'Storie dell'Impressionismo' al Museo di Santa Caterina

I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin

Dal 29 ottobre 2016 al 01 maggio 2017

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Dal 29 ottobre 2016 al 1 maggio 2017 Linea d'Ombra vi invita ad una delle più affascinanti mostre sugli Impressionisti mai organizzata in Italia… Un percorso di grande suggestione, fatto di confronti, emozioni ed approfondimenti… La nuova mostra a Treviso 2016 2017 rappresenta un'occasione unica per vedere riuniti in un'unica sede espositiva alcuni dei capolavori che hanno segnato uno dei periodi cruciali della storia dell'arte!

140 eccezionali opere, quasi esclusivamente dipinti ma anche fotografie e incisioni, raccontano le 'Storie dell'Impressionismo': ospitata nei rinnovati spazi espositivi del Museo di Santa Caterina, Treviso, la mostra impressionisti riunisce capolavori provenienti da grandi musei e collezioni private di tutto il mondo, un chiaro segno della grande risonanza a livello internazionale raggiunta dalle mostre di Marco Goldin.

La mostra vuole essere un richiamo al lavoro di ricerca svolto da Linea d'Ombra in questi primi due decenni di attività… Con 'Storie dell'Impressionismo' a Treviso, Marco Goldin vuole 'riassumere' le tematiche salienti della sua lunga ricerca personale. Sei sezioni raccontano gli anni salienti dell'Impressionismo dalla metà dell'Ottocento all'inizio del Novecento: partendo dalle correnti e dagli artisti che hanno influenzato la nascita dell'Impressionismo, la mostra a Treviso mette il visitatore in contatto diretto con il movimento pittorico fino alla sua crisi, negli anni ottanta del XIX secolo, e alle successive evoluzioni che si riveleranno determinanti per i movimenti del XX secolo.

Al Museo di Santa Caterina, Treviso, l'Impressionismo trova posto accanto ad alcune opere di pittura accademica, necessarie a comprendere uno dei punti fondamentali della mostra stessa: il linguaggio elaborato dai giovani impressionisti, e prima di loro dalla scuola di Barbizon, si sviluppa in modo del tutto parallelo e simultaneo alle esperienze del Salon di Parigi. Non dimentichiamo infatti che gli Impressionisti, pur rifiutandone lo spirito conservatore, ambivano a prendervi parte, essendo l'unica esposizione che avrebbe dato loro fama e visibilità…

La mostra a Treviso sugli Impressionisti non mette a confronto solo la pittura del Salon con gli Impressionisti… La neonata fotografia, soprattutto di paesaggio e rievocativa delle ambientazioni tanto care agli Impressionisti, e le incisioni a colori su legno di Hiroshige e Hokusai contribuiscono a fornire ai visitatori un quadro completo, elaborato da Goldin alla fine dei numerosi anni di studi e ricerche sulla pittura francese del XIX secolo.

'Storie dell'Impressionismo': Treviso, Museo di Santa Caterina, accoglie un'esibizione senza precedenti… Opere d'arte che hanno segnato una delle più grandi ed affascinanti rivoluzioni artistiche della storia aprono le porte alla comprensione di una bellezza sconosciuta e del contesto nel quale è nata e si è sviluppata, per poi porre le basi per le nuove correnti artistiche del XXI secolo.

  1. Lo sguardo e il silenzio - Percorso del ritratto da Ingres a Degas a Gauguin

    Le opere giovanili di Ingres aprono l'esposizione al Museo di Santa Caterina. I riferimenti all'antico, e in particolare a Raffaello, sono una costante nell'opera del pittore francese, autore di un'arte che si fonda sul bello eterno e che, soprattutto, cerca il bello nel vero.

    La sua ritrattistica giovanile segna uno spartiacque tra il ritratto puramente celebrativo e quello di maggiore approfondimento psicologico: la sua attitudine ad una sorta di realismo silenzioso - riscontrabile nelle immagini degli amici d'infanzia o in quella del ragazzo con l'orecchino, entrambe evocative della sua giovinezza nel sud ovest della Francia - influenzerà pittori come Courbet, Manet, Degas e Renoir nelle loro ricerche per la rappresentazione del volto umano.

