Aneddoti & Curiosità

Le curiose leggende sulla nascita del radicchio trevigiano

Lo sapevate che...
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Le curiose leggende sulla nascita del radicchio trevigiano

Lo sapevate che, secondo un antico detto popolare, il radicchio rosso sembra sia nato come dono che l'autunno fa all'inverno, per dare un tocco di colore ai campi brulli e gelati?

In realtà, esistono diverse leggende che ruotano intorno a questo particolare ortaggio invernale proprio perché misteriosa rimane la sua origine. Se, ancora oggi, chiedessimo ai contadini come ha avuto origine il radicchio rosso, ci sarà chi racconterà di come degli uccelli abbiano lasciato cadere i semi di questa pianta sul campanile del paese di Dosson in tempi immemori, chi affermerà che furono dei frati a trovare e a coltivare il fiore d’inverno e altri ancora, che semplicemente narreranno di una piantina che cresceva spontanea lungo i fossi e ai bordi degli orti fino a quando qualcuno non scoprì la possibilità di trasformarla nel croccante radicchio per mezzo dell'imbianchimento. Ma la storia più famosa è quella raccontata da un certo Silla Bovo, un pensionato di Treviso che da giovane frequentava gli Artuso e i Reato, vecchi agricoltori di Sant’Angelo: tutto era iniziato quando, in un giorno d’inverno, un contadino del trevigiano portò a casa dei radicchi di campo ammassandoli in una carriola. Dimenticati in un angolo, una sera, uno degli agricoltori, avvicinatosi alla carriola, raccolse una piantina dal mucchio ormai marcescente ma, tolte le foglie esterne appassite e guaste, trovò con sorpresa un cuore sano e dal colore rosso vivo.

Sembra quindi, in base alla natura delle leggende e delle storie raccontate, che la scoperta gastronomica di trasformare la varietà di cicoria invernale, da sempre presente nei campi di Treviso e dintorni, nel rosso e croccante radicchio tanto rinomato, sia dovuta ad un fatto puramente casuale.

Ma arriviamo ora alle ipotesi propriamente storiche: secondo alcuni studiosi, la coltivazione del radicchio iniziò dalla metà del XVI secolo a Dosson poiché non risultano esservi prove documentate della presenza del radicchio come lo conosciamo e gustiamo oggi, in tempi più antichi. Le prime notizie di questo fiore invernale si hanno nella seconda metà dell'800 in un libricino dedicato alle operazioni necessarie per la cura dell'orto nei vari mesi dell'anno. Da questo momento le notizie si sono susseguite sempre più numerose, quasi a compensare il silenzio e il disinteresse riservati nei secoli precedenti all'umile cicoria dei campi. Tuttavia, la proclamazione del radicchio a pregiato ortaggio invernale e soprattutto simbolo indiscusso di Treviso, avvenne per opera di Giuseppe Benzi, agronomo di origine lombarda che trasferitosi nel 1876 nella città veneta e divenuto responsabile dell'Associazione Agraria Trevigiana, inaugurò nel 1900 la prima mostra dedicata alla rossa cicoria proprio sotto la Loggia della Piazza dei Signori.

E voi conoscete il procedimento che oggi si utilizza per realizzare il radicchio di Treviso IGP? Il processo è lungo ed impegnativo...e chi meglio di un coltivatore esperto vi potrà mostrare e spiegare ogni passaggio? Con il nostro tour ‘Il radicchio di Treviso a km 0: visita ad un’azienda agricola produttrice e degustazioni con un esperto’ potrete non solo vedere il lavoro sul campo, ma anche assaggiare ottimi prodotti locali a base di radicchio accompagnati da un buon calice di vino!

A cura della redazione di Insidecom

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