‘Dialoghi Contemporanei con Tintoretto’ alla Ca' d'Oro

Un'affascinante mostra per confrontare l’opera del maestro veneziano con l’arte contemporanea

Dal 20 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019

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Tra le numerose istituzioni coinvolte nel grande progetto ‘Tintoretto 500’ non poteva certo mancare la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d’Oro: dal 20 ottobre 2018 al 7 gennaio 2019 - prorogata fino al 24 febbraio 2019 - l’affascinante mostra ‘Dialoghi Contemporanei con Tintoretto’ offrirà un inedito punto di vista sulla modernità e la forza innovativa della pittura del genio veneziano.

La mostra su Tintoretto alla Ca' d’Oro presenta un’interessante contrapposizione tra i capolavori di Tintoretto, presenti a Palazzo Ducale e alla Galleria Giorgio Franchetti, ed alcune opere di artisti contemporanei internazionali.

Si tratta di un originale itinerario suddiviso in due sezioni: ‘Volti’ e ‘Storie’. La mostra su Tintoretto alla Ca' d’Oro, Venezia, presenta la sezione ‘Volti’ proponendo un inedito dialogo tra ‘Ritratto del Procuratore Nicolò Priuli’ (Tintoretto, 1549 ca.) e dodici ritratti realizzati da artisti contemporanei - Michaël Borremans, Glenn Brown, Roberto Cuoghi, John Currin, Chantal Joffe, Victor Man, Yan Pei-Ming, Matthew Monahan, Wangechi Mutu, Celia Paul, Markus Schinwald e Josh Smith. La sezione ‘Storie’ trova invece posto all’interno del Palazzo Ducale, nella sala della Quarantia Civil Vecchia, con due Dischi di Emilio Vedova.

L’importanza data da Tintoretto all’introspezione psicologica permette di sviluppare una riflessione che, dalle sue opere, arriva fino all’evoluzione del ritratto contemporaneo, nel quale la mera descrizione lascia il posto all’interpretazione del soggetto. Le opere degli artisti contemporanei invitati a partecipare a ‘Dialoghi Contemporanei con Tintoretto’ vanno a costituire una panoramica completa dei vari punti di vista presenti nella scena artistica dei giorni nostri, tra immagini inquietanti e monumentali, tradizione ed irriverenza. Il dialogo che si sviluppa tra queste opere e quelle di Tintoretto è sorprendente e porta anche a riflettere su quanto il genio veneziano sia stato in grado di anticipare prospettive culturali ed artistiche sempre più attuali nel mondo.

Cosa significa dipingere al giorno d’oggi? Quali sono le problematiche stilistiche e concettuali che i pittori si trovano ad affrontare? Come viene pensata una raffigurazione del volto umano in grado di indagare gli elementi più significativi dell’espressione? Dal confronto con Emilio Vedova, che ha costruito un rapporto davvero privilegiato con Tintoretto fin dalla sua gioventù, ad artisti cinesi, africani, o americani, la mostra alla Galleria Franchetti di Venezia su Tintoretto offre una preziosa occasione per cogliere l’estrema modernità del pittore veneziano che, pur essendo vissuto mezzo secolo fa, si dimostra in grado di stabilire un dialogo alla pari con i più apprezzati artisti della scena contemporanea.

Le opere in mostra per ‘Dialoghi Contemporanei con Tintoretto’

