Bauta veniva indossata tutto l’anno poiché consentiva di nascondere la propria identità ogni qual volta lo si desiderasse. Essa era costituita da un mantello nero, il cosiddetto tabarro, un tricorno e la ‘Larva’. ‘Larva‘ è un termine che deriva dal latino e significa ‘fantasma’: si trattava infatti di una maschera di colore bianco che ebbe particolarmente successo grazie alla sua semplicità e perché permetteva di muoversi per la città in totale anonimato. Tuttavia, vi era un altro aspetto che fece questa maschera così gradita: poiché copriva solo gli occhi e il naso, aprendosi a vela a livello della bocca, era possibile mangiare e bere senza doverla togliere e l’ampio tabarro permetteva agli amanti di fare l’amore in qualsiasi calle, tra le ombre dei palazzi.

La Bauta, insieme alla femminile ‘Moretta’, divenne particolarmente di moda durante il Settecento veneziano, non solo nel periodo di Carnevale ma in qualsiasi momento dell’anno. Uomini e donne di ranghi e mestieri diversi potevano muoversi liberamente, e con discrezione, compiendo azioni che mai avrebbero potuto fare alla luce del sole.

Esistono diversi dipinti a Venezia che testimoniano il l’ampio utilizzo di queste particolari maschere e che ci permettono di immaginare gli usi e i costumi dei veneziani del tempo. Tra questi vi è l’opera ‘Il Ridotto’ (1757-60) di Pietro Longhi, oggi conservata al Museo Querini Stampalia di Venezia. Osservando con attenzione il dipinto, notiamo in primo piano due Baute: una donna con addosso il mantello e il tricorno finge di respingere le avance dell’uomo il cui volto è nascosto dalla ‘larva’. Alle loro spalle, due dame coperte dalla Moretta sono occupate ad ammirare la scena con lo scopo di catturare l’attenzione della seducente Larva e poter così passare una serata tra bagordi e divertimenti nascoste cautamente dalla maschera.

Grazie al lavoro di Pietro Longhi e ad altre testimonianze storiche e artistiche, oggi è possibile ricostruire la vita pubblica e mondana della Venezia del Settecento e toccare con mano i capolavori dell’arte dei Mascareri ancora attiva nella città regina del Carnevale: Venezia!

Non lasciatevi fuggire l’occasione di visitare Venezia durante il Carnevale, la festa più magica dell’anno! Sul nostro portale potrete scegliere i migliori eventi del Carnevale per godere appieno del fascino e del divertimento di questa incredibile festa!

A cura della redazione di Insidecom

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