‘Materialità e Metamorfosi’ Joan Miró a Palazzo Zabarella

85 opere del maestro catalano mai esposte in Italia

Dal 10 marzo 2018 al 22 luglio 2018

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Dal 10 marzo al 22 luglio le mostre a Padova 2018 possono vantare un appuntamento di rilevanza internazionale: ‘Joan Miró: Materialità e Metamorfosi’.

85 opere, tra quadri, disegni, sculture, collages ed arazzi, saranno esposte a Palazzo Zabarella per una grande mostra che indaga l’approccio all’arte del celebre surrealista catalano. L’affascinante selezione di lavori presentata a Padova – mostra Mirò 2018 vuole far cogliere allo spettatore il pensiero visuale di Miró, il suo metodo di lavoro a cinque sensi e i processi di elaborazione delle sue creazioni.

Come anticipa il titolo stesso, ‘Materialità e metamorfosi’ – mostra Mirò a Palazzo Zabarella – vede come chiave di lettura della produzione di Mirò la trasformazione della materia e la metamorfosi, focalizzandosi sulla naturalezza fisica dei supporti impiegati dall’artista e sull’elaborazione dei materiali, fondamento stesso dell’attività artistica di Mirò.

In uno sguardo d’insieme, la molteplicità e la diversità dei materiali e delle tecniche usate da Mirò è davvero notevole: dalle pagine di giornale a corde e feltro, dalle carte giapponesi a sabbia, sacchi e vassoi, senza tralasciare gli ‘strumenti’, da olii e colori acrilici fino a gessi, grafite, tempera all'uovo, vernice a smalto, stencil e decalcomanie. In questa sua esplorazione della materialità, eguagliata forse solo da Paul Klee, Joan Miró estese i confini delle tecniche di produzione artistica del XX secolo. Oltre a questo, fu in grado di elaborare un nuovo linguaggio dei segni che ha plasmato in modo indissolubile il corso dell’arte moderna.

Nei lavori di Mirò in mostra a Padova gli oggetti diventano segni visivi: negli arazzi le matasse di filo sono schizzi di colore, nei primi collage il fil di ferro fa le veci della linea disegnata, la carta prende le sembianze di una tela come supporto…L’artista lavora in una continua sperimentazione alla ricerca di nuovi mezzi espressivi ed equivalenze, tutto è in costante cambiamento. La morfologia potrebbe essere vista come il principio operativo del suo lavoro ma, nonostante sia definita come variazione della forma, della sostanza e della struttura fisica, la chiave per interpretare Mirò non va cercata nella scienza o nella biologia ma nella trasformazione e nella logica del suo metodo di lavoro. Sfidando il concetto stesso di specificità del mezzo, Joan Mirò ha assunto allo stesso tempo il ruolo di artefice e trasgressore della forma del modernismo del XX secolo in veste di pittore e antipittore.

La mostra su Mirò a Padova tratta sei decenni di ricca e variegata attività artistica (1924-1981) attraverso una selezione di opere fino ad ora mai esposte in Italia. La storia delle opere presenti a Padova – mostra Mirò è alquanto curiosa: tra il 2004 e il 2006, il Banco Português de Negociósle aveva acquistato le opere da un’importante collezione privata giapponese; nel 2008 il Banco venne nazionalizzato e le opere divennero proprietà dello stato portoghese. In fase di difficoltà economica, lo stato provò poi a vendere la collezione mettendola all’asta da Christie’s a Londra. La decisione provocò talmente tanto scalpore che la vendita venne bloccata. Le opere di Mirò rimasero quindi in Portogallo, sono state esposte solo a Porto e Lisbona ed ora, per la prima volta, sono arrivate in Italia per una delle più attese mostre a Padova 2018 a Palazzo Zabarella.

Mirò a Padova – Palazzo Zabarella è un’esposizione da non perdere! Il particolare taglio curatoriale di Robert Luba, uno dei massimi esperti viventi su Mirò, che si concentra sulla trasfigurazione della materia, ha permesso l’esposizione di numerose opere inedite, probabilmente diverse da quelle che popolano l’immaginario collettivo pensando a Mirò!

Joan Mirò in breve

Nonostante un percorso di studio e i primi lavori in ambito commerciale, Joan Mirò (1893-1983) riuscì sempre a coltivare la sua grande passione per l’arte e il disegno. È stato grazie ad un forte esaurimento nervoso, che lo colpì all’età di 18 anni, che finalmente decise di dedicarsi interamente a quella che ormai non era più solo una semplice passione. Dopo gli studi accademici e una prima personale alla Galeries Dalmau nel 1918, nel 1920 Mirò si trasferì a Parigi dove conobbe Picasso e il circolo dada di Tristan Tzara. Visse tra Parigi, Palma di Maiorca e Mont-roig del Camp, ricevendo molti riconoscimenti. Nel 1972 crea la Fundació Joan Miró a Barcellona.

È ritenuto uno dei più radicali esponenti del Surrealismo, un artista in grado di mostrare senza indugi la sua avversione per la pittura convenzionale che, attraverso forme essenziali e colori decisi, dà vita ad opere appartenenti quasi ad un mondo onirico.

 

Mostra Mirò Padova orari ed aperture straordinarie

  • Da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 19.00 (la biglietteria chiude alle 18.15)
  • Mercoledi 25 e lunedì 30 aprile, martedì 1 maggio, sabato 2 e mercoledì 13 giugno, dalle 9.30 alle 19.00 (la biglietteria chiude alle 18.15)

Mostra Mirò Padova Biglietti

  • Intero € 13,00
  • Ridotto € 11,00 - over 65, ragazzi da 18 a 25 anni, persone diversamente abili o con invalidità, docenti e dipendenti dell’Università degli studi di Padova, docenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia
  • Ridotto ragazzi da 6 a 17 ani € 7,00
  • Ridotto speciale € 7,00 – solo da martedì a venerdì per studenti dell’Università degli Studi di Padova e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia
  • Gratuito - bambini fino ai 5 anni (non in gruppo scolastico), accompagnatori di visitatori diversamente abili
A cura della redazione di Insidecom