Scopri le nostre proposte e tutti gli eventi dedicati al cinquecentenario della nascita di Tintoretto a Venezia

Il 2018 sarà un anno molto speciale a Venezia, dedicato alla celebrazione di uno dei suoi figli più famosi, il pittore Jacopo Robusti, conosciuto da tutti come Tintoretto. Quest’anno infatti ricorre il cinquecentenario della sua nascita e la città lagunare ha deciso di rendergli omaggio con una lunga serie di iniziative.

Da veri insider, anche noi abbiamo deciso di omaggiare il Tintoretto con la creazione di questa speciale sezione a lui appositamente dedicata. Qui potrete trovare eventi, curiosità ed attività per conoscere ed approfondire la sua vita e le opere custodite a Venezia!

Dalle affascinanti visite guidate, ideate in collaborazione con Francesca, la guida turistica locale che cura anche la nostra sezione ‘Aneddoti e Curiosità’, grande appassionata del pittore veneziano, all’acquisto di singoli biglietti per i luoghi che custodiscono le sue opere, fino alla possibilità di fare una qualsiasi domanda sull’artista al nostro esperto… Approfittate delle informazioni che abbiamo raccolto in questa sezione per entrare in contatto con Tintoretto e con i suoi capolavori presenti in laguna!

Eventi ed iniziative a Venezia

Tra i quattro grandi del Rinascimento veneto, Giorgione, Tiziano, Veronese e Tintoretto, quest’ultimo è l’unico ad essere intimamente veneziano… Tintoretto è nato, vissuto e morto a Venezia, città nella quale ha lasciato un’incredibile quantità di capolavori. Nonostante questo, è dal lontano 1937 che la sua città non gli dedica una grande mostra…

Per Tintoretto 500, le grandi mostre saranno ben due, contornate da altri eventi, esposizioni minori ed iniziative per far conoscere l’artista e le sue innumerevoli opere custodite a Venezia.

Le Gallerie dell’Accademia e Palazzo Ducale saranno il cuore di questi eventi, con due affascinanti mostre, visitabili dal 7 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, organizzate in collaborazione con la National Gallery di Washington. Il museo statunitense ospita importanti opere del pittore veneziano, in prestito a Venezia per le celebrazioni, e si appresta ad ospitare la prima grande mostra sul nostro Tintoretto mai organizzata oltreoceano: dopo Venezia, infatti, la mostra al Ducale e quella alle Gallerie verranno fuse in un’unica esposizione – Tintoretto: the artist of Venice at 500 - proprio alla National Gallery di Washington.

Le Gallerie dell'Accademia presenteranno la produzione giovanile di Tintoretto, focalizzandosi sul decennio 1538-1548. Al centro della mostra ‘Il miracolo dello schiavo’, custodita proprio alle Gallerie dell’Accademia e considerata una delle opere chiave del giovane Tintoretto per gli straordinari colori e chiaroscuri. Non mancheranno poi i confronti, con Tiziano in primis.

A Palazzo Ducale invece sarà possibile ammirare circa 70 dipinti e disegni autografi, cioè realizzati da lui in prima persona senza interventi della bottega o opere di scuola. La mostra al Ducale è curata da Robert Echols e Frederick Ilchman, lo stesso che curò anche la splendida mostra su Tintoretto al Prado nel 2007. Da non dimenticare poi le opere del Tintoretto già presenti a Palazzo Ducale come le quattro allegorie mitologiche per l'Atrio Quadrato, poi spostate nella Sala dell'Anticollegio, da poco restaurati e restituiti alla vivezza cromatica originaria.

Il periodo tardo dell’artista sarà invece visibile nella Scuola Grande di San Rocco, la ‘Cappella Sistina’ del Tintoretto. L’eccezionale evoluzione cromatica e luministica dei teleri della Scuola Grande di San Rocco la rende una tappa immancabile per ogni appassionato. La Scuola Grande di San Rocco è infatti inserita nelle iniziative per le celebrazioni che, come già detto, oltre alle mostre, includono una riscoperta delle opere del pittore sparse per Venezia.

In occasione dei festeggiamenti per Tintoretto 2018, sono in programma anche il restauro di una quindicina di opere dell’artista a Venezia e del suo monumento funebre nella chiesa della Madonna dell’Orto – restauro reso possibile grazie all’intervento del Comitato privato di salvaguardia statunitense Save Venice – e la realizzazione di una nuova guida su Tintoretto a Venezia, nonchè di un film dedicato all’artista, prodotto dalla National Gallery per la televisione pubblica americana e visibile anche a Palazzo Ducale e alle Gallerie dell'Accademia. Un altro progetto in cantiere per Tintoretto 500 riguarda invece il ciclo realizzato per la Scuola Grande di San Marco – ora scomposto e conservato in parte alle Gallerie dell’Accademia e in parte alla Pinacoteca di Brera a Milano – che verrà ricomposto in digitale per poterlo ammirare nella sua interezza.

