Arte, fede e medicina nella Venezia di Tintoretto

Jacopo e Domenico Tintoretto: due ‘fradeli’ della Scuola Grande di San Marco

Dal 06 settembre 2018 al 06 gennaio 2019

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Nell’anno in cui Venezia celebra il cinquecentenario della nascita di Tintoretto, anche la Scuola Grande di San Marco vuole offrire il suo tributo all’artista attraverso un’interessante mostra, aperta dal 6 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, che indaga lo stretto rapporto tra arte, fede e medicina nella Venezia del ‘500.

Al tempo di Jacopo, e del figlio Domenico, Venezia era una città in costante fermento, fedele alle proprie tradizioni ma aperta agli stimoli esterni. La città promosse la riscoperta del sapere degli antichi e la diffusione delle ultime scoperte scientifiche, offrendo un ambiente stimolante in cui editori e stampatori operavano a stretto contatto con scienziati, medici e anatomisti. Il crocevia di culture e saperi che ne derivò contribuì in maniera profonda alla rivoluzione scientifica del Cinquecento.

In questo vivace contesto storico e sociale, la Scuola Grande di San Marco assunse a poco a poco un ruolo cruciale come luogo di cura, devozione ed avanguardia artistica. Nata come semplice confraternita, la Scuola fu in grado di trasformarsi per stare al passo con i tempi e, da semplice luogo di espiazione divenne anche un luogo di cura dove operavano alcuni dei medici e dei chirurghi più famosi del periodo. Le attività della Scuola erano ispirate ai miracoli di San Marco: Jacopo e Domenico Tintoretto vennero chiamati ad immortalarli in un grandioso ciclo pittorico, di cui oggi sono rimaste alla Scuola solo le tele per la cappella.

La mostra ‘Arte, fede e medicina nella Venezia di Tintoretto’ indaga lo straordinario intreccio tra arte, fede e medicina che coinvolse i due Tintoretto. Sette affascinanti sezioni guideranno il visitatore alla scoperta delle relazioni tra attività devozionali, pratiche mediche, studi anatomici e rappresentazioni del corpo umano grazie ad un prezioso corpus di opere d’arte, come dipinti, disegni, matrici da stampa, volumi illustrati, codici miniati, incisioni e strumenti chirurgici.

1- Scuola Grande di San Marco. Medicina dell’anima e medicina del corpo

La Scuola Grande di San Marco è stata una delle più grandi confraternite laiche di Venezia. Di antica fondazione, inizialmente era dedita all’espiazione dei peccati sia delle anime in vita che dei defunti. Durante il XV secolo, parallelamente al trasferimento della sede in Campo SS Santi Giovanni e Paolo (1438), la Scuola iniziò ad occuparsi degli indigenti attraverso l’offerta di denaro, viveri, alloggi gratuiti e l’assegnazione di doti alle figlie di confratelli poveri.
Tra le varie forme di carità, l’assistenza ai confratelli ammalati rivestì via via un ruolo sempre più importante. Nel XIV secolo la Scuola si dotò di un ospedale nel quale le cure mediche venivano svolte da medici e chirurghi della Scuola che, in cambio dell’ammissione gratuita, offrivano le loro competenze gratuitamente. Nel XVI secolo, la Scuola vantava tra i suoi membri Nicolò Massa (1489-1569), medico e chirurgo di fama internazionale, e Tommaso Giannotti Rangone (1493-1577), medico, astrologo, filosofo, bibliofilo e committente artistico.

2- Da mito a storia: il ciclo della Cappella della Scuola Grande di San Marco

Il 28 dicembre 1585 Jacopo Tintoretto si impegnava formalmente a dipingere il ciclo della nuova cappella della Scuola in cambio dell’iscrizione alla confraternita del figlio Giovan Battista, del genero Marco Augusta (marito di Marietta), di Bartolomeo di Lorenzo sartor e di Angelo Girardi. Le sei tele della cappella, dedicate alla predestinazione e al ritorno del corpo di san Marco a Venezia, alla fine non vennero però realizzate dal Tintoretto ma da suo figlio Domenico. Il 19 settembre 1612 Domenico ottenne anche la commissione della pala d’altare ma i suoi schizzi non convinsero la Scuola e l’incarico venne quindi affidato a ‘Giacomo Palma [il Giovane]’.
Le opere rimasero nella Scuola fino alla sua soppressione il 25 aprile 1806. Diventate di proprietà demaniale vennero spostate prima alla Biblioteca del Seminario Arcivescovile di Venezia e poi nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Murano. Nel 1924 il Sogno di San Marco venne trasferito alle Gallerie dell’Accademia, mentre quattro delle sei tele rimanenti vennero depositate all’ex Scuola, che frattempo era stata convertita in Ospedale Civile. Due, purtroppo, sono andate perdute.