    A differenza di Delacroix, tenuto su un piedistallo da moltissimi impressionisti e in particolare da Van Gogh, il giovane Ingres mette da parte gli intenti celebrativi in favore di una realtà quasi poetica, di forte impatto psicologico.

    L'ingresso sulla scena artistica di Van Gogh e Gauguin segnerà una svolta ulteriore nella pittura di ritratto, ormai già rivolta al Novecento. Messa in secondo piano la verosimiglianza, i pittori iniziano a concentrarsi sulle proprie emozioni, seguendo il proprio trasporto interiore e dando spesso ai volti un significato simbolico.

    L'affiancamento di una tela di Degas e di Puvis de Chavannes mostra come l'opera degli impressionisti si distaccasse da quella dei pittori accademici dello stesso periodo, ancora legati al ritratto celebrativo.

  2. Figure sotto il cielo - Da Millet a Renoir

    Nel 1852 Courbet espone al Salon 'Le ragazze del villaggio', presente in questa sezione della mostra a Treviso, provocando un vero e proprio scandalo. La sua scena di vita reale, dove la figura umana viene contestualizzata nel suo quotidiano, non ha niente a che vedere con il paesaggio storico tanto caro ai pittori accademici, 'paesaggio' che, in sostanza, non rispecchia per niente la vita reale. I pittori del naturalismo di Barbizon – da Troyon, a Millet, a Corot – sono qui affiancati ai pittori del Salon, cominciando dal suo divo, Bouguereau, ma anche ai primissimi impressionisti, come Boudin.

    Considerando poi le scene di genere, sempre di gran moda tra gli accademici, il distacco tra un realismo di facciata, dove non traspare alcuna emozione, e il senso di pietà che traspare collocando invece le figure nella loro quotidianità, diventa ancora più grande.

    I confronti offerti dalla mostra saranno molto eloquenti in merito, da Luminais contrapposto al quasi contemporaneo Millet, da Bouguereau a Boudin. A quest'ultimo, forse più di tutti, va il merito di aver aperto la strada alle opere di Pissarro, Renoir, Monet.

    Gli anni di Monet ad Argenteuil segnano il decennio cruciale per l'impressionismo, dagli anni Ottanta inizia a trasparire una condizione esistenziale diversa, che sembra già prepararsi all'avvento del XX secolo.

  3. La posa delle cose - Da Manet a Cézanne

    Oltre a paesaggi, ritratti e figure en plein air, anche la natura morta ha il suo ruolo nella nascita dei linguaggi successivi… Seppure in modo del tutto marginale, quasi tutti gli Impressionisti si sono dedicati al genere. Da questa tendenza generale si distaccano solo due artisti Fantin-Latour e Paul Cézanne.

    Mentre il primo elegge la natura morta a suo genere distintivo, riprendo per lo più la tradizione olandese seicentesca, il secondo è riuscito a mantenere un perfetto equilibrio tra paesaggio, figura e natura morta, elevando quest'ultimo ai massimi livelli raggiunti nel corso del XIX secolo.

    A differenza della natura morta seicentesca, che presentava lo sfarzo delle cose, Cézanne va oltre qualsiasi tentativo di rappresentazione moralistica, allegorica o simbolica: tutto è ricerca e studio della collocazione degli oggetti nello spazio. Le sue nature morte più tarde si allontaneranno del tutto dall'Impressionismo spalancando le porte al Novecento.

    Nel secolo che precede l'impressionismo, Chardin rappresentava il riferimento principale per le nature morte nella pittura francese. A lui si avvicinano i lavori più tardi di Manet – che all'inizio si rifacevano più agli spagnoli Zurbarán e Velázquez – ed alcune nature morte all'inizio dell'attività di Monet. Entrambi gli artisti, e soprattutto dopo Van Gogh, risentono delle influenze della cultura giapponese giunta in Occidente grazie ai lavori di Hiroshige e Hokusai.

