'La bottega Cadorin. Una dinastia di artisti veneziani' a Palazzo Fortuny

Ricordi, emozioni e testimonianze di una delle più floride famiglie di artisti veneziani!

Dal 26 novembre 2016 al 27 marzo 2017

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A Palazzo Fortuny, le mostre 2017 si aprono con una nuova, seducente esposizione dedicata ad una famiglia di artisti la cui epopea si è andata indissolubilmente legando a quella della città lagunare… Dal 26 novembre 2016 al 27 marzo 2017 le mostre a Palazzo Fortuny presentano 'La bottega Cadorin. Una dinastia di artisti veneziani'!

Originari di Pieve di Cadore, i Cadorin si trasferiscono a Venezia nel Cinquecento, probabilmente attratti dalle molteplici possibilità offerte dalla Serenissima che, all’acme della sua magnificenza, aveva già sancito il successo del loro concittadino Tiziano Vecellio.

La bottega Cadorin si insinua nel florido panorama artistico locale riunendo sotto un solo nome diverse maestranze: intagliatori e scultori, architetti e pittori, ma anche restauratori, fotografi ed ebanisti. I Cadorin a Venezia avviano una promettente attività intrecciando le trame della propria vicenda personale e professionale a quelle di un vivace contesto creativo alla costante ricerca della bellezza più effimera.

In una città che ha prodotto alcuni tra i maggiori capolavori della storia dell’arte, senza perdere quella tradizione dei ‘mestieri’ ancor oggi respirabile tra le calli che ne conservano i nomi, la famiglia Cadorin si aggiudica un ruolo di primo piano nel sottile spazio che divide artigianato e produzione artistica… ‘Il papà ci diceva sempre: soprattutto, non fate gli artisti, è una cosa spaventosa!’.

Il successo dei Cadorin sembra finire nel 1848 - anno di chiusura dell’ultima delle sette botteghe della Repubblica - ma, dopo un’interruzione di quasi un secolo, nel 1925 Vincenzo, scultore e intagliatore uscito dalla prestigiosa Accademia di Belle Arti, riavvia la tradizione di famiglia e le dà nuovo lustro, ottenendo prestigiose commissioni e prendendo parte alle prime edizioni della Biennale. Ed ecco rincorrersi, una dopo l’altra, le generazioni a venire, punteggiate da nomi ben noti all’interno del panorama artistico veneziano, come Vincenzo, Ettore e Guido Cadorin, l’architetto Brenno del Giudice, il fotografo Augusto Tivoli e sua figlia Livia, fino all’ultima erede vivente: Ida, sensibile pittrice legata sentimentalmente a Zoran Mušič.

A Palazzo Fortuny, Venezia, la mostra Cadorin permetterà ai visitatori di ammirare oltre duecento espressioni di questo poliedrico talento familiare… Partendo dai prodotti della più intima personalità artistica, come il ‘Ritratto del padre’ realizzato da Guido nel 1910 e i dipinti di Ida, tra i quali non si può non ricordare ‘L’uomo di pietra’ del 1967 e ‘Le persécuteur’ del 1979, la mostra Palazzo Fortuny a Venezia presenta anche testimonianze che potremmo definire maggiormente ‘pubbliche’ della Venezia del tempo, offerte dal realismo descrittivo languidamente magico di Guido (‘Punta della Dogana’ del 1956, ‘Piazzale Roma’ del ’58, ‘Acque’ del 1963, ‘Donde un giorno nacque il miracolo di Venezia’ del 1969), dalle tele degli anni Ottanta di Zoran (‘Canale della Giudecca’ o ‘Il Mulino Stucky’), e dalle foto di Augusto che raccontano cronaca e mondanità (gli interni di Palazzo Papadopoli, l’arrivo di Guglielmo II Imperatore, il crollo del campanile di San Marco del 1903).

Il rarefatto connubio tra pubblico e privato si fa strada lungo le stanze di Palazzo Fortuny, Venezia, 2017 dove con una tattile leggerezza sfilano sotto i nostri occhi le tracce di una genealogia perennemente in bilico tra queste due sfere… è proprio questa la sensazione che ci accoglie entrando in punta di piedi alla mostra sui Cadorin a Venezia, quasi sentendoci ospiti a casa loro, come se frugassimo tra i cassetti delle loro vicende più intime trovando vecchie fotografie e ricordi sbiaditi. Sala dopo sala, rassicurati dai prodotti più ‘pubblici’ dell’attività creativa, questa sensazione di iniziale imbarazzo lascia piano piano il posto all’emozione, facendoci sentire come dei vecchi amici di famiglia.

Per questa affascinante mostra sui Cadorin a Venezia, Palazzo Fortuny, Ida Barbarigo, ultima rappresentante umana ed artistica della famiglia, ha messo a disposizione le opere da lei ereditate e conservate a Palazzo Balbi Venier. La collezione di dipinti e disegni del padre Guido, le sculture lignee, i gessi e le terrecotte del nonno Vincenzo, cimeli e fotografie al limite tra il ricordo affettuoso e la testimonianza storica… Quello che si va formando sotto i nostri occhi è un album di famiglia fino a ieri custodito nell’intimità della memoria e ora consegnato alla città attraverso il racconto meditato di Jean Clair e Daniela Ferretti, rispettivamente curatore e ideatrice della mostra a Palazzo Fortuny. Lui, Accademico di Francia che ha personalmente conosciuto i protagonisti della vicenda frequentandone la casa per diversi decenni; lei, curiosa conoscitrice di storia veneziana, ne ha ritagliato il profilo all’interno del contesto sociale del tempo.

Anche la scelta della location non è stata casuale, Palazzo Fortuny: la mostra a Venezia sui Cadorin è ospitata nella splendida casa-museo veneziana ancor oggi pervasa da un’atmosfera surreale e sognante che profuma di un tempo passato. Palazzo Fortuny simboleggia anche un ulteriore intreccio, quello tra Mariano Fortuny e i Cadorin… Ettore e Guido, infatti, vengono ritratti come abitudinari frequentatori del suo salotto culturale, crocevia di molteplici personalità che hanno saputo animare una città mai stanca di guardarsi allo specchio e riconoscersi ancora come la più bella d’Europa.

Dal 26 novembre 2016 al 27 marzo 2017 Palazzo Fortuny ospita una delle più affascinanti mostre a Venezia degli ultimi anni, un percorso tra emozioni e capolavori per conoscere la storia di una delle più eclettiche famiglie ‘adottate’ da Venezia.

A cura della redazione di Insidecom