'Il mondo che non c’era. L’arte precolombiana nella Collezione Ligabue' a Palazzo Loredan

Arriva a Venezia la mostra che ha già incantato Firenze, Rovereto e Napoli

Dal 12 gennaio 2018 al 30 giugno 2018

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Arriva a Venezia la grande mostra della Collezione Ligabue sull’arte precolombiana: dal 12 gennaio al 30 giugno 2018 l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti – Palazzo Loredan accoglie oltre 200 reperti appartenenti alle tante e diverse civiltà precolombiane che hanno prosperato nel Mesoamerica prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo e dei Conquistadores, un mondo affascinante, vivo e variegato rimasto celato all’Europa per millenni.

Dopo aver conquistato Firenze, Rovereto e Napoli ‘Il mondo che non c’era. L’arte precolombiana nella Collezione Ligabue’ approda in laguna… Una raccolta eccezionale, parte della Collezione Ligabue, a Venezia per la prima volta, permetterà l’incontro di due civiltà, tanto diverse quanto idealmente simili, che seppur lontanissime, sono parte della stessa umanità.

La mostra

Visitando ‘Il mondo che non c’era’ a Venezia potrete entrare in contatto con le civiltà precolombiane: si tratta di culture tanto affascinanti quanto ancora incomprese, annientate e ignorate per anni dai Conquistadores che, ammaliati solo dalle loro ricchezze materiali, furono responsabili di stragi e razzie senza eguali. Passarono secoli tra la scoperta dell’America e la presa di coscienza, da parte degli europei, della grandezza delle culture e dell’arte di questo nuovo mondo.

Secondo l’antropologo Claude Lévi-Strauss, la scoperta dell’America è forse l’evento più importante della storia dell’umanità, un fatto epocale che scardina la visione del mondo avuta fino alla fine del XV secolo. Cristoforo Colombo però, pensava di essere approdato su alcune isole al largo del Giappone… Si deve ad Amerigo Vespucci la consapevolezza di aver scoperto un Mundus Novus, chiamato appunto ‘America’ in suo nome. Pochi decenni dopo l’arrivo di Colombo, Aztechi ed Inca vennero schiacciati con le armi e la schiavitù e i Taino erano già del tutto annientati… Anche la caccia all’oro – che spinse Spagnoli ed avventurieri nelle Ande, alla ricerca della mitica El Dorado - e le malattie portate dagli Europei contribuirono alla fine di queste antichissime civiltà

In questa mostra sulla Collezione Ligabue 2018 potrete ammirare le rare maschere in pietra di Teotihuacan – prima vera città del Messico centrale e una delle più grandi di tutta la Mesoamerica; vasi Maya di epoca classica che, ricchi di iscrizioni e decorazioni offrono preziose testimonianze sulla civiltà e la scrittura di questo popolo; le statuette antropomorfe della cultura Olmeca che tanto affascinarono pittori come Diego Rivera, Frida Kahlo e diversi surrealisti; le enigmatiche e misteriose sculture Mezcala che furono collezionate da André Breton, Paul Eluard e lo scultore Henry Moore; statuette policrome di ceramica cava della cultura di Chupicuaro, che raggiunse il suo momento d’oro tra il 400 e il 100 a.C.; urne cinerarie della cultura Zapoteca con effigi spesso antropomorfe dal 200 a.C. al 200 d.C.; splendide sculture Azteche, tra le quali gli esempi più pregevoli sono le Veneri ecuadoriane di Valdivia, e ancora oggetti Inca, tessuti e vasi di Nazca, manufatti della cultura Moche ed eccellenti oggetti in oro.

