‘John Ruskin. Le Pietre di Venezia’ a Palazzo Ducale

Una grande mostra celebra il genio artistico del critico inglese e il suo legame con Venezia

Dal 10 marzo 2018 al 10 giugno 2018

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Dal 10 marzo al 10 giugno 2018 ‘torna’ a Venezia John Ruskin. Palazzo Ducale accoglie una grande mostra dedicata all’affascinante rapporto tra Ruskin e Venezia, un legame profondo e molto forte sfociato nell’opera letteraria più celebre del critico inglese, ‘Le pietre di Venezia’, uno studio sull’architettura della città lagunare, che è allo stesso tempo un inno alla sua bellezza ed estrema fragilità.

‘John Ruskin. Le Pietre di Venezia’ è un evento unico, un’esposizione che, per la prima volta in Italia, si focalizza solo su Ruskin-artista e sulla sua speciale relazione con la nostra città.

 

John Ruskin

Scrittore, pittore e critico d’arte, John Ruskin (1819-1900) è uno dei personaggi cardine del panorama artistico internazionale del XIX secolo. Ammirato da Proust e Tolstoj, con i suoi lavori sull’arte e l’architettura è riuscito ad influenzare l’estetica del suo tempo e ha contribuito a diffondere il mito di Venezia, decantandone la bellezza proprio nel periodo della sua decadenza.

Il suo spirito religioso, maturato nell’Inghilterra vittoriana, è animato da una visione etica che lo porta a trattare tematiche sociali e politiche - in opposizione al materialismo che si stava diffondendo sempre di più - portando avanti l’idea utopica di una società felice per tutti, un ideale che, tra gli altri, incanta anche Gandhi. Scrive di mineralogia e di botanica, di economia, architettura e restauro, oltre ad interrogarsi su questioni sociali, arte, paesaggio e natura… John Ruskin riesce a portare avanti una visione interdisciplinare quando il termine stesso di interdisciplinarietà ancora non era stato coniato. Non potendo trattare a pieno la complessità e il genio di questa personalità tanto versatile, la mostra su Ruskin a Palazzo Ducale ha dovuto fare una scelta, concentrandosi sull’artista e su un centinaio di opere che testimoniano la sua predisposizione a tradurre la realtà in immagini.

Tenendo conto del suo eclettismo e del ruolo di primo piano che ha la parola scritta nel suo lavoro, la mostra a Palazzo Ducale ‘Ruskin. Le pietre di Venezia’ vuole anche essere una sfida a omaggiare questo grande artista come pittore: l’architettura, i grandi maestri del passato della Serenissima dei quali riproduce e reinterpreta le opere e la singolare esplorazione della natura tra immaginazione e curiosità sono il filo conduttore dell’incontro con i suoi lavori organizzato a Palazzo Ducale.

Fondamentale per la sua opera è l’incontro, in giovane età, con il maturo Turner, che Ruskin difende contro i vari detrattori in diversi scritti e nell’opera ‘Modern Painters’. Per capire meglio la forza di questo incontro saranno presenti a Palazzo Ducale anche alcune splendide raffigurazioni di Turner, come Venezia, Punta della Dogana e Santa Maria della Salute – in prestito dalla National Gallery di Washington - e Venezia, cerimonia dello Sposalizio del mare – in arrivo dalla Tate di Londra.

La pittura di Ruskin però non tende al sublime e all’astrazione come quella di Turner. Descrive in modo dettagliato al fine di immortalare la realtà anche se, nello studio della natura o nella resa dei particolari architettonici, è riscontrabile una visionarietà che porta alla luce le sue idee sul ruolo dell’artista, che dovrebbe essere un profeta, un veggente in grado di capire e tradurre la verità divina contenuta nella realtà naturale, idee derivate proprio dalle opere di Turner.

 

La mostra

Ruskin Venezia, un legame nato quando l’artista aveva solo sedici anni e coltivato per tutta la vita con ben undici viaggi, tra il 1835 e il 1888. Studi di nuvole, Tramonti, Pleniluni, Scorci della laguna, Studi dai grandi pittori veneziani: Carpaccio, Veronese, Tintoretto: l’amore di Ruskin per Venezia si traduce in numerosi lavori, ma il tema cruciale resta la ‘natura del gotico’, riscoperto e celebrato come il momento più alto dell’arte e dell’architettura dal punto di vista estetico e morale. Per questo, il testo di riferimento è appunto ‘The Stones of Venice’ (1851-1853, 3 volumi), ma anche le tavole in folio degli Examples of the Architecture of Venice - pubblicate negli stessi anni - e St. Mark’s Rest, una sorta di revisione de ‘Le pietre di Venezia’, elaborata dopo che Ruskin assiste alla demolizione di alcune importanti parti della Basilica di San Marco, e proposta come guida della città per i viaggiatori che hanno ancora a cuore i suoi monumenti.