  4. Un nuovo desiderio di natura - Da Corot a Van Gogh

    Questa sezione della mostra al Museo di Santa Caterina ripercorre le tappe principali della presa di coscienza di un nuovo desiderio di natura, che viaggia di pari passo con quella dell'inserimento di figure reali all'interno di una natura non idealizzata.

    I pittori di Barbizon, con Corot in testa, furono i primi ad intraprendere questa strada. Assieme a loro Gustave Courbet, che associava i sentimenti ad una deliberata crudezza drammatica.

    A questo punto delle nostre 'Storie dell'Impressionismo' assume grande rilevanza il ruolo dell'arte giapponese, in particolare di Hokusai e Hiroshige, arrivata in Occidente dopo la riapertura delle frontiere commerciali del Giappone verso la metà del XIX secolo.

    Le forti analogie tra l'Onda di Hokusai e l'Onda di Courbet, così come quelle tra le fioriture di Hiroshige e quelle di Vincent van Gogh, sono le più chiare testimonianze di questa influenza. Il tema dell'onda viene ripreso anche nella fotografia, dove gli scatti di Gustave Le Gray furono fondamentali nello sviluppo della nuova idea di spazio in pittura operata da Claude Monet.

    La mostra sull'Impressionismo a Treviso abbraccia poi il plein air, dapprima con Boudin, per poi proseguire con Monet, Sisley, Pissarro e Cézanne, fino a Seurat e Van Gogh.

  5. L'impressionismo in pericolo - Monet e la crisi del plein-air

    Dagli anni ottanta dell'Ottocento si inizia a cogliere la crisi di uno dei capisaldi dell'Impressionismo: il plein air, ovvero il portare a compimento l'opera esclusivamente nelle sedute all'aria aperta.

    Se nel decennio precedente l'istantaneità e l'impressione del momento erano alla base della rappresentazione del reale, ora l'opera non viene più completata a contatto con il reale, ma successivamente elaborata in atelier. La totale fine del plein air porta gli artisti a lavorare su una serie di immagini, una metodologia che occuperà in modo preponderante l'ultimo decennio del secolo.

    Monet in primis fa registrare questo cambiamento epocale: la visione non può esaurirsi in una sola immagine, ma deve essere ripresa ed elaborata nelle diverse stagioni e condizioni di luce. La serie dei covoni, le campagne di pittura in Normandia, pioppi e cattedrali, comportano un'analisi molto più attenta del soggetto, che riduce il tempo a disposizione per spostarsi e vedere nuovi luoghi… Monet vuole entrare nell'anima del luogo prima di ritrarlo e per questo inizia a trascorrere settimane in pura contemplazione prima di iniziare un lavoro. Ne derivano quadri quasi astratti, che ritraggono la realtà vista attraverso le emozioni del pittore. Le opere più esemplificative di questa evoluzione sono sicuramente quelle realizzate nel 1897, durante la seconda campagna di pittura in Normandia.

  6. Come cambia un mondo - Gli anni estremi di Monet e Cézanne

    Monet e Cézanne chiudono la mostra sugli Impressionisti a Treviso 2016. Sono gli artisti che seppero spingersi più lontano di tanti altri, trasformando il loro stile in qualcosa di completamente diverso rispetto alle origini… Il primo ha gettato le basi per lo sviluppo della ricca stagione dell'arte astratta americana a metà del XX secolo, da Pollock a Rothko, mentre il secondo è alla base del cubismo.

    Entrambi modificano la prospettiva tradizionale: in Monet, serie dopo serie, accresce il grado di astrazione, lo spazio perde via via significato in favore di un senso di eternità che perde il contatto con la realtà; Cézanne, invece, giunge ad un equilibrio instabile, su piani piatti che si innalzano e sembrano venire incontro allo spettatore.

