Aneddoti & Curiosità

La Scuola degli Albanesi a San Maurizio a Venezia

Opere e luoghi poco noti
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La Scuola degli Albanesi a San Maurizio a Venezia

Per arrivare in Campo San Maurizio a Venezia, lungo il percorso per raggiungere Piazza San Marco, si attraversa una calle piccola e stretta in cui di solito nessuno si ferma. In realtà questa calletta nasconde un edificio davvero speciale: la scuola degli Albanesi.

A Venezia la parola “Scuola” indicava una confraternita religiosa e questa in particolare raccoglieva tra i suoi confratelli gli albanesi residenti o di passaggio a Venezia.

La piccola facciata è decorata con eleganti rilievi raffiguranti la Vergine col Bambino tra i santi Gallo e Maurizio; quello che più colpisce però gli spettatori più attenti è il rilievo della parte superiore: il Sultano Maometto II che osserva il castello di Scutari; si tratta di un'allusione all'avanzata ottomana nei Balcani e quindi anche l'Albania. La stessa Scutari era infatti caduta nel 1479 e in seguito molti profughi albanesi si erano appunto rifugiati a Venezia.

Nel 1504-1508 la sala principale della Scuola venne decorata da un ciclo di teleri con Storie della Vergine di Vittore Carpaccio, in gran parte frutto di aiuti (sparse oggi tra musei di Venezia, Milano e Bergamo).

Dal 1780 l'edificio ospitò la Scuola dei Pistori, cioè dei fornai, ma nel 1808, al pari delle altre confraternite veneziane, fu soppressa dalle leggi napoleoniche e il suo corredo artistico e decorativo disperso. Oggi ospita appartamenti privati.

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A cura della redazione di Insidecom

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