Le premesse per la riuscita del progetto ci sono tutte… L’ambizione è quella di organizzare la più grande mostra sul Tintoretto degli ultimi decenni, un modo per omaggiare un grande artista che ha indubbiamente contribuito alla bellezza della nostra città.

Eventi Tintoretto a Venezia 2018

  • ‘Tintoretto 1519-2019’ a Palazzo Ducale
  • ‘Tintoretto giovane’ alle Gallerie dell’Accademia
  • ‘La Venezia di Tintoretto’ a Palazzo Mocenigo

 

Breve biografia

Uno dei più grandi esponenti della scuola veneziana ed ultimo grande pittore del Rinascimento italiano: stiamo parlando del Tintoretto, all’anagrafe Jacopo Robusti. Il soprannome con cui è noto al mondo deriva dal mestiere del padre, Battista Robusti, noto tintore di stoffe veneziano. Probabilmente il padre faceva parte di quei ‘cittadini’ veneziani che, pur non facendo parte dell’aristocrazia, godevano di certi privilegi… Grazie alla posizione paterna, il Tintoretto poté contare sull’appoggio dei patrizi e su buoni rapporti con l'élite della Serenissima.

L’esatta data di nascita del pittore è tutt’ora incerta in quanto il suo atto di battesimo è andato perso nell'incendio degli archivi di San Polo; da altri documenti a disposizione si è dedotto possa essere nato tra settembre-ottobre del 1518 o aprile-maggio del 1519.

Anche sull’infanzia di Tintoretto non ci sono molte informazioni dal momento che non sono mai stati trovati documenti inerenti ai suoi studi. È probabile che il suo interesse per la pittura si sia sviluppato nel laboratorio del padre il quale, per assecondare le sue inclinazioni, riuscì a trovargli un posto nella bottega di Tiziano. Sembra però che il grande maestro, resosi conto del talento del giovane Tintoretto, per paura che questo diventasse un suo rivale l’abbia fatto cacciare dalla bottega dopo pochi giorni…

Di sicuro c’è che già nel 1539 Tintoretto si firmava con il titolo di maestro ed aveva un proprio studio presso campo san Cassiàn, nel sestiere di San Polo.

La prima commissione gli arrivò da Vettor Pisani che, in occasione delle nozze, fece restaurare la sua residenza a San Paterniàn affidando al ventitreenne Tintoretto la realizzazione di 16 tavole sulle Metamorfosi di Ovidio da collocare sul soffitto. Per esaudire i desideri del committente, affascinato dalla potente prospettiva di Giulio Romano, Tintoretto si recò a Mantova, a Palazzo Te, per studiare di persona i lavori dell’artista romano.

Dopo questa prima commissione Venezia diventa per lui una bottega a cielo aperto… La chiesa di Santa Maria dell’Orto, i rapporti con la Scuola Grande di San Marco, incarichi per l’Albergo della Scuola della Trinità, … Il suo sogno, tuttavia, resta quello di lavorare per la Scuola Grande di San Rocco, un sogno che riuscirà a realizzare, diventando anche membro della Scuola, abbellendone gli interni con capolavori che ancora oggi tutti noi possiamo ammirare. Non dimentichiamo poi la Libreria Sansoviniana, la Chiesa di San Marziale e Palazzo Ducale dove, oltre alle tele nella Saletta degli Inquisitori e agli affreschi negli scomparti del soffitto nella Sala delle Quattro Porte, alla morte del Veronese completò lo splendido Paradiso nella Sala del Maggior Consiglio.

Oltre alle grandi opere, Tintoretto fu anche un ottimo ritrattista e, nonostante la grande concorrenza che doveva affrontare a Venezia, riuscì ad imporsi sul mercato grazie alla rapidità nell’esecuzione. Nella ritrattistica si faceva aiutare dai figli Domenico e Marietta e sembra che la bravura della figlia fosse nota a tutti. Ritrasse nobili, politici ed altre figure di spicco della società veneziana, incluse alcune delle più famose cortigiane del tempo, tra le quali ricordiamo Veronica Franco.

Uscì da Venezia solo per un incarico ricevuto dal duca Guglielmo Gonzaga che lo volle a Mantova per realizzare una serie di opere per il Palazzo Ducale.

I suoi ultimi lavori furono due opere per la Basilica di San Giorgio Maggiore, che realizzò a più di 70 anni.

Morì il 31 maggio 1594, dopo una febbre molto debilitante. È sepolto nella chiesa della Madonna dell'Orto.