63° Festival Internazionale Di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia

Imperdibili appuntamenti per un festival dedicato alle realtà musicali più interessanti del Vecchio Continente

Dal 27 settembre 2019 al 06 ottobre 2019

biennale_musica_2019
Prodotti acquistabili
Taxi & Transfer Tour & Attività

Dal 27 settembre al 6 ottobre va in scena la Biennale Musica 2019! Venezia si prepara ad accogliere il meglio della musica contemporanea per la 63° edizione di uno dei più apprezzati festival della scena internazionale! Numerosi gli appuntamenti previsti ogni giorno, per un totale di 16 concerti, con ben 30 prime esecuzioni, 19 assolute e 11 italiane.

Il 63° Festival Internazionale di Musica Contemporanea di Venezia prende spunto e allo stesso tempo riassume tutte le idee che, nelle ultime edizioni, hanno contribuito ad allargare sempre più il concetto di 'contemporaneità' al fine di proporre e valorizzare quanti più generi e tendenze della creatività musicale dei giorni nostri. Novità, ricerca, sperimentazione e supporto, punti fermi della Biennale Musica di Venezia, troveranno posto accanto agli ormai tradizionali 'incontri' tra artisti affermati e giovani emergenti che si affacciano alla scena musicale. In quest'ultimo focus riveste sempre grande importanza Biennale College Musica: il bando internazionale emesso per il 2019 si propone di sostenere la produzione di 4 progetti a basso costo di teatro musicale da camera su tema surreale, giocoso, fantastico e/o comico. Le opere scelte - ‘Trashmedy' (Alessandro De Rosa e Mimosa Campironi), 'Ab Ovo' (Talya Eliav e Liron Barchat), 'Tredici secondi’ o ‘Un bipede implume ma con unghie piatte' (Marco Benetti e Fabrizio Funari), 'The colour's mechanics' (Nuno Costa e Madalena dos Santos) - sono inserite nel programma Biennale Musica 2019.

Intitolato ‘Back to Europe’, il Festival di Musica Contemporanea Venezia 2019 si focalizza sui compositori ed interpreti del ‘Vecchio Continente’, il quale rappresenta il grande punto di riferimento della musica e della cultura del nostro tempo. Un continente che ancora oggi è protagonista di molteplici spinte propulsive che investono gli ambienti artistici di tutto il mondo ed è in grado di dialogare con le esigenze e le ricerche attuali. A incentivare questo tema è George Benjamin, Leone d’Oro alla Carriera 2019, con il suo primo lavoro operistico di ampio respiro e capolavoroWritten on Skin’, eseguito dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Clemens Schuldt. Realizzato nel 2012 per il festival di Aix-en-Provence, ‘Written on Skin’ - che accanto al compositore britannico più osannato dal mondo della musica internazionale vede Martin Crimp per il libretto e Katie Mitchell alla regia - inaugurerà il 63. Festival Internazionale di Musica Contemporanea a Venezia e sarà eseguito in forma di concerto al Teatro Goldoni.

Tra gli esempi presenti alla Biennale di Venezia – musica contemporanea volti a evidenziare il grande tema di questo festival, è Matteo Franceschini: la sua musica si forma su una sensibilità aperta a diverse dimensioni passando dalla musica da camera e sinfonica al teatro musicale, dalla musica acustica aumentata alle esperienze più innovative in campo elettronico che sfocia in ‘Songbook’ composto proprio in occasione del 63. Festival per quartetto rock, ensemble amplificato e live electronics. Il pezzo sarà eseguito dall’Icarus e dal Cantus ensemble il 3 ottobre (Teatro Toniolo di Mestre), in occasione della consegna del Leone d’Argento.

Durante la Biennale Musica 2019 strumenti lontani nel tempo e nello spazio si integrano e reinventano la musica grazie all’opera ‘Nomaden’ del compositore olandese Joël Bons. La sua musica incorpora una vastissima gamma di strumenti – dal duduk armeno al setar iraniano e al kamancha azerbaigiano, dall’ehru cinese allo shakuhachi giapponese e al sarangi indiano – e la loro, per lo più sconosciuta, tavolozza timbrica. Ecco che la musica diventa un’arte interculturale…

Spazio anche allo sposalizio tra arpa ed elettronica: un concerto firmato Emanuela Battigelli, che vuole far scoprire le seduzioni nel connubio fra sonorità apparentemente distanti e contrastanti dati dall’arpa, uno degli strumenti più affascinanti e antichi che incarnano l’armonia, capace di coprire tanti generi, e l’elettronica che caratterizza la ricerca della musica dal secondo Novecento a oggi.

'Esemble Spirito’, che debutterà in prima assoluta alla Biennale di Musica, ‘rende in musica il cuore emotivo della parola’ come nella giustapposizione della ‘Missa da cappella a sei voci’ di Claudio Monteverdi sul mottetto ‘In illo tempore’ del Gomberti alla composizione di Gianvincenzo Cresta per sei voci ed elettronica. A eseguirlo sono l’ensemble vocale Spirito di Lione, diretto da Nicole Corti, affiancato per Monteverdi da I Ferrabosco, consort specializzato nella polifonia italiana sacra e profana, e per Cresta, dall’elettronica curata da Francesco Abbrescia.

Il concerto di Filippo Perocco e Lucia Ronchetti trasforma lo spazio di ascolto della musica in un grande palcoscenico con interpreti-performer, ambienti sonori scenografici e installazioni multimediali immersive. Il concerto prevede l’esecuzione di due nuovi brani commissionati dalla Biennale, due lavori indipendenti che condividono una comune matrice ‘teatrale’ con i testi del poeta e saggista russo-americano Eugene Ostashevsky e con la scenografia e la regia di Antonino Viola e Antonello Pocetti.

Un viaggio al confine tra arte e musica contemporanea è offerto dal concerto del complesso fiammingo HERMESensemble, fondato nel 2000 dal direttore Koen Kessel. Questo viaggio musicale e visivo di Wim Henderickx e Vykintas Baltakas è concepito con l’artista visivo e musicista newyorchese Kurt Ralkse. Non diversamente, l’opera che Annelies Van Parys presenta alla Biennale nasce da un profetico lungometraggio del 1932 – ‘Histoire du soldat inconnu’ - del filmmaker belga Henri Storck.

In memoria dei dieci anni dal sisma che colpì l’Aquila nel 2009, I Solisti Aquilani offrono un repertorio che spazia dalla musica pre-barocca alla musica contemporanea con un particolare riguardo ai compositori italiani. Durante il concerto si potranno ascoltare tutti i nuovi brani che Stefano Taglietti, Andrea Manzoli, Roberta Vacca e Pasquale Corrado – a Venezia in veste anche di direttore – hanno composto in memoriam.

Il Festival della Musica Contemporanea Venezia 2019 sarà un’occasione unica per ascoltare straordinari brani di formazioni di rilievo internazionale, di importanti personalità della musica contemporanea, ma non mancheranno di certo, tantissime soprese che renderanno questo storico festival un’esperienza indimenticabile!

63° Biennale di Musica Contemporanea. Grande musica, splendide location ed artisti di fama internazionale… Non mancare!

Sul nostro portale potrai trovare numerosi spunti per organizzare al meglio il tuo soggiorno, decidere cosa fare a Venezia e come spostarti nel modo più adatto alle tue esigenze!

A cura della redazione di Insidecom