    Per entrambi i pittori l'ultima fase creativa, che corrisponde ad un ritorno alla giovinezza e ai luoghi del passato, è caratterizzata da forti emozioni e commozione… Alla fine restano solo gli alberi: 'Storie dell'Impressionismo' finisce con due alberi, uno di Cézanne dipinto in Provenza e uno di Monet nel giardino di Giverny. Il luogo si annulla, gli alberi diventano una visione personale dell'artista, una sensazione più che una percezione della realtà.

    Alla fine della mostra lo spettatore avvertirà da solo il cambiamento, la pittura è diventata un'altra rispetto a quella conosciuta all'inizio del nostro percorso, passando attraverso una delle più emozionanti avventure della storia dell'arte!

     

Accanto a 'Storie dell'Impressionismo', Linea d'Ombra organizza alcune esposizioni collaterali, tutte visitabili con un unico biglietto d'ingresso:

  • 'Tiziano Rubens Rembrandt - L'immagine femminile tra Cinquecento e Seicento'
    Museo di Santa Caterina, 29 ottobre 2016 - 1 maggio 2017

    Tre eccellenti prestiti dalla Scottish National Gallery di Edimburgo per una piccola mostra dossier che vuole raccontare l'immagine femminile prima dell'impressionismo, attraverso tre artisti che hanno influenzato gli impressionisti – Tiziano con 'Venere che sorge dal mare'; Rubens con 'Banchetto di Erode' e Rembrandt 'Una donna nel letto'.

  • 'Da Guttuso a Vedova a Schifano - Il filo della pittura in Italia nel secondo Novecento'
    Museo di Santa Caterina, 29 ottobre 2016 - 1 maggio 2017

    Una mostra su un altro tema che da sempre appassiona Mauro Goldin, la pittura italiana della seconda metà del XXI secolo. Circa cinquanta autori, da Afro e Guttuso fino a Novelli e Schifano, aiuteranno i visitatori ad entrare in contatto con la vasta produzione italiana del periodo.

  • 'De Pictura - Dodici pittori in Italia'
    Palazzo Giacomelli, 29 ottobre 2016 - 1 maggio 2017

    Vent'anni dopo la storica esposizione 'Pittura come pittura' a Conegliano, Goldin riprende i 12 artisti in mostra - Claudio Olivieri, Claudio Verna, Mario Raciti, Pier Luigi Lavagnino, Attilio Forgioli, Ruggero Savinio, Franco Sarnari, Piero Guccione, Piero Vignozzi, Gianfranco Ferroni, Piero Ruggeri e Alberto Gianquinto – ciascuno con quattro opere, per proporre un approfondimento tematico dell'esposizione 'Da Guttuso a Vedova a Schifano'.

     

Organizzate per festeggiare il ventennale di attività di Linea d'Ombra, le mostre 2016 portano Treviso al centro dell'attenzione culturale internazionale! Prenota subito il tuo hotel a Treviso ed approfitta della mostra per regalarti qualche giorno alla scoperta della bella marca trevigiana.

 

Orario mostre al Museo di Santa Caterina

  • da lunedì a giovedì: 9.00 - 18.00
  • da venerdì a domenica: 9.00 - 19.00

Aperture straordinarie

  • 28 ottobre: 20.00 - 01.00
  • 29 ottobre: 9.00 - 01.00
  • 30 e 31 ottobre: 9.00 - 22.00
  • 1 novembre, dall'8 al 10 dicembre, dal 26 al 30 dicembre, dal 2 al 7 gennaio: 9.00 - 20.00
  • 25 dicembre: 15.00 - 20.00
  • 31 dicembre: 9.00 - 2.00
  • 1 gennaio: 10.00 - 20.00

Biglietti Mostra 'Storie dell'Impressionismo'

  • Intero € 14,00
  • Ridotto € 11,00 (studenti maggiorenni e universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento, oltre i 65 anni, giornalisti con tesserino)
  • Ridotto € 8,00 minorenni (6-17 anni)

La mostra 'De Pictura - Dodici pittori in Italia' sarà aperta da lunedì a venerdì con orario 9.00-12.30 e 14.00-19.00. Ingresso gratuito.

A cura della redazione di Insidecom