3 - Tommaso Giannotti Rangone: medico, confratello e mecenate artistico

Tommaso Giannotti arrivò a Venezia nel 1528. L’agiatezza, raggiunta in veste di medico della flotta veneziana e consulente del Magistrato alla Sanità, gli permise di dedicarsi alla stesura di trattati di medicina e prontuari igienici e di diventare uno dei maggiori committenti del Rinascimento veneziano.
Nel 1559 Tommaso entrò a far parte della Scuola Grande di San Marco e, appena eletto Guardian Grande, offrì ai confratelli tre tele dedicate a San Marco - la Messa in salvo del corpo di San Marco e San Marco salva un saraceno durante un naufragio, oggi entrambe alle Gallerie dell’Accademia, e i Miracoli di San Marco, oggi alla Pinacoteca di Brera, Milano – che suscitarono scandalo per come celebravano il legame tra Tommaso e l’Evangelista Marco.
Il 12 settembre 1577 Tommaso morì. Su sua indicazione, durante il corteo funebre, vennero esposte medaglie, ritratti, disegni, strumenti astronomici e centinaia di libri. Tra questi volumi va segnalata una preziosa edizione del De humani corporis fabrica librorum Epitome di Andrea Vesalio (1543) che sarà anche esposto nella mostra dedicata a Tintoretto alla Scuola Grande di San Marco aperto alle stesse tavole indicate nel testamento del Giannotti.

4 - Peste: cure mediche e spirituali

All’epoca del Tintoretto la Serenissima venne flagellata dalla peste ben nove volte. Le istituzioni governative cercarono di arginare le epidemie come meglio riuscivano, anche costituendo un’apposita commissione che aveva il compito di diminuire gli effetti e la diffusione della peste. Durante l’epidemia del 1486 e nel secolo successivo, questa commissione assunse il ruolo di amministrazione sanitaria pubblica.
Nel corso del XVI secolo vennero creati una serie di luoghi di quarantena per cercare di limitare la diffusione del morbo e, parallelamente, dottori e medici iniziarono a dedicarsi all’indagine della peste elaborando nuove teorie sulla sua trasmissione e proponendo nuovi rimedi. Le scoperte vennero pubblicate in trattati in latino, italiano e dialetto.
Per tentare di arginare il morbo, gli abitanti di Venezia invocarono anche l’intervento divino attraverso rituali collettivi: alla Scuola Grande di San Marco, per esempio, venne praticata la flagellazione pubblica mentre in Piazza San Marco vennero organizzate preghiere e processioni, durante le quali si esibivano immagini votive come l’icona con la Madonna Nicopeia e, molto probabilmente, la tela con Venezia supplica la Vergine di intercedere con Cristo per fermare la peste di Domenico Tintoretto.

5 - Anatomia e arte: il corpo nel Rinascimento

Il Medioevo fu anche il secolo in cui si manifestò un nuovo interesse per le dissezioni anatomiche, sia alla ricerca di segni di santità, sia per motivi di studio e ricerca. Le dimostrazioni di anatomia seguivano i testi antichi ed avevano lo scopo di approfondire le conoscenze di anatomia per poterle sfruttare durante gli interventi chirurgici e l’indagine patologica. Con il progredire degli studi, si rese necessaria una revisione dei testi antichi: è l’inizio della cosiddetta Rivoluzione scientifica.
Tale interesse si diffuse anche in ambito artistico, qui rivolto ad ottenere una migliore resa della dinamicità e della bellezza delle forme del corpo umano. Il contributo degli artisti si può notare in alcuni trattati anatomici considerati veri e propri capolavori, come il De humani corporis fabrica di Andrea Vesalio (1543) o nelle tavole anatomiche a colori di Girolamo Fabrici d’Acquapendente. Nei manuali di disegno, gli studenti vennero chiamati a contrapporre le imperfezioni del corpo evidenziate dagli anatomisti alla perfezione della statuaria classica. In questo interessante dialogo tra arte e scienza, le rappresentazioni di ‘cadaveri animati’ portarono ad un incremento dello studio della natura e ad una maggiore curiosità dei lettori nei confronti del corpo umano.