La mostra su Ruskin a Venezia è ospitata nelle splendide sale dell’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale, l’edificio che più di tutti Ruskin ha esplorato ed analizzato da angolazioni diverse in taccuini, rilievi, acquarelli, calchi in gesso, platinotipi ed albumine. Le sale e i loggiati tanto amati e raffigurati faranno da sfondo alle sue opere, mentre la scenografia di Pier Luigi Pizzi metterà in risalto le presenze architettoniche e scultoree della Venezia gotica e bizantina, medievale e anticlassica.

Fortemente voluta da Gabriella Belli e curata da Anna Ottani Cavina, ‘John Ruskin. Le Pietre di Venezia’ vanta tutti prestiti internazionali, dal momento che in Italia non sono custodite opere dell’artista inglese.

Presenti in mostra a Palazzo Ducale anche una serie di acquarelli che trattano il tema della montagna e i paesaggi italiani; una selezione dei Venetian Notebooks - taccuini di schizzi, piante, misurazioni e fittissimi appunti; i manoscritti di Ruskin per ‘The Stones of Venice’ - frammenti di carta azzurra conservati alla Morgan Library di New York, per la prima volta esposti al pubblico; alcune prime edizioni a stampa; dagherrotipi; foto storiche e dipinti dei grandi pittori del Cinquecento veneziano messi a confronto con gli studi che Ruskin aveva tratto da essi.

Oltre cent’anni fa John Ruskin è riuscito a lanciare un segnale d’allarme che è ancora attuale. La sua Venezia è scoperta, ossessione… è amore, per la sua bellezza, e odio, per il suo decadimento al quale pochi sembrano interessati. Dal suo rapporto tra società civile ed architettura emerge una Venezia da salvare, per la quale lui sembra erigersi a ‘Direttore di coscienze’, come lo definì Proust nel necrologio pubblicato a pochi giorni dalla morte di Ruskin.

‘[Venezia] giace ancora davanti ai nostri sguardi come era nel periodo finale della decadenza: un fantasma sulle sabbie del mare, così debole, così silenziosa, così spoglia di tutto all’infuori della sua bellezza, che qualche volta quando ammiriamo il languido riflesso nella laguna, ci chiediamo quasi fosse un miraggio quale sia la città, quale l’ombra. Vorrei tentare di tracciare le linee di questa immagine prima che vada perduta per sempre, e di raccogliere, per quanto mi sia possibile, il monito che proviene da ognuna delle onde che battono inesorabili, simili ai rintocchi della campana a morto, contro le pietre di Venezia’
John Ruskin, The Stones of Venice, vol. I, ch. I, § 1

 

‘John Ruskin. Le Pietre di Venezia’

10 marzo – 10 giugno 2018

  • 10 – 31 marzo: dalle 8.30 alle 17.30 (ultimo ingresso alle 16.30)
  • Dal 1 aprile: dalle 8.30 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.00)

Biglietti

I possessori del biglietto I Musei di Piazza San Marco potranno acquistare presso la biglietteria di Palazzo Ducale il biglietto per visitare la mostra al prezzo speciale di € 2.00!

  • Intero € 13,00
  • Ridotto € 10,00 (ragazzi da 6 a 14 anni; studenti da 15 a 25 anni; cittadini over 65; personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo; possessori Museum Pass; possessori VeneziaUnica Pack Adult e Junior; titolari Carta Rolling Venice e Carta Giovani Membri Icom; clienti Trenitalia (viaggiatori Frecciargento e Frecciabianca con destinazione Venezia, viaggiatori in possesso di biglietto internazionale con destinazione Italia, dipendenti del Gruppo FS e i possessori di Carta Freccia); soci Touring Club Italia; titolari di ISIC – International Student Identity Card; titolari Carta Servizi Cinema Più; gruppi (min.15 persone).
  • Entrata gratuita per bambini da 0 a 5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate della Provincia di Venezia; interpreti turistici della Provincia di Venezia che accompagnino gruppi; docenti accompagnatori di gruppi scolastici, fino ad un massimo di 2 per gruppo; accompagnatori (max. 1) di gruppi di adulti; partner ordinari MUVE; possessori di The Cultivist card (più tre accompagnatori).
A cura della redazione di Insidecom