Ville e giardini da visitare in Veneto

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Da Valsanzibio al Giardino Giusti, dal labirinto di Villa Pisani di Stra allo spirito cosmopolita del giardino di Villa Pisani Scalabrin: le ville venete custodiscono alcuni dei più bei giardini da visitare in Veneto.

Il giardino è uno dei principali elementi della villa veneta fin dalla sua origine, importante tanto quanto la struttura architettonica. Concepiti inizialmente come luoghi di ristoro e riposo e come parte degli spazi esterni funzionali all’attività agricola (brolo, giardino e peschiera), nel tempo i giardini delle ville venete diventano simbolo della ricchezza della nobiltà e la loro conformazione si modifica, tanto da diventare in alcuni casi - come in Villa Pizzoni Ardemani a Valsanzibio, sui Colli Euganei - un vero e proprio giardino monumentale e scenografico, progettato da grandi artisti e ricco di figure simboliche e di allegorie, dove trionfano labirinti e giochi d’acqua.

Soprattutto a partire dal Sedicesimo secolo, la realizzazione di questi spettacolari parchi delle ville venete era guidata da ideali filosofici e religiosi, gusto estetico e principi di botanica. Ma non mancava la funzione pratica: si sfruttavano le conoscenze idrauliche per far sì che, oltre a creare spettacolari effetti, l’acqua venisse utilizzata nel modo più adatto e non andasse sprecata.

Bellezza e pragmatismo, ‘utile’ e ‘dilettevole’: un binomio che nelle ville ha dato vita a veri e propri capolavori di architettura e paesaggio e che oggi permette di creare itinerari interessanti non solo per chi ama l’arte e la storia, ma anche per gli amanti della natura e del verde.

Ecco allora, raccontati per voi dai nostri insiders, i più bei giardini delle ville venete!

 

Partiamo da un capolavoro assoluto: il GIARDINO DI VALSANZIBIO (anche detto di Villa Pizzoni-Ardemani), uno dei più grandi giardini italiani ed europei incastonato nel cuore del Parco Regionale dei Colli Euganei, a poca distanza da Padova. Questo splendido giardino barocco di 10 ettari nasce in seguito ad un voto: durante la grande epidemia europea di peste del ‘600 Lucrezia Lion, moglie di Zuane Barbarigo - esponente di una delle più ricche famiglie di Venezia, morì a causa della malattia e il marito fece voto solenne di realizzare un’opera grandiosa per celebrare la grandezza di Dio se il resto della sua famiglia si fosse salvata. Non solo, si trasferì insieme ai figli proprio a Valsanzibio, dove i Barbarigo avevano possedimenti e dove iniziò la a realizzare il giardino. Fu il figlio Gregorio, che diventò un potente Cardinale e consigliere dei Papi, Vescovo di Padova e addirittura Santo ad affidare la progettazione dell’opera a Luigi Bernini, fontaniere e paesaggista pontificio e fratello di Gianlorenzo, il più famoso scultore barocco di tutti i tempi. Gregorio Barbarigo fu la ‘mente’ che ispirò la filosofia e l’alta simbologia di questo luogo magnifico dove uno dei labirinti di bosso più belli d’Europa, decine di sculture in pietra d’Istria, architetture, ruscelli, cascate, fontane, laghetti, scherzi d’acqua e peschiere, innumerevoli alberi ed arbusti raccontano il percorso di perfezione che porta l’uomo verso la Salvezza, partendo dall’Errore e dall’Ignoranza e arrivando alla Verità e alla Rivelazione.
Un percorso davvero strabiliante che consigliamo di visitare accompagnati da una guida che sveli la simbologia che sta dietro ad ogni elemento che vedrete (perfino al più piccolo getto d’acqua) e che vi accompagni anche nei punti più curiosi tra cui la Fontana dell’Iride - dove viene mostrato l’arcobaleno, il Monumento del Tempo e l’Isola dei Conigli, elementi che con intenzioni contrapposte simboleggiano la perenne condizione dell’uomo limitato nello spazio e nel tempo, la Fontana dei Giochi (o delle Insidie) dove l’acqua scherza vivacemente con il visitatore, e la Scalinata del Sonetto, vicina al termine del percorso. Ma ad attirare la nostra attenzione è soprattutto il secolare labirinto di Valsanzibio, realizzato con oltre 6.000 siepi di bosso quasi 400 anni fa: l’intero percorso dentro il labirinto misura circa 1.500 metri ed è ricco di deviazioni e vicoli ciechi… una vera impresa uscirne, tanto che al termine Gregorio Barbarigo invitava a sostare nella Grotta dell’Eremita per meditare sul percorso fatto e cercare la via migliore per raggiungere il Piazzale delle Rivelazioni davanti alla Villa Barbarigo (ora Pizzoni-Ardemani), la meta simbolica di questo viaggio alla ricerca della Salvezza.

 

Un’altra villa veneta con labirinto e giardino storico è la meravigliosa VILLA PISANI LA NAZIONALE a Stra (VE) lungo la Riviera del Brenta. Definita ‘La Regina’ o anche ‘La Versailles’ delle Ville Venete, questa villa è circondata da ettari di parco in cui trovano posto laghetti, peschiere, statue e una Coffe House ottocentesca in cui ancora oggi sono ospitate delle mostre. Il labirinto di Villa Pisani è ovviamente l’elemento che, tra tutti, sempre desta maggior interesse per la storia che racconta: fu concepito infatti come un labirinto d'amore in cui perdersi per poi ritrovare la giusta via e ottenere l'agognato premio.

 

In un itinerario dei giardini storici del Veneto da veri insiders, non possono mancare il GIARDINO DI VILLA PISANI SCALABRIN a Vescovana (PD) e quello a doppio ventaglio di Villa Arvedi a Grezzana, sulle colline veronesi della Valpolicella. 
Il primo fu voluto e pensato da Evelina van Millingen, colta nobildonna inglese che nell‘800 visse fra Istanbul, Roma e Venezia e di cui si dice che il fantasma dimori ancora nella villa. Sposa di un membro della famiglia Pisani, creò questo giardino con amore e gusto cosmopolita: forme classiche all’italiana, angoli naturali tipici dei giardini inglesi ed elementi della tradizione islamica danno vita - insieme a tulipani, narcisi, rose, sculture ed architetture sapientemente combinati, ad un giardino dall’armonia incredibile.

 

Come quest’ultimo, anche il giardino di VILLA ARVEDI a Verona fa parte dei grandi giardini italiani ed è unico nel suo genere per la forma a doppio ventaglio. Delimitato da muri perché sia protetto dai venti freddi, aveva la funzione di esaltare la villa ed esserne allo stesso tempo un sobrio ornamento. La fontana al centro è circondata da siepi di bosso dalle forme geometriche o curve, che se osservate dall’alto (dalla villa, per esempio) disegnano appunto un raffinato doppio ventaglio. Le siepi sono ancora oggi accuratamente potate e curate. 

 

Infine, nel vostro viaggio tra ville e giardini del Veneto non può mancare il GIARDINO GIUSTI, anch’esso a Verona, splendido esempio di giardino all’italiana che in passato è stato visitato da illustri letterati ed artisti tra cui Goethe e Mozart. L’impianto attuale risale al 1570 e fu concepito per fare da elegante sfondo a Palazzo Giusti: dai suoi terrazzi si scopre progressivamente la vista su Verona e dal suo belvedere si gode uno dei più bei panorami sulla città. Si apre con un famoso viale di cipressi, e si inerpica fino ad una grotta a stalattiti sovrastata da un mascherone da cui potevano uscire delle lingue di fuoco.