6 - L’anelo miracoloso di San Marco

Durante il rogo che l’11 agosto 976 colpì la Basilica di San Marco il corpo dell’Evangelista venne salvato e riposto in un luogo segreto al suo interno. Prima che la Basilica fosse riaperta passarono decenni… In questo periodo si perse memoria di dove il corpo fosse stato posto. Nel giugno del 1094, prima della consacrazione della nuova Basilica, il doge Vitale Falier indisse tre giorni di digiuno e processioni pubbliche affinché l’Evangelista indicasse la sua sepoltura: il 25 giugno, finalmente, il corpo del santo patrono emerse da un pilastro vicino alla cappella di San Leonardo.
Leggenda vuole che, proprio in quell’occasione, San Marco donasse il suo anello a Domenico Dolfin dalla Ca’ Grande che aveva promesso di condividerne le proprietà curative con i devoti del Santo. Nel 1509 Lorenzo Dolfin cedette la preziosa reliquia alla Scuola di San Marco per 100 ducati: da allora, ogni 25 giugno, l’anello veniva mostrato in basilica agli infermi, accorsi per commemorare l’Apparizione di San Marco e cercare una cura ai propri mali. Nel 1574, l’anello ed altre reliquie vennero rubate alla Scuola: i confratelli decisero quindi di commissionare a Domenico Tintoretto un telero che raffigurasse il dono a Dolfin. Nel percorso espositivo di ‘Arte, fede e medicina nella Venezia di Tintoretto’ è esposto un raro bozzetto realizzato da Domenico per la tela.

7 - Chirurgia tra scienza, arte e artigianato

Secondo la tradizione, il medico curava i disturbi interni dell’organismo, quelli non visibili, mentre il chirurgo quelli esterni. Nella realtà, però, le due professioni spesso si sovrapponevano.
I chirurghi scrissero i più famosi trattati anatomici del ‘500 in quanto, oltre ad aver studiato sui testi di Ippocrate e Galeno, praticavano quanto descritto con regolarità. Tra le maggiori innovazioni portate avanti dalla chirurgia ci furono lo studio degli strumenti antichi e la creazione di nuova strumentazione che venne presentata in volumi di piccolo e grande formato. Ciò permise la diffusione delle idee tra colleghi, pazienti ed artigiani, che dovevano realizzare i progetti descritti: il libro a stampa illustrato divenne così un mezzo di innovazione tecnologica che doveva combinare le necessità di chirurghi, intagliatori, stampatori e fabbri.

 

Oltre alla mostra su Tintoretto a Palazzo Ducale, a ‘Il Giovane Tintoretto’ alle Gallerie dell’Accademia e ‘La Venezia di Tintoretto’ a Palazzo Mocenigo, gli eventi per celebrare il genio veneziano nel cinquecentesimo anniversario della sua nascita si arricchiscono di un’altra grande esposizione alla Scuola Grande di San Marco! Consulta la nostra speciale sezione Tintoretto 500 per scoprire tutte le nostre proposte dedicate a questa speciale ricorrenza!

Scuola Grande di San Marco – mostra su Tintoretto

  • Intero: € 5,00
  • Ridotto: € 3,00 - minori di anni 18 e over 70
  • Gratuito - residenti nel Comune di Venezia, guide iscritte nell'Albo della Regione Veneto, degenti ricoverati in Ospedale Civile e il personale dipendente e non dipendente dell'Ospedale Civile

Il biglietto include:

  • Mostra ‘Arte, fede e medicina nella Venezia di Tintoretto’
  • Sala dell’Albergo al primo piano della Scuola
  • Mostra sulla Biblioteca Impossibile nella Saletta della Porta d’Acqua
  • La Chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti con la pala d’altare Sant’Orsola e le undici mila Vergini di Jacopo Tintoretto.
A cura della redazione di Insidecom