‘Il mondo che non c’era’ – mostra 2018 offrirà al visitatore molteplici spunti, sia per conoscere i diversi aspetti della vita e le culture del Mesoamerica, sia per capire i ‘debiti’ che abbiamo nei loro confronti… Basti pensare che alimenti come il cacao, i pomodori e le patate sono arrivati sulle nostre tavole dopo la scoperta dell’America, grazie alla mediazione delle cucine della Corte spagnola; il calcio stesso, una tradizione profondamente radicata nella cultura e nella ritualità di queste civiltà, come è possibile evincere dalle opere e dalle raffigurazioni in mostra, è giunto in Europa dal Mondo Nuovo. Una piccola postilla a parte merita il mais, che troviamo in mostra addirittura personificato. Importato a Venezia dalla Spagna - secondo Ramusio era coltivato nel Polesine sin dal 1554 – il mais divenne l’ingrediente principale della polenta, che però veniva preparata senza utilizzare le tecniche degli indigeni americani causando la diffusione endemica della pellagra.

Pur restando fuori dalla corsa al nuovo Continente, Venezia riuscì a conquistare quelle terre lontane grazie alla forza del proprio immaginario. In molte cronache del tempo tante città sull’acqua vennero paragonate o furono addirittura chiamate rifacendosi alla città veneta, come la capitale azteca di Tenochtitlan, spesso definita ‘un’altra Venezia’. Il ruolo di punta degli stampatori veneziani - per numero di testi sulle Americhe pubblicati nel XVI secolo Venezia viene superata solo da Parigi– permise alla Serenissima di diventare uno dei centri propulsori della cosiddetta ‘scoperta letteraria’ delle Americhe, tanto che ancora oggi alcuni testi veneziani sono considerati le fonti più antiche sul Nuovo Mondo, essendo andati perduti i testi originali.

Istituto Veneto Scienze Lettere Arti – Palazzo Loredan

La cornice spettacolare che offre la biblioteca di Palazzo Loredan contribuisce ad aumentare la spettacolarità dell’arte precolombiana in mostra a Venezia… Ori, statuette e manufatti trovano di fatti posto accanto a lampadari in vetro di Murano, intarsi e libri veneziani creando una sorta di magia nel vedere questi due mondi lontanissimi così vicini, il mondo che non c’era accanto a quello che c’era.

La Fondazione Giancarlo Ligabue

La Collezione Ligabue è una delle più importanti e complete collezioni italiane dedicate alle culture dell’antica Mesoamerica – parte del Messico, Guatemala, Belize, parte dell’Honduras e del Salvador, Panama, Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia, fino a Cile e Argentina.

'Il mondo che non c’era. L’arte precolombiana nella Collezione Ligabue' è stata ideata dal figlio di Giancarlo Ligabue, Inti, poco dopo la morte del padre, come omaggio al suo lavoro che comunque continua anche oggi nelle attività culturali, di ricerca scientifica e di divulgazione portate avanti dal Centro Studi e Ricerche fondato oltre 40 anni fa da Giancarlo Ligabue.

Imprenditore, esploratore, appassionato collezionista, paleontologo e studioso di archeologia e antropologia, Giancarlo Ligabue (1931- 2015) ha organizzato oltre 130 spedizioni in tutti i continenti, partecipando agli scavi e alle esplorazioni personalmente. La sua passione ha portati a svariati ritrovamenti, ora conservati in importanti musei di tutto il mondo, oltre che alla creazione di una ricca e preziosa collezione artistica, espressione di molteplici culture.

Una parte della ricca collezione Ligabue va a formare il cuore di questa affascinante mostra sull’arte precolombiana a Venezia, curata da Jacques Blazy, specialista delle arti pre-ispaniche della Mesoamerica e dell’America del Sud. Altri componenti del comitato scientifico della Fondazione Giancarlo Ligabue che hanno collaborato a questa esposizione sono l’archeologo peruviano Federico Kauffmann Doig e André Delpuech, direttore del Musée de l’Homme di Parigi e già responsabile delle Collezioni delle Americhe al Musée du quai Branly.

 

Mostre Istituto Veneto Scienze Lettere Arti Venezia

'Il mondo che non c’era. L’arte precolombiana nella Collezione Ligabue'

12 Gennaio 2018 - 30 Giugno 2018

Aperta da martedì a domenica con orario 9.00-17.00

A cura della redazione di Insidecom