  • Sede principale della mostra, la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro custodisce uno dei capolavori della ritrattistica tintorettiana, ‘Ritratto del Procuratore Nicolò Priuli’, considerata un’opera giovanile di notevole qualità. Il nobile veneziano viene raffigurato con abiti privi di qualsiasi riferimento a cariche politiche, facendo quindi rientrare il dipinto nei cosiddetti ‘ritratti di ruolo’: come nel caso di Jacopo Soranzo, Marco Grimani, Alvise Cornaro ed Alessandro Gritti, anche Nicolò Priuli è stato ritratto al culmine della carriera politica, ma alcun segno distintivo della carica che rivestiva, con un’attenzione quasi maniacale ai dettagli e un’espressione molto diretta, realistica e non artefatta.
  • In ‘The Measure II’ (2007), dell’artista belga Michaël Borremans, emergono alcuni elementi grotteschi già presenti nella pittura fiamminga che qui vengono ulteriormente accentuati dalla difficoltà nel distinguere il naso del soggetto dalle dita della sua mano sinistra, dipinte con una maestria quasi maniacale su una tavola di piccole dimensioni.
  • Il protagonista di ‘Nostalgia’ (2016) dell’inglese Glenn Brown presenta tratti molto vicini alla pittura accademica del Cinquecento, in linea con la volontà dell’artista di riappropriarsi di opere del passato, resi in modo quasi artificiale attraverso l’uso di colori accesi e fluorescenti.
  • L’italiano Roberto Cuoghi tende invece ad esasperare i tratti somatici del soggetto, come in ‘Senza Titolo’ (2009) dove l’uomo raffigurato è una sorta di santo contemporaneo in versione punk, con segni di punture intorno all’occhio sinistro semichiuso.
  • L’americano John Currin nella sua ‘Anita Joy’ (2001) interpreta il volto dell’attrice Anita Ekberg da un lato riprendendo i ritratti barocchi e dall’altra le fotografie d’epoca dei divi di Hollywood.
  • ‘Moll in Pink’, dell’inglese Chantal Joffe, è eseguito con uno stile sgraziato e deforme, dove un misto di ironia e sensualità permettono di cogliere la più intima essenza del soggetto.
  • ‘Untitled’ (2011) del rumeno Victor Man riprende lo stile della Nuova Oggettività e rappresenta un giovane misterioso che sembra sospeso in un tempo indefinito.
  • Napoleon, crowning himself emperor’ (2017) fa trasparire assertività ed arroganza: il cinese Yan Pei-Ming è riuscito a fornire la sua interpretazione di un personaggio iconico della storia occidentale facendo emergere il lato più eccessivo dell’imperatore francese che si autoincorona, cadendo quasi nel grottesco.
  • ‘Secret handshake’ (2016) di Matthew Monahan interpreta la classicità in chiave contemporanea con una leggera ironia.
  • L’artista keniana Wangechi Mutu è riuscita a sviluppare un immaginario favolistico che, attraverso tecniche e materiali diversi sempre caratterizzati da un’estetica complessa, ruota attorno al tema dell’oggettivazione della donna, come in ‘Automatic Hip’ (2015).
  • L’artista anglo indiana Celia Paul in ‘Head of Kate’ (1993-2014) riprende Lucian Freud, concentrandosi sui volti delle sue quattro sorelle, Kate in particolare, colta in un atteggiamento pensoso e malinconico.
  • L’enigmatica ‘In the sand’ (2017) dell’americano Josh Smith presenta uno stile pittorico rapido e veloce e il personaggio sembra uscito da un rituale del Ku Klux Klan.
  • Avvolta nel mistero, la dama dell’austriaco Markus Schinwald, ‘Beth’ (2012), ha il volto coperto da un panno damascato e ricorda il video dell’omonima canzone dei Kiss, dove, nel video, i cantanti erano truccati in bianco e nero.
  • Emilio Vedova, unico artista a dialogare con Tintoretto nella sezione ‘Storie’ a Palazzo Ducale, con ‘Non Dove’87 -1’ (1987) e ‘…Dagegen…1987-’95-2’ (1987-1995) ci porta ad una riflessione ancora più profonda su Tintoretto, vista l’intensa e profonda influenza che l’artista veneziano ha avuto sul grande maestro della pittura astratta del Novecento. Le opere di Vedova sono grandi dischi, ispirati dalla cupola di Santa Maria della Salute, dipinti in modo libero e gestuale ispirando ai teleri del Tintoretto per toni e colori.

 

‘Dialoghi contemporanei con Tintoretto’: un affascinante percorso a ritroso, dalla Galleria Giorgio Franchetti - Ca' d’Oro a Palazzo Ducale, vi permetterà di stabilire un confronto tra la forza di un gigante del Cinquecento, un maestro del Novecento e un gruppo di artisti contemporanei, tutti preda di una sorta di ‘follia della pittura’.

Curata da Ludovico Pratesi, ed organizzata da Polo Museale del Veneto, Fondazione Musei Civici di Venezia e Zuecca Projects, la mostra si avvale dei prestiti ricevuti da Collezione Giuseppe Iannaccone, Gagosian Gallery, Galleria Massimo De Carlo e Victoria Miro Gallery.

Biglietti

  • Intero: € 11,00 – Intero speciale con chiusura del secondo piano: € 7,00
  • Ridotto: € 5,50 – Ridotto speciale con chiusura del secondo piano: € 3,50
    • ragazzi da 18 a 25 anni residenti nell'Unione Europea con documento d’identità
    • insegnanti di ruolo (quando non accompagnano gruppi di studenti)
  • Gratuito
    • Minori di 18 anni con documento d’identità
    • Docenti e studenti dei corsi di laurea, laurea specialistica o perfezionamento post-universitario e dottorati di ricerca delle seguenti facoltà - iscritti all’anno accademico in corso: Architettura, Conservazione dei beni culturali, Scienze della formazione o Lettere e filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico, Accademie di Belle Arti (anche per docenti e studenti di facoltà o corsi corrispondenti di istituiti negli Stati dell’Unione Europea) mediante esibizione di idoneo documento
    • Personale docente della scuola, di ruolo e con contratto a termine, mediante esibizione di idonea attestazione rilasciata dalle istituzioni scolastiche e con documento di identità valido
    • Operatori di associazioni di volontariato che svolgono attività di diffusione/conoscenza dei Beni Culturali
    • Personale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo
    • Membri dell’I.C.O.M. (International Council of Museums)
    • Portatori di handicap e 1 familiare o altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria
    • Giornalisti mediante esibizione di idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta
    • Guide turistiche dell’Unione europea nell’esercizio della propria attività professionale, mediante esibizione di valida licenza
    • Interpreti turistici dell’Unione europea quando occorra la loro opera a fianco della guida, mediante esibizione di valida licenza
A cura della redazione di Insidecom